La rivista “Storia dell’Arte”, dal 1969 all’approdo su Instagram

La Rivista “Storia dell’Arte” (dettaglio), numero 153, anno 2020, Nuova Serie
La Rivista “Storia dell’Arte” (dettaglio), numero 153, anno 2020, Nuova Serie

https://www.storiadellarterivista.it/

La rivista “Storia dell’Arte”, fondata nel 1969 da Giulio Carlo Argan presso la casa editrice La Nuova Italia di Firenze, è stata, fin dai suoi esordi, un punto di riferimento per gli storici dell’arte.

Concentrata sulla lettura iconografica e iconologica dell’opera, ha conservato nel tempo un impianto metodologico ben preciso, teso non solo a presentare scoperte, riscoperte e attribuzioni, ma anche ad offrire interpretazioni e nuove letture sempre impostate su una dimensione trasversale e transdisciplinare, che collega la storia dell’arte alla storia delle committenze e del collezionismo, alla sociologia, all’alchimia, alla letteratura, senza imposizioni settoriali.

Attualmente diretta da Alessandro Zuccari (ordinario di storia dell’arte moderna alla Sapienza di Roma), nel 1992, dopo la morte di Argan, passò sotto la direzione di Maurizio Calvesi e di Oreste Ferrari, che ne erano stati redattori sin dalla prima pubblicazione.

La rivista, negli anni, ha sempre mantenuto una vocazione internazionale – vi hanno pubblicato studiosi da tutto il mondo, da Gombrich, a Frommel, a Stoichita – seppur concentrata sulle manifestazioni artistiche dal Medioevo al tardo Barocco italiano.

La svolta degli anni 2000

Nonostante la crisi economica che ha investito La Nuova Italia all’inizio degli anni Duemila e la conseguente interruzione della pubblicazione di “Storia dell’Arte” per un anno, Maurizio Calvesi e sua moglie Augusta Monferini hanno cambiato le sorti della rivista fondando la casa editrice CAM (nome nato dalle loro iniziali), che l’ha rilevata.

La pubblicazione quadrimestrale, a questo punto, è ripresa, sempre sotto la direzione di Calvesi e con una redazione rinnovata, profondamente connessa al Dipartimento di Storia dell’Arte della Sapienza. La rivista ha allora assunto un nuovo volto, ampliandosi verso studi rivolti anche ai secoli più recenti e alla contemporaneità, con saggi specifici dedicati al Novecento e all’Ottocento.

Ancora oggi, con la direzione di Zuccari e la vicedirezione di Stefania Macioce, seppur con la pubblicazione semestrale, si mantiene la vocazione storica e umanistica della rivista, seguendo la volontà di Argan. Quest’ultimo, alla fine degli anni Sessanta evidenziava l’urgenza, ancora attualissima, del ruolo fondamentale delle scienze umanistiche in opposizione alla preminenza sempre maggiore delle discipline scientifiche.

La rivista “Storia dell’Arte” su Instagram

Studi fondamentali sono comparsi sulla rivista nel corso dei decenni, fino ad arrivare ai nostri giorni. Dai famosi saggi di Calvesi su Dürer e Piero della Francesca, fino ad arrivare alle interpretazioni di Caterina Volpi su Salvator Rosa o alle ricerche sulle connessioni tra Dada e il Tristram Shandy di Sterne di Antonella Sbrilli.

Proprio Antonella Sbrilli (docente di Storia dell’arte contemporanea alla Sapienza di Roma), che fa parte dell’attuale comitato scientifico della rivista – insieme a Francesca Baldassari, Fabio Benzi, Lorenzo Canova, Elizabeth Cropper, Gail Feigenbaum, Camilla Fiore, Manuela Gianandrea, Helen Langdon, Annick Lemoine, Loredana Lorizzo, Massimo Moretti, Xavier F. Salomon, Sebastian Schütze, Francesco Solinas, Victor Stoichita, Caterina Volpi – si occupa del coordinamento editoriale del sito web.

A partire da febbraio 2021, gestisce anche il profilo Instagram @storiadellarterivista, in collaborazione con Julie Pezzali che, attraverso un accattivante progetto editoriale, pubblica post e caption che offrono uno sguardo sempre interessante sui contenuti della rivista, estrapolando frammenti di articoli e abbinandoli ad immagini di riferimento.

Gli hashtag

Proponendo l’hashtag #DALLARCHIVIOSTORICO, ad esempio, vengono presentati a turno articoli dei passati numeri della rivista, da quelli più recenti a quelli più lontani, come quello di Filiberto Menna dedicato ad Hogarth, L’analisi della bellezza, dal numero 5 del 1970, o quello di Matteo Piccioni su Pio Joris (1843-1921) e la pittura a Roma nel secondo Ottocento, dal numero 128 del 2011.

Con l’hashtag #DIVERTISSEMENTDOMENICALE, invece, si propongono racconti, enigmi, aneddoti sulla storia dell’arte e sulle opere. Il primo post pubblicato è stato dedicato a Maurizio Calvesi, perché, come spiega la caption, «l’ultimo numero della rivista “Storia dell’arte”, il 153, è andato in stampa mentre Maurizio Calvesi ci lasciava, il 24 luglio 2020.

Sul sito, graficamente chiaro ed impeccabile, è possibile consultare gratuitamente la sezione delle “Recensioni” di ogni numero della rivista e, soprattutto, si possono acquistare i singoli articoli, con un contributo di 8 euro, diretto al mantenimento dell’archivio di “Storia dell’arte”, gestito dall’Associazione “Storia dell’arte”. Centro Studi.