Herta Ottolenghi Wedekind al Mart

Herta Ottolenghi Wedekind. Opera tessile (dettaglio). Courtesy Galleria Berardi – Galleria Gomiero
Herta Ottolenghi Wedekind. Opera tessile (dettaglio). Courtesy Galleria Berardi – Galleria Gomiero

Rovereto, Museo Mart

Dal 17 dicembre 2021 al 13 febbraio 2022

Dopo le mostre rivelatrici di Milano (Galleria Gomiero – Miart) e di Roma (Galleria Berardi), Herta Ottolenghi Wedekind (Berlino 1885 – Acqui 1953) ritorna con una nuova esposizione “Il sogno dell’opera d’arte totale“.

L’artista è conosciuta soprattutto per la generosa e intelligente attività di mecenate che ha svolto, nel corso degli anni Venti, Trenta e Quaranta, insieme al marito Arturo Ottolenghi, presso quel luogo unico e meraviglioso che è Villa Ottolenghi Wedekind ad Acqui Terme, in Piemonte.

Meno nota, ma altrettanto degna di essere narrata, è la sua vicenda artistica: iniziata con una forte passione per la scultura, appresa nell’atelier romano di Hans Stoltenberg Lerche (1867-1920), è continuata poi con l’approdo alle arti decorative.

In particolare, nel 1922, ha brevettato un particolare metodo di decorazione tessile che prende avvio dalla tecnica della kleksografia, quindi dalla produzione casuale di immagini e disegni simmetrici. Negli stessi anni, lo psichiatra svizzero Hermann Rorschach usava il suo “test” fatto di tavole kleksografiche da sottoporre ai suoi pazienti per la psicodiagnosi.

Il merito di Herta, però, è stato quello di utilizzare queste immagini dal carattere così sorprendente e indeterminato in campo artistico e tessile.

Arte tessile: tra gesto casuale e ricerca processuale

Così recita il catalogo, curato da Sabrina Spinazzè, Elena Lago e Giulia Gomiero: «Il metodo messo a punto dall’artista, fatto di intuizione e ricerca, si basa su un naturale e involontario divenire delle forme che, da una parte si espandono autonomamente, dall’altra esigono l’intervento del gesto umano nel momento essenziale della piegatura del foglio.

Casualità e processualità si uniscono in un astrattismo inedito e tuttavia molto affine a quello che di lì a poco Paul Klee avrebbe riassunto nella Teoria della forma e della figurazione del 1924»[1].

Pratiche Dada e Surrealiste

Con questo approccio tra il casuale e il processuale, Herta Ottolenghi Wedekind, ha dimostrato di essere molto vicina all’aleatorietà di alcune pratiche Dada e Surrealiste. Per la morbidezza elegante dei colori e delle linee che si compenetrano e per l’originalità della sua ricerca, ha trionfato presso le maggiori rassegne di arti decorative degli anni Venti.

Dal 1923 al 1930 ha esposto alla Mostra Internazionale di Arti Decorative di Monza, ha poi partecipato all’Exposition Internationale des Arts décoratifs et industriels modernes di Parigi nel 1925, e non sono mancate le occasioni di mostre personali in diverse città europee.

Oggi, le sue opere tessili pulsano di vita sulle pareti di una sala del Mart, esposte assieme a mo’ di arazzi, proprio a riproporre l’essenza degli allestimenti curati da Herta in persona nella sua epoca d’oro, gli anni Venti.

Orari

Mart-dom 10.00-18.00; Ven 10.00-21.00

Biglietti

Intero 11 €; Ridotto gruppi 7 €; Gratuito fino ai 14 anni e persone disabili

[1] E. Lago, I tessuti di Herta Ottolenghi Wedekind: una «finissima luce d’intelletto» tra forme organiche e fascino della casualità», in Herta Ottolenghi Wedekind. il sogno dell’opera d’arte totale, catalogo della mostra a cura di G. Gomiero, E. Lago, S. Spinazzè (Milano, Miart 17 – 19 settembre 2021, Roma, Galleria Berardi, 7 ottobre – 5 novembre 2021, Rovereto, Mart, 17 dicembre 2021 – 13 febbraio 2022), Milano, Scalpendi Editore, 2021, p. 40

error: © Copyright Berardi Galleria d\'Arte S.r.l.