" /> Il Futurismo su Raiplay: Dinamismo è bellezza. La Didattica a Distanza

Il Futurismo su Raiplay: Dinamismo è bellezza

Il Futurismo. Giacomo Balla. Dinamismo di un cane al guinzaglio, 1912. Tecnica: Olio su tela, 90,8 x 110 cm,
Giacomo Balla. Dinamismo di un cane al guinzaglio, 1912. Tecnica: Olio su tela, 90,8 x 110 cm. Buffalo, Albright – Knox Art Gallery

La didattica a distanza

Di questo periodo lungo e difficile che tutti noi stiamo vivendo ormai da più di un mese, risentono molti settori della nostra esistenza, tra cui il mondo della scuola e dell’università.

La didattica a distanza è stata l’unica soluzione possibile, per altro non accessibile a tutti purtroppo, per cercare di permettere agli insegnanti di portare avanti i programmi scolastici.

Forse, il segmento didattico a cui riesce meglio la costruzione delle lezioni attraverso i programmi di chiamate video, è quello delle scuole superiori, oltre a quello universitario, che già normalmente si ritrova ad usufruire dell’e-learning.

Questo è avvenuto anche grazie all’enorme quantità di risorse web che i ragazzi hanno a disposizione oggi, che, se sfruttate bene, possono anche costituire, per il futuro, un nuovo mondo a sostegno dello studio canonico – e fondamentale –  in classe e sui libri.

L’arte via streaming

In tutti questi repentini cambiamenti e adattamenti, è stato sicuramente molto importante il ruolo delle piattaforme streaming e della televisione, che, oltre ad offrire lo svago dei film e delle serie TV, contengono interessanti documentari e video in particolare dedicati alla letteratura e alla storia dell’arte.

A cominciare dalla riproposizione del fondamentale programma “Meraviglie” di Alberto Angela su Rai1, fino ad arrivare al canale SkyArte, che per questo periodo di chiusura, ha predisposto l’iniziativa #ingressolibero che permette a tutti, anche a colore che non usufruiscono dell’abbonamento a Sky, di seguire la diretta streaming sul sito web del canale, avendo accesso completo al palinsesto giornaliero.

Ma allo stesso modo interessanti sono i programmi proposti dalla piattaforma Raiplay, tra cui gli intramontabili e affascinanti sceneggiati degli anni Sessanta e Settanta, dedicati alle biografie intense e ben costruite attraverso le fonti di Leonardo, interpretato da Philippe Leroy, e Michelangelo e Caravaggio, con un indimenticabile Gian Maria Volonté.

Ma sono da segnalare anche programmi come Grandi pittori, che propone diversi argomenti di storia dell’arte in pillole di venti minuti o in video di un’ora sui grandi pittori del passato, da Piero della Francesca ad Antonio Ligabue (1899-1965).

#Progresso e #Dinamismo

Particolarmente utile, in questo vasto panorama, risulta la sezione di Raiplay intitolata “La scuola in tivù” che, tra le altre proposte, offre il contributo video di Maria Stella Bottai, docente di storia dell’arte in un liceo di Monterotondo, che si è concentrata sull’avanguardia futurista.

Con un approccio molto piacevole ed efficace, Bottai snocciola la questione del Futurismo partendo dal titolo stesso del video, “Dinamismo è bellezza”. La professoressa ha dato avvio alla lezione mettendo al centro due parole chiave, #progresso e #dinamismo, che ha definito anche hashtag, con un linguaggio decisamente più social e giovanile.

Si tratta dei concetti base dell’avanguardia tutta italiana del Futurismo, da cui il video parte per generare un’ottima commistione tra contesto storico e aspetto artistico, sottolineando anche la vocazione europea ed internazionale del movimento, attraverso lo sguardo di Filippo Tommaso Marinetti.

Il Futurismo: i manifesti e le opere simbolo

La prima sezione del contributo on line è quindi “Marinetti e il Manifesto del 1909”, che spiega subito il particolare valore dei tanti Manifesti futuristi che hanno avuto il ruolo di investire ogni piccolo aspetto della vita quotidiana, attraverso la macchina, la velocità, la prorompente energia e la temerarietà dell’uomo moderno.

Nella sezione “Città”, Bottai si è concentrata sull’aspetto di veloce trasformazione urbana, strettamente connessa al Futurismo, chiamando in causa le opere di Umberto Boccioni (1882-1916) La città che sale e Forme uniche nella continuità dello spazio, per spiegare la compenetrazione dei piani, della figura e dello spazio. Ma anche la visione simultanea e il legame con il tempo come flusso del filosofo coevo Henri Bergson.

Infine, nell’ultima parte dedicata alla “Ricostruzione futurista dell’Universo”, famoso Manifesto firmato da Giacomo Balla (1871-1958) e Fortunato Depero (1892-1960) nel 1915, la professoressa analizza i diversi e molteplici aspetti investiti dall’estetica futurista, dalla pittura, al design, al cinema, alla fotografia.

Le sperimentazioni tecniche e scientifiche vengono quindi condivise dagli artisti: ne sono esempio il Fotodinamismo di Anton Giulio Bragaglia (1890-1960), ma anche opere come Dinamismo di un cane al guinzaglio di Balla, per passare poi agli Intonarumori di Luigi Russolo (1885-1947) e all’architettura di Antonio Sant’Elia (1888-1916).

 

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