La collezione novecentesca di Leone Piccioni a Pienza

Leone Piccioni. Filippo De Pisis. Il Maniscalco, 1941 (dettaglio). Tecnica: Olio su tavola
Il Maniscalco, 1941 (dettaglio). Tecnica: Olio su tavola. Collezione Leone Piccioni

Pienza, Palazzo Piccolomini

Fino al 10 gennaio 2021

La “città ideale” di Pienza, nella splendida cornice di Palazzo Piccolomini, da fine agosto ospiterà la mostra Mio vanto, mio patrimonio tutta concentrata sull’arte del Novecento, con le opere provenienti dalla collezione privata di Leone Piccioni (1925-2018), giornalista in RAI, critico, letterario e accademico.

Nel corso degli anni Settanta, aveva scelto Pienza come suo luogo dell’anima e del riposo, tanto che ne aveva ricevuto la cittadinanza onoraria nel 2003. Animatore culturale della cittadina toscana, aveva organizzato numerose rassegne, coinvolto dall’amministrazione comunale, a cominciare dalla mostra dedicata alle opere grafiche di Giacomo Manzù (1908-1991), a quella su Giorgio De Chirico (1888-1978).

Ebbene oggi, Pienza rende omaggio a Leone Piccioni, proprio nella sede più prestigiosa e rappresentativa della splendida cittadina, che deve la sistemazione del borgo a Bernardo Rossellino, incaricato, nel 1459, da papa Pio II Piccolomini.

Il Novecento in una cornice antica ed ideale

Quattrocento e Novecento, in questa mostra dialogano apertamente, portando alla luce, in una cornice architettonica antica, le novantacinque opere della collezione di Leone Piccioni.

Tra i numerosi e fondamentali autori in mostra, vi sono alcuni tra gli artisti più rappresentativi del primo e del secondo Novecento, tra cui: Afro Basaldella (1912-1976), Alberto Burri (1915-1995), Giuseppe Capogrossi (1900-1972), Carlo Carrà (1881-1966), Filippo De Pisis (1896-1956), Piero Dorazio (1927-2005), Lucio Fontana (1899-1968), Renato Guttuso (1911-1987), Mario Mafai (1902-1965), Giacomo Manzù, Giorgio Morandi (1890-1964), Ottone Rosai (1895-1957) e Gregorio Sciltian (1900-1985).

L’esposizione, curata da Piero Pananti e Gloria Piccioni, figlia di Leone, è imperniata proprio sull’amore per la cultura che ha sempre caratterizzato il collezionista e giornalista, insieme alla  «condivisione delle arti e della conoscenza».

Infatti, da quando fu assunto alla RAI nel 1946, curando e conducendo alla Radio il programma L’approdo letterario, seguito poi da altri programmi storici, Leone Piccioni ha sempre dimostrato l’interesse per la comunicazione tra le arti sorelle, letteratura, musica, pittura e scultura.

Non si può dimenticare il suo legame con Giuseppe Ungaretti, insieme studenti alla Sapienza e nemmeno quello che lo ha unito a Piero Dorazio, che ha illustrato la sua raccolta di poesie La luce.

Mio vanto, mio patrimonio. Da Morandi a Burri: la visione dell’arte di Leone Piccioni è un titolo tenero e allo stesso tempo puntuale, che indica con esattezza e sentimento quanto Leone Piccioni fosse affezionato alla sua collezione, il suo vanto e patrimonio, che oggi viene offerto alla visione pubblica nella sua cittadina d’adozione.

Orari:

Dal mercoledì al lunedì 10:30 – 18:30; chiuso il martedì

Biglietti:

Intero 10,00 €; ridotto 8,00 €

Gratuito bambini fino a 5 anni e disabili con accompagnatore

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