Pasquale Celommi. I colori della luce

Pasquale Celommi. La Sciabica (dettaglio). Tecnica: Olio su tela
La Sciabica (dettaglio). Tecnica: Olio su tela, 89,5 x 67 cm, Galleria d’Arte di Battista

Museo Paparella Treccia, Pescara

Fino al 6 gennaio 2020

Pasquale Celommi (1851-1928) nasce a Roseto degli Abruzzi, un paese della costa settentrionale della regione. Passa la sua infanzia a contatto con il mare, con la natura selvaggia del luogo.

Viene avviato al mestiere di pescatore, ma ama disegnare e osservare la realtà che lo circonda. Nel 1873, grazie all’aiuto economico di un nobile di Roseto, riesce a trasferirsi a Firenze per studiare presso l’Accademia di Belle Arti.

La sua terra d’origine, rappresentata con una tavolozza brillante e poetica, è sempre protagonista della produzione pittorica di Pasquale Celommi, che ottiene un vasto successo di pubblico e di critica partecipando alle Promotrici torinesi e genovesi e alle mostre romane.

Le usanze del suo popolo, i ritratti di un Abruzzo popolare e marinaro, le donne al mercato, il lavoro dei campi sono i soggetti prediletti del pittore. Attira così non soltanto collezionisti della sua terra, ma anche mercanti esteri, soprattutto inglesi.

Alcune tele, come La nascita di Venere, sono caratterizzate una luce ipnotizzante ed evocativa, mentre altre, come Ritorno dai campi e Pescivendola sono dedicate alla narrazione della vita rurale e marinara abruzzese.

Il racconto del folklore locale, dunque, è il suo idioma caratteristico, forse raggiunto guardando anche al lavoro del conterraneo e coetaneo Francesco Paolo Michetti (1851-1929). Il successo ottenuto alle esposizioni con dipinti come Lo sposalizio abruzzese, presentato a Torino nel 1888, rende Pasquale Celommi uno degli artisti più amati della regione. Così come il figlio Raffaello Celommi (1881-1957), erede della brillante tavolozza paterna.

 Pasquale Celommi. La Sciabica. Tecnica: Olio su tela

Pasquale Celommi: “pittore della luce”

Michetti ha definito Pasquale Celommi “pittore della luce”. Da qui, il suggestivo titolo della mostra pescarese a cura di Paola Di Felice, autrice anche del catalogo. L’evento è tutto incentrato sul rapporto simbiotico che l’autore ha con Roseto degli Abruzzi e con la regione in generale.

La narrazione delle tranche de vie quotidiane, ma anche il carattere costumbrista di alcune tele, la diffusa luminosità che le caratterizza sono i principali elementi messi in evidenza dalla mostra pescarese.
Sono presenti opere comparse alle rassegne italiane del tempo, come la citata Pescivendola, Il ciabattino, esposto a Roma nel 1895, Saluto all’Aurora, La sciabica.

Un verismo poetico che risente sicuramente dell’influsso del realismo toscano e partenopeo rende vive le tele brillanti di Pasquale Celommi, giustamente celebrato in questa mostra abruzzese che ne vuole sottolineare “il colore della luce”.

ORARI:

Dal 12 luglio al 31 agosto 2019 dal martedì alla domenica 17:30 – 23:30

Dal 1 settembre 2019 al 6 gennaio 2020 dalle 09:30 alle 12:30 e dalle 16:00 alle 19:30

Chiuso il lunedì

BIGLIETTI:

Intero: 6,00 euro; Ridotto: 4,00 euro

(riduzione valida per gli over 65, i soci con tessera Touring Club, tessera FAI, tessera Italia Nostra, tessera Pro Loco, gli studenti e i gruppi superiori alle 15 persone)

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