" /> John Singer Sargent alla Tate Britain di Londra. Carnation, Lily, Lily, Rose

John Singer Sargent alla Tate Britain

John Singer Sargent. Carnation, Lily, Lily, Rose, 1885-86. Tecnica: Olio su tela. Londra, Tate Britain
John Singer Sargent. Carnation, Lily, Lily, Rose, 1885-86. Tecnica: Olio su tela. Londra, Tate Britain

Londra, Tate Britain

In attesa della riapertura dei musei, prevista in Italia per il 18 maggio salvo imprevisti, possiamo ancora usufruire delle iniziative virtuali messe in campo dalle Gallerie e dai Musei di tutto il mondo.

Ad esempio, la Tate Britain di Londra, nelle sue pagine Instagram e Facebook ha pubblicato alcuni contributi audio e video dedicati alla valorizzazione della loro collezione.

Del resto, il sito della Tate è sempre stato famoso per il grande impegno virtuale, digitale e social anche al di fuori di questa brutta crisi, basti pensare ai numerosi podcast dedicati alle mostre o agli artisti dei tre musei, Tate Britain, Tate Modern e Tate Liverpool.

Carnation, Lily, Lily, Rose

Tra le “pillole” di storia dell’arte più gettonate vi è la descrizione audio del meraviglioso dipinto di John Singer Sargent (Firenze, 1856 – Londra, 1925) Carnation, Lily, Lily Rose, eseguito tra il 1885 e il 1886.  Attualmente, si trova nella sala della Tate Britain dedicata al 1840, in cui sono esposte le opere della Confraternita dei Preraffaelliti.

Si tratta di una galleria completamente Vittoriana, che si può anche tranquillamente visitare nel sito web della Tate, passando da un’opera all’altra e seguendo i brevi testi esplicativi che le riguardano.

La tela di Sargent è ambientata nel giardino di una casa di amici nel Cotswolds, piccola e graziosa regione ad ovest di Oxford, dove il pittore soggiornò nell’estate del 1885. Le bambine che accendono le lanterne cinesi sono Dolly e Polly Barnard, figlie dell’illustratore e amico di Sargent, Frederick Barnard.

Il titolo di questo dipinto deriva dalla canzone “The Wreath”, del compositore settecentesco Joseph Mazzinghi, molto popolare tra gli artisti inglesi nella seconda metà del XIX secolo. Nel testo della lirica pastorale, viene posta la domanda: “Avete visto la mia Flora passare di qui?” a cui qualcuno risponde con il verso “Indossa una ghirlanda […] Fatta di Garofano, Giglio, Giglio, Rosa”.

Per riprodurre l’esatto locus amoenus di un idilliaco passato pastorale, al di fuori dell’Inghilterra industrializzata, Sargent sceglie questo intimo giardino con la luce del crepuscolo. Il tessuto bianco dei vestiti delle bambine accoglie e riflette la luce aranciata delle lanterne di carta.

Mentre tutto intorno a loro si diffonde una meravigliosa profusione di fiori: garofani bordeaux e color crema tra l’erba in basso, rose rosa e bianche su entrambi i lati e alti gigli bianchi e luminosi nella porzione superiore del dipinto.

Insieme ad essi, vi sono altre otto lanterne di carta che contribuiscono a creare un’atmosfera intima all’interno di un favolistico giardino segreto, dalla dimensione vagamente orientalista.

Si tratta di un’immagine che, pur rispondendo stilisticamente agli stilemi dell’Impressionismo, si appoggia a pieno sulla nostalgia di un passato puro e naturale, tipica del movimento preraffaellita.

È, infatti, un dipinto in bilico tra realtà e sogno, che ha richiesto a John Singer Sargent una lunghissima lavorazione fatta di ripensamenti e studi. Esposto alla Royal Academy nel 1887, ha però avuto immediatamente un largo successo di critica e di pubblico e, ancora oggi, incanta i moltissimi visitatori della Tate Britain.

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