Giorgo De Chirico. Il volto della Metafisica

Giorgio De Chirico. Le Muse Inquietanti, 1918 (dettaglio). Tecnica: Olio su tela,
Le Muse Inquietanti, 1918 (dettaglio). Tecnica: Olio su tela, 97 x 66 cm. Milano, Collezione privata

Genova, Palazzo Ducale

Fino al 7 luglio 2019

Giorgio De Chirico (1988 – 1978) nasce a Volos, in Grecia. Il mondo antico, le suggestioni a metà tra l’ arcaico e il moderno faranno sempre parte della poetica del pittore. Dopo aver studiato disegno al Politecnico di Atene, De Chirico, si trasferisce con la famiglia a Firenze, dove si iscrive all’Accademia di Belle Arti.

Continua poi i suoi studi a Milano e Venezia ed infine a Monaco di Baviera, dove entra in contatto con la filosofia tedesca ed in particolare con quella di Nietzsche. Ma scopre anche i pittori simbolisti come Arnold Böcklin (1827-1901), che influenza profondamente la sua visione artistica. Conosce, così, l’allegoria, il simbolo, l’enigma.

Quando rientra in Italia, decide di approfondire i pittori Rinascimentali, la loro tecnica, ma soprattutto si immedesima nei panni di un maestro antico, come vediamo nel suo Autoritratto del 1911 che intitola Et quid amabo nisi quod aenigma est? È una dichiarazione poetica, una sorta di manifesto in cui si ritrae con richiami alla Melancholia di Dürer.

Ma l’enigma è il tema che più affascina Giorgio De Chirico, e che sarà sempre alla base delle sue opere metafisiche. È del 1910 L’enigma dell’oracolo, dipinto böckliniano, ma anche nuovo, seguito dall’Enigma dell’ora del 1911 ed esposto al Salon des Indépendants di Parigi nel 1913. Rinascimento e mistero si uniscono in una composizione emblematica, in cui vari elementi sono uniti senza apparente significato.

Ecco che inizia a formarsi in Giorgio De Chirico l’idea della Metafisica, oltre la realtà. Nel 1919, quando tiene la sua prima personale alla Galleria di Anton Giulio Bragaglia a Roma, pubblica anche il testo Noi metafisici, una sorta di manifesto programmatico in cui spiega l’origine greca della parola “metafisica”, da μετά τα Φυσικά (oltre le cose fisiche). È la materia che a Giorgio De Chirico appare metafisica, perché ricca di significati che vanno oltre la pura visibilità.

Giorgio De Chirico e l’aspetto metafisico delle cose

Metafisica. Le Muse Inquietanti, 1918 - Giorgio De Chirico

 

È proprio alla Metafisica che è dedicata la mostra su Giorgio De Chirico al Palazzo Ducale di Genova. Curata da Victoria Noel-Johnson, comprende cento opere dell’artista, provenienti anche dalla Fondazione Giorgio e Isa De Chirico, dal MART di Rovereto, dalla Galleria Nazionale di Roma, dal Museo Bilotti e da numerose collezioni private.

La mostra è stata inaugurata precisamente cento anni dopo quella personale di Giorgio De Chirico alla Galleria Bragaglia. L’anno in cui il pittore stesso scrive su “Valori Plastici” che «l’aspetto metafisico delle cose» proviene dalla capacità dell’uomo di vederle da infinite angolazioni, che vanno spesso al di là della logica comune.

L’esposizione genovese segue un filo conduttore molto preciso, indirizzato dall’interpretazione di Maurizio Calvesi, secondo cui tutte le opere del maestro seguono il fil rouge del “capovolgimento” temporale e spaziale all’interno della materia tangibile. Nulla di surreale, ma molto di illogico, assurdo e misterioso.

La curatrice ha voluto sottolineare i rapporti con il filosofo Nietzsche, ma anche con la fondamentale amicizia nata con Guillaume Apollinaire (1880-1918). Si analizzano i temi del νόστος (ritorno), delle piazze enigmatiche, dei manichini e soprattutto della reinterpretazione dell’antico.

Un cospicuo gruppo di opere che cercano di riassumere il viaggio metafisico del pictor optimus, che nel 1920, a distanza di quasi dieci anni dal primo autoritratto, ne realizza un altro con l’iscrizione leggermente modificata: Et quid amabo nisi quod rerum metaphysica est?

Orari:

da martedì a domenica, ore 10 – 19.30

Biglietti:

intero 12 euro, ridotto 10 euro

scuole, bambini e ragazzi dai 6 ai 14 anni 4 euro

Apertura speciale della mostra nei giorni:
lunedì 22 aprile
giovedì 25 aprile
lunedì 29 aprile
mercoledì 1° Maggio
dalle ore 10 alle 19.30 (la biglietteria chiude un’ora prima)

Visite guidate individuali
Domenica 21 aprile, ore 17
Lunedì 22 aprile, ore 16.30
Giovedì 25 aprile, ore 16

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