" /> Ligabue film. Elio Germano Interpreta la vita Tormentata del Pittore Naif

Il film “Volevo nascondermi” su Antonio Ligabue

Ligabue film. Locandina del Film "Volevo nascondermi" con Elio Germano. Regia di Giorgio Diritti
Locandina del Film "Volevo nascondermi" con Elio Germano. Regia di Giorgio Diritti

Dal 27 febbraio al cinema

Abbiamo ancora tutti quanti negli occhi i silenziosi, conturbanti e scuri fotogrammi della miniserie televisiva Antonio Ligabue, andata in onda nel 1977 su Rai 1. Il pittore di origini svizzere, ma trapiantato per una serie di sfortunati eventi a Gualtieri, in Emilia Romagna, aveva avuto come interprete uno straziante e meraviglioso Flavio Bucci, morto il 18 febbraio 2020 a soli settantatré anni.

La regia di questo piccolo ma eccellente sceneggiato, che metteva in evidenza ogni piccola sfumatura della personalità tormentata di Antonio Ligabue (1899-1965), è stato scritto dal regista Salvatore Nocita e per lungo tempo è rimasto l’unico, essenziale punto di riferimento televisivo per capire la storia dell’artista.

Rimangono impresse le immagini fredde ed essenziali del giaciglio di Ligabue, dell’umidità del Po sempre presente, della sua vita da emarginato, ma anche del suo carattere difficile e respingente. Ma soprattutto rimane il ricordo di quelle tele di animali espressive, giocose, colorate.

Elio Germano nei panni di Antonio Ligabue

Dopo oltre quarant’anni, avremo modo di vedere sul grande schermo un nuovo film dedicato all’artista svizzero e italiano d’adozione. Volevo nascondermi, nelle sale dal 27 febbraio 2020, sarà in concorso al Festival di Berlino dal 20 febbraio, con buonissime speranze per la vita del cinema italiano.

Il regista Giorgio Diritti si è concentrato sulla vita scardinata e caotica di questo inquieto personaggio della nostra storia dell’arte più recente. I disordini mentali e sociali di Antonio Ligabue sono stati magistralmente incarnati da Elio Germano, attore già prestato alle intense vicende biografiche di Giacomo Leopardi nel film Il giovane favoloso di Mario Martone.

Sono analizzate tutte le tappe fondamentali dell’artista svizzero, tra cui, l’infanzia difficile in diversi istituti elvetici, in cui veniva preso in giro per il suo evidente gozzo e per le orecchie pronunciate, la morte della madre, l’affidamento al patrigno tanto odiato e infine l’arrivo a Gualtieri, piccolo paese della bassa reggiana.

Il Ligabue artista coincide alla perfezione con il Ligabue uomo, con tutte le sue problematiche legate agli attacchi d’ira, agli sbalzi d’umore, ma anche ad una personalità scaltra e a tratti lucidissima, soprattutto durante la sua frequentazione di Marino Mazzacurati (1907-1969) che lo ha aperto definitivamente al mondo dell’arte ufficiale.

L’attore quarantenne Elio Germano si è preparato con intensità e dedizione per questo ruolo così angoscioso e libero allo stesso tempo.

Ha frequentato un corso di pittura seguendo gli insegnamenti dei pittori che hanno eseguito le copie dei dipinti di Ligabue per il film. Si è sottoposto ad ore ed ore di trucco prostetico e, soprattutto, ha studiato a fondo per mesi il personaggio e l’artista Ligabue.

Il film, dunque, promette bene, come già si nota dalle scene dolorose e commoventi selezionate per il trailer, che vedono Elio Germano nei panni di uomo dalle mille sfumature, maltrattato nei manicomi, ma anche visionario e tenace nelle sue sfrenate sessioni di pittura.

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