" /> Simbolismo e futurismo. Gaetano Previati: Mostra al Castelo Estense

Simbolismo e futurismo di Gaetano Previati

Simbolismo e futurismo. Gaetano Previati. Armonia, 1908 (dettaglio). Tecnica: Olio su tela
Armonia, 1908 (dettaglio). Tecnica: Olio su tela, 166 x 492 cm. Fondazione Il Vittoriale degli Italiani, Gardone Riviera

Ferrara, Castello Estense

Fino al 7 giugno 2020

Ferrara ospita una mostra celebrativa dedicata a Gaetano Previati (1852-1920), tra simbolismo e futurismo a cento anni dalla sua morte. Oli, pastelli, disegni provenienti dalle raccolte civiche di Ferrara, ma anche da altre prestigiose collezioni private e pubbliche costituiscono il nucleo principale della mostra, accompagnate poi da una serie di documenti che intendono fare luce sugli aspetti ancora poco conosciuti dell’artista.

Nativo di Ferrara, si forma prima tra Livorno e Firenze, e poi si trasferisce a Milano, rivelandosi come uno degli attori principali di quel passaggio dalla tradizione romantica a quella scapigliata e poi ancora a quella avanguardistica.

Nel 1891, infatti, è tra gli artisti che partecipano alla famosa Triennale di Brera in cui il Divisionismo si svela agli occhi del pubblico e della critica, di fatto operando una vera e propria rivoluzione nella pittura italiana.

Grazie poi al contratto firmato con Vittore Grubicy de Dragon (1851-1920), Gaetano Previati può portare avanti le sue ricerche pittoriche, giungendo ad una sperimentazione che unisce tecnica divisionista ad una delicatissima sensibilità simbolista.

La luce ed il simbolo, tra simbolismo e futurismo

La luce è uno degli aspetti fondamentali della poetica del pittore ferrarese, insieme poi alla narrazione dei moti dell’animo umano, partendo, però, da presupposti e basi completamente diverse. In effetti, il percorso artistico di Previati inizia con la pittura di storia, come dimostra il dipinto Gli ostaggi di Crema, esposto a Brera 1879, con cui vince il Premio Canonica.

Prima di approdare al Divisionismo, il giovane artista esplora tematiche perturbanti che hanno a che fare sia con le istanze scapigliate, sia con l’intensità narrativa e immaginativa della pittura legata a temi letterari, come si nota dal soggetto A Sant’Onofrio morte di Torquato Tasso o dal dipinto orientalista di stampo morelliano Alle porte dell’harem, dei primi anni Ottanta.

Simbolismo e futurismo. Gaetano Previati. Armonia, 1908. Olio su Tela, 166 x 492 cm.
Armonia, 1908. Olio su Tela, 166 x 492 cm.

Ma già nel 1884, all’Esposizione di Torino si nota una sperimentazione in campo paesaggistico, in cui della natura viene esplorato il valore simbolico, soprattutto nei dipinti Crepuscoli e Maggio. Lo stesso vale per i vapori orientalisti della tela Hashish, presentata a Venezia nel 1887, anno in cui si occupa dell’illustrazione delle Storie straordinarie di Edgar Allan Poe.

È però alle soglie degli anni Novanta che la tecnica divisionista di Gaetano Previati giunge a piena formulazione, nell’opera Nel prato, proprio del 1890, oggi conservato a Palazzo Pitti. Da qui emerge un sofisticato e personalissimo studio della luce che penetra in maniera preziosa nei filamenti di colore, dando all’atmosfera un valore onirico e caldo.

Alla Triennale del 1891 espone l’opera che maggiormente rappresenta il suo iniziale approccio al Divisionismo, Maternità, allestito significativamente accanto alle Due madri di Giovanni Segantini (1858-1899). È da questo momento che l’opera di Gaetano Previati si identifica sempre di più con la tecnica divisionista.

Lunghi e sinuosi filamenti di colore, che sia esso ad olio o pastello, caratterizzano i dipinti luminosi dell’artista. Alla I Biennale di Venezia del 1895 si presenta con Il trasporto di una vergine. I temi di rimembranza biblica o spirituale sono particolarmente presenti nella produzione di Previati, trattati con la consueta accezione sentita e simbolica.

Nel 1901 tiene una personale alla Biennale di Venezia, in cui compaiono le sue opere più significative, tra cui La danza delle ore, vera e propria celebrazione della luce in tutte le sue sfaccettature. Le opere di grandi dimensioni rappresentano al meglio l’ultima fase pittorica di Gaetano Previati, Leda, Le quattro stagioni del Po, I funerali di una vergine.

Nelle ultime sale della mostra viene messo in risalto il suo ruolo di anticipatore delle istanze avanguardiste, come ci indica il titolo Gaetano Previati tra Simbolismo e Futurismo, e come ci mostra il ciclo delle Vie del Commercio risalente al 1914.

La mostra, a cura di Chiara Vorrasi, vuole narrare con attenzione e cura l’epopea poetica ed artistica di questo fondamentale pittore, nella sua città, Ferrara, nella bella cornice del Castello Estense, organizzata dalla Fondazione Ferrara Arte e dalla Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea.

ORARI:

9,30-17,30. Ultimo ingresso 16,45

BIGLIETTI:

Intero: 8,00 euro. Ridotto: 6,00 euro (fino a 18 anni; over 65); Gruppi scuole medie e superiori: 3,00 euro; Minori dai 6 ai 12 anni e gruppi scuole elementari: 1,00 euro.

Family: per ogni adulto pagante, 1 minore entra gratis; Minori di 6 anni: gratuito.

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