Il Realismo Magico a Milano

Felice Casorati. Silvana Cenni, 1922 (dettaglio). Tecnica: Olio su tela
Silvana Cenni, 1922 (dettaglio). Tecnica: Olio su tela

Milano, Palazzo Reale

Fino al 27 febbraio 2022

Il Realismo Magico va in scena al Palazzo Reale di Milano, con una mostra a cura di Gabriella Belli e Valerio Terraroli e promossa dal Comune di Milano-Cultura, Palazzo Reale e 24 ORE Cultura. L’allestimento, curato da Studio Bellini, si snoda attorno a ottanta capolavori che hanno segnato le tappe fondamentali del Realismo Magico.  

Il fascino sospeso e onirico di questa corrente tutta italiana, si inserisce nel contesto più ampio dell’arte tra le due guerre. Alcune declinazioni preziose, silenziose e stilisticamente perfette degli autori del ritorno all’ordine conducono lo spettatore verso una magica astrazione che è esattamente espressa dai capolavori in mostra.

Dalla Nuova Oggettività tedesca al Realismo Magico

La Neue Sachlickheit, la “Nuova oggettività” tedesca presenta punti di grande affinità con il Realismo Magico italiano, anche se quest’ultimo propone tratti stilistici e formali di maggiore ascendenza classicista. L’impostazione rigorosa, lenticolare, trasparente e allo stesso tempo straniante di queste espressioni ha portato Massimo Bontempelli a definire questa corrente “realismo magico”.

Il collezionista e gallerista Emilio Bertonati (1934-1981) è stato un precoce critico che ha riscoperto il valore degli autori e dei dipinti di questo straordinario movimento, collezionandoli ampiamente e costruendovi attorno delle mostre nella Galleria del Levante, con una sede a Milano e una a Monaco di Baviera.

Oggi, in mostra vengono proposte le sue opere, insieme ad altre provenienti da importanti Musei o collezioni private, anche con l’intento di mostrare contatti e legami con la cultura tedesca coeva.

La perfezione stilistica incastonata in un attimo di sospensione

Tra gli autori che maggiormente hanno incarnato questo spirito vi sono Felice Casorati (1883-1963), Cagnaccio di San Pietro (1897-1946), Antonio Donghi (1897-1963) e Ubaldo Oppi (1889-1942), Achille Funi (1890-1972) e Mario (1891-1942) ed Edita Broglio (1886-1997).

Intrecci e contatti vi sono dunque con il Novecento di Margherita Sarfatti, ma anche con Valori Plastici: il merito della mostra è proprio quello di riuscire a sottolineare questi punti di contatto attraverso un percorso filologico che parte da alcuni capolavori di Casorati e di Carlo Carrà (1881-1966) del primissimo dopoguerra, fino ad arrivare ad opere dei pieni anni Trenta.

La natura surreale, bloccata, incastonata in un attimo di tempo, appunto magica di queste opere proviene dalla lettura approfondita e appassionata che gli artisti fanno dei maestri del Trecento e del Quattrocento italiano.

Da Giotto a Masaccio a Piero della Francesca a Paolo Uccello, nella rielaborazione di atmosfere perfettamente ponderate ed equilibrate a cui gli autori del Realismo Magico aggiungono quasi sempre una sensazione di inquietudine, desolazione o disagio, che si legge, per esempio, in Dopo l’orgia di Cagnaccio di San Pietro.

Orari

Da martedì a domenica ore 10-19:30; giovedì chiusura alle 22:30.

Biglietti

Intero € 14,00; Ridotto € 12,00

Abbonamento Musei Lombardia € 10,00 valido anche per Soci Orticola in possesso della tessera per l’anno in corso

Ridotto speciale € 6,00

 

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