La Scapigliatura. Una generazione contro

Luigi Conconi. Marina, Sinestesia evocativa del mare, 1886 (dettaglio). Tecnica: Tempera e acquarello su cartone
Marina, Sinestesia evocativa del mare, 1886 (dettaglio). Tecnica: Tempera e acquarello su cartone 53,5 x 47 cm. Collezione privata

Lecco, Palazzo delle Paure

Fino al 10 gennaio 2021 

I maggiori esponenti della Scapigliatura lombarda sono i protagonisti di una mostra che ripercorre le fasi della loro storia e del movimento, attraverso una serie di ottanta opere, tra dipinti e sculture.

Tranquillo Cremona (1837-1878), Daniele Ranzoni (1843-1889) e Giuseppe Grandi (1843-1894) sono tra gli artisti più rappresentativi della Scapigliatura, scelti dalla curatrice Simona Bartolena per portare alla luce le dinamiche stilistiche e i cambiamenti che hanno contribuito a produrre nell’arte non solo lombarda, ma dell’intero paese, nella seconda metà dell’Ottocento.

Nel Palazzo delle Paure a Lecco, nella bella cornice del Lungolago, si tiene dunque la mostra La scapigliatura. Una generazione contro, realizzata da ViDi – Visit Different, in collaborazione con il Comune di Lecco e il Sistema Museale Lecchese.

Una generazione contro

Le opere, provenienti da collezioni pubbliche e private, intendono approfondire la strada e gli sviluppi di questa generazione di artisti lombardi che ha portato avanti un’idea di pittura del tutto nuova, che trova i suoi presupposti nelle opere di Giovanni Carnovali detto il Piccio (1804-1873) e di Federico Faruffini (1833-1869).

Nel decennio che va dal 1860 al 1880, si diffonde in Lombardia la corrente letteraria ed artistica della Scapigliatura, termine che deriva dal romanzo del 1858 di Cletto Arrighi La Scapigliatura e il 6 febbraio.

Attraverso l’apporto di Faruffini, che dà uno sguardo decadente e delicato, la pittura scapigliata, dal 1865 in poi trova i suoi maggiori rappresentanti in Cremona e Ranzoni. Il percorso della mostra si snoda attraverso atmosfere evanescenti e vaporose, tra dipinti dedicati agli affetti infantili o alla visione delle femme fatale.

L’impostazione cronologica permette al visitatore di scoprire passo dopo passo le diverse tappe della Scapigliatura, dalla nascita ai prodromi, con l’eredità raccolta in particolar modo dai pittori divisionisti, come ricerca Giuseppe Pellizza da Volpedo (1868-1907) e Giovanni Segantini (1858-1899).

Uno degli aspetti più suggestivi della mostra risiede nel continuo dialogo tra le derivazioni pittoriche e letterarie della Scapigliatura. Spesso compaiono immagini dissolventi e malinconiche, ma anche quelle macabre e gotiche di Luigi Conconi (1852-1917), uno dei protagonisti più eccentrici della Scapigliatura, attivo non solo dal punto di vista pittorico, ma anche nel campo dell’incisione e del disegno.

Il focus della mostra

La mostra fornisce anche un focus specifico sull’attività artistica dei lecchesi Antonio Ghislanzoni, librettista e Amilcare Ponchielli, compositore. Particolare attenzione è stata data anche al ruolo centrale di Villa Pisani-Dossi, nel comasco, appartenuta allo scrittore Carlo Dossi (1849-1910), uno dei rappresentanti della Scapigliatura letteraria, e progettata da Luigi Conconi.

Dunque, un percorso attraverso la Scapigliatura che mette in evidenza i diversi aspetti che hanno caratterizzato questo movimento di grande portata europea, per la sua ricchezza di contenuti, ma anche per il carattere bohémien degli artisti, scrittori e musicisti che ne hanno fatto parte.

Orari

lunedì e martedì chiuso; mercoledì, 14 – 18; giovedì e venerdì, 10 – 13; 14 – 18; sabato e domenica, 10 – 18

Gli accessi alla mostra saranno regolati in base alle vigenti norme anti Covid-19.

Biglietti

Intero: € 8,00; Ridotto: € 6,00 (ragazzi dai 14 anni ai 18 anni, over 65, gruppi precostituiti di adulti oltre le 15 persone)

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