Il Fondo De Carolis alla Galleria Nazionale di Roma

Il Fondo De Carolis. Frontespizio per Notturno, 1921. Tecnica: Xilografia. Fondo Adolfo De Carolis, Roma, La Galleria Nazionale
Frontespizio per Notturno, 1921. Tecnica: Xilografia. Fondo Adolfo De Carolis, Roma, La Galleria Nazionale

Roma, La Galleria Nazionale

Tra le iniziative virtuali promosse dalla Galleria Nazionale di Roma e dalla sua direttrice Cristiana Collu, in questo lungo periodo di chiusura dei musei, vi è quella che ci accompagna nel ricco archivio dell’Istituzione e in particolare tra i fondi storici.

Sono stati, infatti, realizzati alcuni focus dal titolo Dentro l’Archivio. Cinque percorsi tra i Fondi Storici. Particolarmente interessante appare quello di Adolfo De Carolis (1874-1928), figura poliedrica del primo Novecento italiano.

Pittore, disegnatore, xilografo e illustratore, è stato una dei maggiori rappresentanti di quella fase estremamente stimolante dell’arte e della cultura italiana, che si identifica con la riscoperta di alcuni valori rinascimentali, con il Simbolismo, con il Liberty e con la Secessione europea.

Adolfo De Carolis è stato per noi una sorta di William Morris (1834-1896), perché è sapientemente riuscito a coordinare elegantemente arte e decorazione, conferendo un’importanza decisiva alle arti applicate.

Il fondo Adolfo De Carolis della Galleria Nazionale

Adolfo De Carolis occupa un posto speciale nella collezione della Galleria Nazionale: durante il secolo scorso, molte opere sono state acquisite dal Museo, non solo pittoriche, ma anche documenti, disegni, fotografie che, piano piano, hanno creato la base del Fondo che conosciamo oggi.

Mossa fondamentale è stata poi l’acquisizione, risalente al 1986, dell’Archivio privato conservato e curato dalla figlia Adriana. Il Fondo De Carolis è costituito da una grande quantità di documenti d’archivio, dalla corrispondenza privata e pubblica, ai disegni e alle cartoline che costituiscono un patrimonio di più di duemila pezzi e che ci illustrano quanti rapporti intrattenesse l’artista, con amici, committenti, istituzioni, pittori e scultori.

Circa dieci anni dopo, la Galleria ha avuto occasione di allargare ulteriormente il Fondo, con l’acquisizione di un altro piccolo archivio appartenente ad un collezionista privato. Oggi, l’Archivio è diviso in due serie principali, quella della Corrispondenza dal 1894 al 1933 e quella della Fotografia e grafica dal 1880 al 1930.

De Carolis: tra suggestioni letterarie e simboliste

Consultando questi documenti d’archivio si può conoscere la vastissima corrispondenza dell’autore, che ha accompagnato le diverse fasi della sua produzione, fortemente legate a tutta l’evoluzione del Simbolismo romano, abruzzese e marchigiano.

Quando si diploma, nel 1892, il Collegio dei Piceni gli offre una borsa di studio per trasferirsi a Roma e frequentare la Scuola di decorazione del Museo artistico industriale. A Roma, entra subito in contatto con la cerchia di Nino Costa (1826-1903) In Arte Libertas, in cui entra ufficialmente nel 1897 e con cui espone due opere fortemente significative della sua fase giovanile, Primo vere, e Narcissus poéticus.

Questa esperienza lo avvierà alla partecipazione alla sua prima Biennale del 1899 con l’emblematica Donna alla fontana, dalle profonde suggestioni preraffaellite. Siamo agli inizi di una carriera brillante, che lo porterà a legarsi ad altri artisti e letterati rappresentativi di quella magica stagione simbolista italiana, tra cui Edoardo Gioja (1862-1937), Giulio Aristide Sartorio (1860-1932), Duilio Cambellotti (1876-1960), Gabriele D’Annunzio.

Nell’esplorazione dell’Archivio non manca l’importanza che ha avuto, nella carriera di Adolfo De Carolis, la produzione xilografica, che lo ha addirittura portato alla pubblicazione di un trattato moderno sulla Xilografia nel 1924.

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