STATI D’ANIMO. Arte e psiche tra Previati e Boccioni

Stati d'animo, arte e psiche. Gaetano Previati. Haschisch; le fumatrici d'oppio, 1887. Olio su tela.
Gaetano Previati. Haschisch; le fumatrici d'oppio, 1887 (dettaglio). Olio su tela. Galleria d'Arte Moderna Ricci Oddi, Piacenza, Italy

Palazzo dei Diamanti, Ferrara

Fino al 10 Giugno 2018

Gli abissi dell’inconscio

Negli anni Novanta dell’Ottocento Freud fonda il termine “psicoanalisi”: si indagano per la prima volta gli arcani processi della mente umana. Già da tempo però, come quasi sempre avviene, il mondo dell’arte aveva esplorato il campo del sogno, della visione, dell’immaginazione, degli stati d’animo.

Come dimenticare l’Incubo di Füssli o il ciclo di Ritratti di alienati che Théodore Géricault realizzò tra il 1822 e il 1823? Dieci manie diverse per dieci persone, colte con un’intensità tale da rivelare tutta la loro modernità in un magico connubio tra arte e psiche.

E ancora, come non citare i cicli incisori di Francisco Goya dei Capricci e delle Follie? Fece emergere tramite l’acquaforte, la puntasecca e l’acquatinta una serie di angosce, sogni, incubi, paure, desideri e passioni umane.
L’irrazionalità emerge in tutta la sua potenza romantica dagli abissi dell’inconscio umano. Tutto riassunto nel famoso titolo di un’incisione,  Il sogno della ragione genera mostri.

Arte e psiche tra Previati e Boccioni

In quegli anni ancora non si era esplorata scientificamente la mente umana. Gli artisti, con il loro linguaggio visionario hanno saputo spesso anticipare i tempi.
È quello che vuole portare alla luce la mostra Stati d’animo. Arte e psiche tra Previati e Boccioni ed è a cura di Chiara Vorrasi, Fernando Mazzocca e Maria Grazia Messina.

Tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, proprio quando Freud stava elaborando le sue teorie psicoanalitiche, nell’arte si esploravano le immense vie dei comportamenti umani.
Attraverso una serie di tematiche che corrispondono a diversi stati d’animo (malinconia, passione, armonia, allucinazione, calma, empatia, estasi, gioia, vitalità, frenesia) si snoda il percorso della mostra.

Simbolismo, Divisionismo e Futurismo

Partendo dal Simbolismo, passando per il Divisionismo e approdando al Futurismo, la rassegna prende in esame la rappresentazione della psiche umana. Segantini, Previati, Pellizza, Morbelli, De Chirico, Boccioni e Carrà sono i protagonisti della mostra, insieme ad esponenti del Simbolismo europeo.
Il sogno, l’amore, l’immaginazione, l’esaltazione, fino all’alienazione dell’uomo di fine secolo vengono snocciolate nel percorso espositivo.

Stati d'Animo, arte e psiche. Umberto Boccioni. Stati d'animo (ciclo n° 1). Quelli che vanno, 1911. Olio su tela, 70 x 95 cm. Milano, Museo del Novecento
Umberto Boccioni. Stati d’animo (ciclo n° 1). Quelli che vanno, 1911. Olio su tela, 70 x 95 cm. Milano, Museo del Novecento

 

La crisi di fine Ottocento emerge proprio perché di lì a poco Einstein teorizzerà la relatività, scoppierà la Prima guerra mondiale, la psiche umana verrà sondata.

Tutto viene messo in discussione. L’uomo non è più il perfetto e razionale essere del Settecento, ma è la creatura che passando per il Romanticismo ha esplorato l’interiorità, la visione, il sogno. Il turbamento ha scosso le menti.

E alla fine lo spettatore si troverà di fronte all’opera che ha dato il titolo alla mostra: gli Stati d’animo di Umberto Boccioni, realizzata nel 1911. Il trittico è composto da Gli addii, Quelli che vanno, Quelli che restano.

Queste sezioni fanno emergere con forza dalla tela gli stati d’animo umani, attraverso “fanfare assordanti”. La simultaneità degli eventi unisce percezione ottica a espressione dell’anima: il dinamismo della psiche si confonde con quello della realtà moderna.

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