Le nuove sale di Palazzo Barberini

Palazzo Barberini. Canaletto. Piazza San Marco e Piazzetta verso sud, 1740.
Canaletto. Piazza San Marco e Piazzetta verso sud, 1740. Tecnica: Olio su su tela. Galleria Nazionale d’Arte Antica, Palazzo Barberini

Galleria Nazionale d’Arte Antica di Palazzo Barberini, Roma

La storia di Palazzo Barberini come Museo nasce nel 1953, quando diventa sede della Galleria Nazionale di Arte Antica, insieme a Palazzo Corsini. Mentre in quest’ultimo, il nucleo principale è stato sempre rappresentato dalla collezione Corsini, in Palazzo Barberini, poche sono le opere originali appartenenti alla famiglia.

In effetti, a partire dal Settecento, la sua collezione comincia a subire una dispersione. Lo Stato italiano ne ha acquisito una piccola parte, oggi indicata dalla lettera F, seguita da alcuni codici. Per il resto, Palazzo Barberini conserva una collezione che è frutto di acquisizioni e donazioni successive, quelle che costituiscono l’attuale allestimento.

Dal Duecento al Settecento, l’arte italiana e non solo trova un’enorme spazio nella Galleria, dove lo spettatore può camminare tra tavole e polittici medievali, per arrivare poi al Quattrocento, al Cinquecento e al Seicento.

Può passare accanto a Beato Angelico, a Filippo Lippi, a Piero Di Cosimo, Domenico Beccafumi, Lorenzo Lotto, Raffaello, Annibale Carracci, Guido Reni, Salvator Rosa. E può anche sostare ore e ore sotto la meravigliosa volta di Pietro Da Cortona.

Questi sono solo alcuni degli autori presenti in Palazzo Barberini che, tra l’altro, nei piani superiori, ospita i bellissimi appartamenti del Settecento. La loro decorazione, voluta dalla Principessa Cornelia Costanza Barberini e dal Principe Giulio CesarCaravaggioe Colonna di Sciarra, si conservano ancora nel loro originario splendore.

Il nuovo allestimento permanente

Dal 12 aprile, Palazzo Barberini ha aumentato ancora di più il suo immenso valore. Grazie alla direttrice Flaminia Gennari Santori e ai curatori Michele Di Monte e Maurizia Cicconi, altre dieci sale dell’ala sud del Piano Nobile si aggiungono alla già cospicua metratura della Galleria. I visitatori avevano già conosciuto gli spazi in occasione della mostra su Eco e Narciso del 2018 e che ora ospitano la collezione permanente.

Queste sale sono dedicate al Seicento e al Settecento. Paesaggi, ritratti, vedute e risultati del Grand Tour di molti pittori stranieri sono i protagonisti di questi nuovi angoli del Palazzo. Ora si può dire che la totalità di Palazzo Barberini, dallo scalone di Bernini a quello di Borromini, appartiene all’arte antica e può rimanere impresso negli occhi dello spettatore.

Ottanta opere occupano le nuove sale, spaziando dal Barocco all’Illuminismo. I protagonisti sono autori come Carlo Maratta, Salvator Rosa, Francesco Solimena e Luca Giordano. E ancora, Gaspar Van Wittel con le sue splendide vedute di Roma che tanto hanno influenzato il vedutismo successivo.

Angelica Kauffmann e Raphael Mengs ma anche Pompeo Batoni stanno a rappresentare un Settecento brillante, così come Bernardo Bellotto, Canaletto e Francesco Guardi con le loro vedute veneziane.

A completare il tutto, i bozzetti delle imprese decorative romane del Settecento, appartenenti alla collezione Lemme e donati circa venti anni fa alla Galleria. Impossibile poi non citare la presenza del busto di Clemente X di Gian Lorenzo Bernini. E non è tutto, perché, in autunno, ci attenderà a Palazzo Barberini il nuovo allestimento delle sale dedicate ai caravaggeschi.

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