È un vero e proprio esperimento scientifico-ludico quello che ci aspetta nel cortile di Palazzo Strozzi a cura di Arturo Galansino. L’installazione, progettata da Carsten Höller (Bruxelles, 1861) è composta da due dei suoi famosi scivoli elicoidali. Lunghi venti metri, conducono lo spettatore dal loggiato del secondo piano al cortile di Palazzo Strozzi.

Materialità e metamorfosi è il titolo della mostra dedicata a Joan Miró. Curata da Robert Lubar Messeri, l’esposizione indaga proprio il tema della materia e della sua trasformazione. Tra collages, arazzi, oli, disegni e sculture, l’opera del maestro catalano è raccontata attraverso una serie di 85 opere realizzate tra il 1924 e il 1981.

La rappresentazione del sé. “Dancing with Myself” cantava all’inizio degli anni Ottanta Billy Idol. Iniziava l’epoca della celebrazione dell’individualità, dopo gli anni Sessanta e Settanta che avevano politicamente e socialmente esaltato la collettività. Ma si sa, l’arte anticipa sempre i tempi.

Franco Mazzucchelli. Non ti abbandonerò mai. È questo il titolo della mostra personale di Franco Mazzucchelli (Milano, 1939), a cura di Sabino Maria Frassà e Iolanda Ratti, in corso fino al 10 giungo al Museo del Novecento di Milano. L’artista, formatosi nel movimentato fermento intellettuale degli anni Sessanta, parte dal concettuale.

Negli anni Novanta dell’Ottocento Freud fonda il termine “psicoanalisi”: si indagano per la prima volta gli arcani processi della mente umana. Già da tempo però, come quasi sempre avviene, il mondo dell’arte aveva esplorato il campo del sogno, della visione, dell’immaginazione, degli stati d’animo.

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