Keith Haring. Party of life

Keith Haring. Invito al Party of Life, 1985 - Palladium Club, New York
Invito al Party of Life del Palladium Club di New York, 1985

Palermo, Villa Zito

Dal 29 giugno al 16 settembre 2018

Non solo Manifesta a Palermo, nell’estate 2018. Il 29 giugno infatti, presso la Pinacoteca di Villa Zito verrà inaugurata la mostra Keith Haring. Party of life. Tra le bellissime opere dell’Ottocento siciliano farà la sua comparsa il principale attore del graffitismo newyorkese, Keith Haring (1958-1990).

A sessant’anni dalla sua nascita, il museo palermitano accoglie la mostra dedicata all’artista morto di Aids nel 1990, a soli trentadue anni, dopo essere passata per Milano e Bologna.

L’esposizione, organizzata da Contemporary concept e curata da Diana di Nuzzo, porta per la prima volta in Sicilia le opere dell’artista. L’intento è soprattutto quello di sottolineare il carattere socio-politico dell’operato di Haring, sempre attento ai temi dell’emarginazione e della discriminazione razziale e sessuale.

In linea dunque con i temi legati alla coesistenza promossi da Manifesta 12, la mostra intende sottolineare il forte messaggio controculturale del giovane artista.

Keith Haring, la vita

Nato a Reading, in Pennsylvania, nel 1958, eredita da suo padre la passione per il disegno. Sin da bambino, durante una visita al museo Hirshhorn di Washington rimane affascinato dalla figura di Andy Warhol (1928-1987).

Dopo una breve esperienza presso la Ivy School of Professional Art di Pittsburgh, inizia la sua produzione dal segno incisivo ed espressivo. Guarda soprattutto all’Art brut e a Jean Dubuffet (1901-1985) e sviluppa una linea disegnativa che comincia a ricevere le prime attenzioni alla fine degli anni Settanta.

Insofferente alla ristrettezza di Pittsburgh, a questo punto, si trasferisce a New York, iscrivendosi alla School of Visual Arts. New York gli apre infinite possibilità: inizia ad esporre e a mostrare le sue opere in strada, stringe amicizia con Jean Michel Basquiat (1960-1988) e ben presto anche con Andy Warhol.
Riempie di graffiti la metropolitana di New York, rendendo noto il suo stile peculiare, cartoonizzato, estremamente efficace e diretto.

Omuncoli dinamici, evoluzioni del cosiddetto “radiant child”, nella loro accezione allegorica e piena di vitalità, sembrano muoversi sotti i nostri occhi. Circondati da line spezzate e “primitive”, parlano agli adulti tanto quanto ai bambini.

Le mostre importanti si susseguono in una spirale di successi e conquiste: nel 1985 espone da Leo Castelli. Realizza opere murali a Minneapolis, Chicago, Barcellona, Pisa, Milano.

Allo stesso tempo l’ambiente artistico newyorkese lo travolge e nel 1888 contrae il virus dell’HIV che lo condurrà alla morte solo due anni dopo.
L’Aids diventa un tema preponderante nelle opere dell’artista: prevenzione, ingiustizia sociale e omofobia entrano prepotentemente nelle sue dissacranti e intense composizioni.

Party of life

Questo è il titolo della mostra palermitana che riprende il titolo di un’opera molto particolare di Keith Haring. Nel 1985, l’artista realizza un murales nel Club Palladium di New York e manda gli inviti per la festa annuale del locale, sotto forma di mail art.

Fa recapitare piccole scatoline dal lui realizzate, con pezzi di puzzle dei suoi personaggi animati in bianco, nero e rosso. I pezzetti del puzzle, avrebbero svolto la funzione di badge per l’entrata al Club.

In effetti il “bambino radiante”, esclusivamente bidimensionale e realizzato con colori accesi sembra sempre celebrare la vita come una festa. Nei graffiti metropolitani la parola d’ordine è immediatezza, e Keith Haring è stato il primo a capirlo fino in fondo.

Anche nell’apertura del pop shop del 1986, in cui riecheggiano le esperienze di The Store di Claes Oldenburg (1929), aperto nel 1961, c’è una celebrazione del divertimento.

Vi vende magliette gadget, poster e oggetti di ogni tipo dai lui realizzati: chiunque voleva, poteva portarsi a casa una sorta di opera d’arte accessibile. Proprio questa disponibilità alla vita, alla semplicità e alla creatività vuole celebrare la mostra di Villa Zito, con una serie di opere di Haring provenienti da collezioni pubbliche e private.

Il messaggio di solidarietà, uguaglianza, e rispetto del prossimo che ha sempre caratterizzato il lavoro dell’artista rimane intatto, come dimostra la risonanza che il suo lavoro ha ancora oggi.

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