Al centro di questo settimo dialogo vi è la rappresentazione della donna a metà Ottocento. La prima è Ritratto di Teresa Manzoni, Stampa Borri di Francesco Hayez (1791-1882), appartenente alla collezione della Pinacoteca. La seconda è Ritratto di Madame Gonse, 1852, olio su tela, di Jean-Auguste-Dominique Ingres, appartenente al Musée Ingres, Montauban.

Antonino Leto tra l’epopea dei Florio e la luce di Capri. Con questo titolo si presenta la mostra dedicata al pittore (1844-1913). Sin dalla giovane età e dalle sue prime esperienze paesaggistiche, Antonino Leto si dimostra incline ad una pittura lontana dagli stilemi classici e aperta ad un realismo di carattere europeo.

Arte e Magia. La tradizione veterotestamentaria narra che la nascita della magia sia connessa alla caduta degli angeli ribelli. Questi, sposate poi fanciulle mortali, trasmisero al mondo le arti magiche, che portarono alla scoperta dell’operato divino e naturale, delle stelle, delle proprietà delle piante.

Mantegna. I Capolavori dal Museo Jacquemart-André di Parigi. Una delle opere cardine della mostra è l’Ecce Homo, del 1500. Una tempera su tela che rappresenta Gesù dopo la flagellazione, distrutto, stanco, dal volto prostrato. Il secondo dipinto è la Madonna col Bambino tra i santi Gerolamo e Ludovico di Tolosa, di parecchia anni prima del precedente.

Alfredo Pirri. Passi è un’installazione composta da specchi infranti tramite un processo di choc termico. Questo può far sì che il vetro si rompa ancora e ancora, rimandandoci un’immagine frammentaria di ciò che ci circonda. Camminandoci sopra, ci sentiamo protagonisti di un’opera, integrati in essa, ma anche profondamente e vertiginosamente a contatto con il cielo e il Palazzo riflessi negli specchi.

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