Odilon Redon. La littérature et la musique

Odilon Redon. Partout des prunelles flamboient, 1888. Everywhere the pupils burn
Partout des prunelles flamboient, 1888. Everywhere the pupils burn. Tecnica: Litografia

Museo Kröller-Müller, Otterlo, Paesi Bassi

Fino al 9 settembre 2018

Il Museo Kröller-Müller si trova nella suggestiva cornice del Parco Nazionale De Hoge Veluwe, nel villaggio di Otterlo, Paesi Bassi. È conosciuto soprattutto per il suo giardino delle sculture: ospita infatti opere di Aristide Maillol (1861-1944), di Jean Dubuffet (1901-1985) e di Pierre Huyghe (1962), tra gli altri.

Ma famosa è anche la sua ricca collezione di Vincent Van Gogh (1853-1890), di Georges Seurat (1859-1891) e di Odilon Redon (1840-1916). Proprio a quest’ultimo artista è dedicata una mostra che mette in luce gli importanti legami con la musica e con la letteratura che hanno caratterizzato molte delle sue opere.

Odilon Redon, “il Mallarmé della pittura”

Questa definizione è stata attribuita a Odilon Redon dall’artista simbolista Maurice Denis (1870-1943). La poesia fatta di parole di Mallarmé corrisponde alla “poesia dell’immagine” di Odilon Redon.

La dimensione onirica e visionaria caratterizza entrambi gli autori che partono dal dato reale per trasportarlo in una realtà immaginifica. L’artista di Bourdeaux tende ad analizzare in senso positivista il dato naturale, per poi dargli un significato sovrannaturale.

Le sue immagini, realizzate ad olio, pastello, incisione e disegno, hanno una profonda capacità di unire la materia con l’immaginazione. Fiori e cavalli digradano in uno spazio onirico, farfalle, come in un sogno, si confondono con lo sfondo variopinto.

L’occhio diventa un pallone aerostatico, in una delle opere più famose dell’autore, illustrazione di un testo di Edgar Allan Poe. Questa immagine, simbolo dell’occhio come indagatore della realtà esterna, ma anche di quella spirituale, riassume tutta la poetica di Odilon Redon.

Nell’album litografico Nel sogno Odilon Redon incide sulla copertina la figura di Orfeo, musico e poeta della mitologia. Il cantore, simbolo dell’apollineo e del dionisiaco allo stesso tempo, indica anche la forte passione di Redon per la musica, oltre che per la letteratura.

Odilon Redon, tra musica e letteratura

L’artista era profondamente legato a musicisti e scrittori della sua epoca e tendeva a considerare le tre arti indissolubilmente legate tra loro.
Attraverso rimandi e rapporti sinestetici riusciva infatti ad unire musica, arte e letteratura. Coinvolgere tutti i sensi tramite una sola opera, creando un potente dialogo tra colore e disegno, è la caratteristica più importante di Odilon Redon.

Trova ispirazione nella letteratura, dal mito greco alla contemporaneità, mette al centro il simbolo anche grazie alla forte cultura musicale. Ama Richard Wagner (1813-1883), di cui condivide diversi soggetti, tra cui Brünnhilde e Parsifal.

La connessione tra arte e musica è anche definita dalle emozioni che le sue opere suscitano negli spettatori. Disegni e pastelli sono quasi in grado di produrre una sensazione sonora e lo stesso Odilon Redon usava definirsi “peintre symphonique”, pittore sinfonico.

Il rapporto con la letteratura simbolista è confermato dalle numerose illustrazioni che realizza per le opere di Edgar Allan Poe e Charles Baudelaire. Ma non è tutto: si cimenta egli stesso in composizioni poetiche, illustrandole con immagini quali Hommage à Goya.

La suggestiva mostra, a cura di Cornelia Homburg, si sposterà dall’ottobre 2018 al gennaio 2019 alla Ny Carlsberg Glyptotek di Copenaghen.

 

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