Giovanni Battista Crema in mostra a Ferrara

Giovanni Battista Crema. Ritratto della Moglie, 1908. Tecnica: Olio su tela. Collezione privata
Ritratto della Moglie, 1908. Tecnica: Olio su tela. Collezione privata

Ferrara, Castello Estense

dal 1 maggio al 29 agosto 2021

Giovanni Battista Crema (Ferrara, 1883 – Roma, 1964) sarà protagonista di una straordinaria mostra al Castello Estense di Ferrara che verrà inaugurata il Primo maggio. Realizzata dalla Fondazione Ferrara Arte e dalle Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara, narrerà tutta la prolifica e ricca parabola pittorica dell’artista, cominciata proprio nella città emiliana e terminata nella Capitale.

Giovanni Battista Crema: il Divisionismo

Nelle Memorie inutili di un sopravvissuto, manoscritto autobiografico che sarà, peraltro, esposto in mostra e proveniente dal prezioso archivio degli eredi dell’artista, Giovanni Battista Crema narra la storia del Novecento, attraverso i suoi occhi d’artista. Ferrara occupa un posto speciale nella sua formazione giovanile, tra le «massicce torri del Castello Estense», il suo silenzio sospeso ancora nell’atmosfera quattrocentesca e la «luce violacea delle sue nebbie autunnali» che ha senza dubbio ispirato il suo divisionismo intenso e caliginoso.

La sua formazione ufficiale avviene, però, inizia a Napoli, dove frequenta l’Accademia di Belle Arti al seguito di Domenico Morelli (1823-1901). Dopo aver ereditato dal maestro gli accenti simbolisti e un colorismo sapiente e sciolto, Crema si sposta all’Accademia di Bologna, per poi trasferirsi a Roma nei primi anni del Novecento.

La Roma di inizio secolo

Una città frizzante, con una vita artistica fertile che ospita alcuni tra i più importanti attori del mondano ed elegante Divisionismo romano, come Enrico Lionne (1865-1921), Arturo Noci (1874-1953) e Camillo Innocenti (1871-1961), ma anche rappresentati di quella pittura evocativa e simbolica che si porta ancora dietro le suggestioni di In Arte Libertas, come Onorato Carlandi (1848-1939) e Giulio Aristide Sartorio (1860-1932).

Giovanni Battista Crema, acuto osservatore della realtà, attratto da quel Divisionismo romano fatto di guizzi accesi di luce e di colore, nel 1905 espone alla Società degli Amatori e Cultori L’istoria dei ciechi dolorosa. Vi adotta la tecnica divisionista, ma svela anche l’inizio di quell’interesse umanitario e sociale che lo accompagnerà per tutta la vita e che lo affianca inizialmente a Giacomo Balla (1871-1958).

Compaiono infatti nella sua prima produzione anche soggetti come Lavoro notturno alla Stazione Termini, esposto nel 1906 alla Mostra milanese per il Traforo del Sempione. Ma Crema non è solo socialismo umanitario: è realtà, simbolismo, sensualità, luce, introspezione.

Nudi femminili, ritratti, scene allegoriche, iconografie ferraresi, cronache del quotidiano, paesaggi, notturni e narrazioni di epopee umane, piccoli misteri, sogni e fiabe costellano la sua vastissima produzione, snocciolata e osservata da vicino nella mostra Ferrarese, che analizza tutti gli sviluppi tematici e stilistici dell’autore.

Giovanni Battista Crema al Castello Estense

Giovanni Battista Crema. Oltre il Divisionismo è il titolo della mostra ferrarese a cura di Manuel Carrera e Lucio Scardino. La frase “Oltre il Divisionismo”, ci proietta già in un viaggio che racconterà il pittore non solo come divisionista, ma in tutte le sue molteplici sfaccettature.

Le opere scelte provengono dalle collezioni civiche, ma anche da prestiti museali e privati, accompagnati da una serie di documenti inediti conservati nell’archivio degli eredi dell’artista. Dalla questione sociale, al simbolismo, al verismo fino alla maturità, la mostra ci offre uno sguardo sulle tante fasi vissute a pieno dall’artista ferrarese.

Il percorso dell’artista in sette sezioni

Tra evocativi e simbolici trittici e tele di grandi dimensioni, che rappresentano il fulcro della sua produzione, compaiono anche incantevoli ritratti, piccole scene, disegni e studi, minuziosi gioielli che mostrano l’infinito eclettismo del pittore. Il percorso espositivo presenta sette sezioni, più la sala introduttiva con gli Autoritratti.

Molto significativa sarà la porzione dedicata all’esperienza di guerra vissuta da Giovanni Battista Crema. Visioni di guerra del 1917 e diverse altre opere come La partenza per il fronte del 1918 testimoniano la sua incursione in un verismo teso, in cui la divisione del colore risulta ricca di drammatici chiaroscuri.

Come “pittore di guerra” incaricato dal Ministero della Marina, durante la Seconda guerra mondiale, documenterà poi le azioni belliche in mare con la serie di oli e disegni concentrati su sottomarini, siluri, timoni, bastimenti, camere di manovra.

In mostra, si potranno ammirare diverse opere simbolo dell’artista, tra cui il polittico Itala Gens, del 1938, con i pannelli dedicati all’Agricoltura, l’Industria, la Creazione della bellezza, la Scienza, l’Esercito di terra, l’Esercito di mare e dell’aria e il Sentimento religioso. Opera tematicamente ricchissima, in cui modernità, simbolo e tradizione si fronteggiano tra pace e guerra.

Orari

10:00 -18:00 dal lunedì al venerdì

L’ingresso al museo è contingentato e sarà consentito ad un massimo di 15 visitatori ogni 20 minuti

Biglietti
Intero 12,00 euro; Ridotto 10,00 euro

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