Come valutare un quadro: i fattori da tenere in considerazione

La valutazione di un quadro è un’analisi molto complessa che richiede professionalità e conoscenza.

Tre sono gli elementi che concorrono a stabilire una rigorosa valutazione del quadro:

  • Autore
  • Conservazione
  • Autenticità
Pittura. Utilizzo degli strumenti professionali
Pittura. Utilizzo degli strumenti professionali

L’autore dell’opera

L’identità dell’autore – insieme al suo profilo storico e alla sua fortuna critica – rappresenta uno dei fattori più determinanti nella definizione della quotazione finale di un dipinto. La corretta attribuzione costituisce dunque il primo e imprescindibile passaggio di ogni valutazione.

I quadri antichi e la connoisseurship

Un’analisi rigorosa e approfondita dell’opera, soprattutto nel caso dell’arte antica, consente spesso di ricondurla con buona attendibilità alla mano di uno specifico artista o, quantomeno, a una scuola, a un ambito o a una cerchia stilistica ben definita. Nel Settecento, nel Seicento, nel Cinquecento e periodi precedenti, i quadri non riportavano il nome del loro autore, motivo per cui i parametri di valutazione cambiano.

In questi casi si deve applicare la prassi della connoisseurship, ovvero la pratica del conoscitore che in base alla propria esperienza riesce a riconoscere l’epoca, la scuola e quindi l’autore di una determinata opera d’arte. L’esame degli elementi formali, tecnici e iconografici, affiancato allo studio della provenienza e della documentazione, è fondamentale per giungere a un’attribuzione

Pittura. Studio della firma di un quadro
Pittura. Studio della firma di un quadro

Nel Settecento, nel Seicento, nel Cinquecento e periodi precedenti, i quadri non riportavano il nome del loro autore, motivo per cui i parametri di valutazione cambiano. In questi casi si deve applicare la prassi della connoisseurship, ovvero la pratica del conoscitore che in base alla propria esperienza riesce a riconoscere l’epoca, la scuola e quindi l’autore di una determinata opera d’arte.

Dall’Ottocento a oggi: la presenza della firma

Per le opere realizzate dall’Ottocento fino all’epoca contemporanea, il processo risulta generalmente più agevole: la presenza della firma, talvolta accompagnata da data o dedica, offre un primo importante riferimento. Anche in questi casi, tuttavia, è necessaria una verifica attenta dell’autenticità e della coerenza stilistica, affinché l’attribuzione sia supportata da un’analisi critica puntuale e professionale.

Ogni fase della valutazione di un’opera d’arte richiede esperienza e competenza. Quando si desidera conoscere il valore di un’opera d’arte posseduta è opportuno rivolgersi ad un professionista. Berardi Galleria d’Arte offre valutazioni gratuite anche in 24 ore grazie al suo staff di esperti e storici dell’arte.

Conservazione e qualità

Lo stato di conservazione incide in modo determinante sulla stima di un’opera d’arte. Anche un dipinto di grande qualità e di autore rilevante può subire sensibili oscillazioni di valore qualora presenti restauri invasivi, cadute di colore, alterazioni della superficie pittorica o interventi non coerenti con la sua natura stilistica.

Pigmenti

Il tempo, come pure qualche incidente, possono aver compromesso irrimediabilmente il valore di un’opera d’arte. Per esempio nei dipinti su tela è sempre preferibile che siano in prima tela, ovvero che non abbiano subito un rintelo (sovrapposizione al retro della tela antica di una tela nuova), operazione che spesso nasconde vecchie lacerazioni e che comunque provoca un livellamento degli spessori del pigmento pittorico reputato negativo.

Le moderne indagini diagnostiche consentono oggi di esaminare in profondità la struttura e la materia dell’opera, portando alla luce elementi non immediatamente visibili a occhio nudo.

È importante dunque esaminare preventivamente il dipinto con la lampada di Wood che mette in evidenza i pigmenti non originali, che risultano fluorescenti. Gli eventuali restauri devono essere rimossi per evidenziare lo stato effettivo della pittura originale. A volte nei dipinti antichi si manifestano proprio le mancanze di pigmento antico che difficilmente si possono ricostruire.

Parallelamente, l’evoluzione del mercato dell’arte ha contribuito a formare una platea di collezionisti sempre più informati e consapevoli. L’attenzione alle condizioni conservative è oggi un parametro imprescindibile nelle dinamiche di acquisto e vendita.

Pittura. Controllo dello stato di conservazione di un quadro
Pittura. Controllo dello stato di conservazione di un quadro

Il restauro

Il restauro è in grado di ripristinare la fruibilità del quadro e di restituirgli il suo valore semantico.
Tuttavia l’attenzione del collezionista prescinde dagli effetti del restauro e chiede sempre più opere che non abbiano avuto interventi traumatici. Laddove possibile è preferibile non avere alcuna integrazione pittorica né rinteli (l’operazione di aggiungere una tela di supporto nuova a quella antica ha spesso l’effetto di appiattire irrimediabilmente la pellicola pittorica).

L’Autenticità dell’opera nella valutazione

Non si deve mai dare per scontata l’autenticità dell’opera nella valutazione di un quadro.
Sin da quando è iniziato il mercato dell’arte una schiera di imitatori o di veri e propri falsari ha cercato di ingannare il collezionista privato o addirittura i musei pubblici.

I falsi, l’autentica, gli archivi

La produzione dei falsari ovviamente non può reggere all’analisi di un esperto che è in grado di scoprire anche facilmente i trucchi adoperati.

Esistono essenzialmente due tipi di falsi: la realizzazione ex novo di un dipinto oppure far passare l’opera di un artista minore per quella di uno molto più quotato.   

  • Per la realizzazione ex novo vengono utilizzati materiali invecchiati o antichi, tramite i quali si vuole imitare un determinato autore.
  • Più spesso si tende a far passare l’opera di un pittore minore per quella di uno più famoso. Questa operazione fraudolenta si è spesso compiuta apponendo firme apocrife sulla pittura e cancellando quella vera.

Ovviamente è sufficiente una buona conoscenza dell’autore imitato per evitare questo tipo di falsificazione. In questa seconda casistica di falsi si deve risalire al vero autore dell’opera per dare la corretta valutazione.

Firma falsa e perizia

I dubbi relativi alla firma falsa sui dipinti sollevano interrogativi sugli stessi elementi che li costituiscono originalità e autenticità analizzati da una prospettiva artistica. Mancando questi elementi può risultare autentico anche un quadro con una firma falsa: solo il riconoscimento stilistico può evitare questo tipo di falsificazione, a seguito di una attenta e qualificata perizia coadiuvata anche da una analisi scientifica.

Più complesso il caso dell’arte moderna: spesso gli artisti hanno avuto collaboratori che partecipavano alla realizzazione delle opere e può accadere che abbiano realizzato dei quadri con lo stesso stile ma senza l’autorizzazione del maestro. In questo caso neppure l’analisi stilistica è sufficiente poiché a volte le opere autentiche non sono distinguibili da quelle false. Per questo sono stati fondati degli Archivi che proteggono determinati autori dalle riproduzioni non autorizzate.

Archivi: autentica

Nel caso in cui l’autentica sia documentata dall’Archivio di turno, questa diventa parte stessa del valore di un’opera d’arte: senza autentica non è possibile vendere il dipinto a cifre adeguate. Se questo procedimento è comune per i quadri moderni non lo è per i quadri antichi in quanto, non esistono Archivi dei pittori antichi.

Esistono però degli studiosi di riferimento, autori di monografie specifiche: il loro parere scritto diviene determinante nelle questioni di attribuzione. È bene dunque rivolgersi allo studio di riferimento per ottenere la giusta attribuzione e il giusto valore del proprio dipinto antico.

Tecnica

Anche la tecnica con la quale è realizzata un’opera d’arte è determinante. Più apprezzato è decisamente l’utilizzo dell’olio su tela o su tavola. Meno l’olio su compensato o comunque su materiali più fragili.

A parte il discorso dei dipinti su pietra o rame, tipici del Cinquecento e del Seicento. Essendo molto rari ed avendo un effetto virtuosistico di sicura presa sull’osservatore, queste opere riescono a raggiungere sempre quotazioni maggiori.

Acquerelli e disegni

  • Meno quotati invece gli acquerelli, che hanno il problema di perdere di intensità con il tempo e con l’esposizione alla luce.
  • I disegni in generale sono la tecnica meno costosa ma esiste anche un collezionismo di disegni molto specializzato. Quindi un disegno antico di un autore raro potrebbe spuntare cifre molto alte.

Moda

I dipinti hanno lo stesso valore economico in anni diversi? Assolutamente no. Le opere d’arte sono vincolate anche agli umori dei tempi e alla moda. Ad esempio: una grande mostra in un museo può esaltare un pittore e di conseguenza le quotazioni tendono a salire.

Ma se l’attenzione al pittore con gli anni a venire scema, avremo una conseguente discesa dei prezzi. Ecco perché si possono trovare dipinti acquistati a una cifra esorbitante nel passato e non più rispondente ad una effettiva quotazione nel presente.

Pittura femminile

Anche le dinamiche culturali e le tendenze del momento incidono in maniera significativa sull’andamento delle quotazioni. Ciò che in un determinato periodo storico viene riscoperto e valorizzato può, in fasi successive, perdere centralità e interesse.

Un esempio emblematico è rappresentato dall’attenzione riservata negli anni Ottanta alla pittura naïf che conobbe una stagione di forte entusiasmo collezionistico e speculativo. Con il mutare degli orientamenti culturali e delle priorità del mercato, quella spinta si è progressivamente attenuata.

Al contrario, le grandi mostre monografiche e le operazioni di rilettura critica possono generare effetti opposti, alimentando un rinnovato interesse internazionale e una conseguente crescita dei valori. Le importanti esposizioni dedicate negli ultimi anni a figure femminili come Berthe Morisot, Frida Kahlo o Sofonisba Anguissola e Artemisia Gentileschi – accompagnate da un’intensa attività editoriale e mediatica – hanno contribuito a consolidarne la centralità nel dibattito storico-artistico e ad accrescerne in modo significativo le quotazioni sul mercato.

Soggetto

L’iconografia di un dipinto è determinante per comprenderne a pieno le sue valenze economiche. Infatti il soggetto raffigurato può influenzare in maniera radicale il valore del quadro. Ci sono autori che sono molto ricercati quando raffigurano, ad esempio, scene ambientate in Oriente, e vengono pagati prezzi vertiginosi.

Se però raffigurano scene ambientate in Italia gli stessi autori non sono ricercati affatto. Questo avviene perché la scena orientalista è acquistata da collezionisti stranieri mentre la scena ambientata in Italia non ha lo stesso tipo di acquirenti. Questo esempio può essere riportato in numerose varianti che però ribadiscono l’importanza del soggetto raffigurato.

Per i dipinti antichi le scene profane o mitologiche spesso sono preferite a quelle religiose. In generale comunque si può affermare che per la pittura antica il dipinto di figura è preferito a quello di paesaggio o di genere. Per i dipinti dell’Ottocento invece sono sempre molto valutate le vedute di città (Venezia o Istanbul per esempio) o le scene di genere molto dettagliate. Per i dipinti del Novecento molto apprezzate sono le opere di figura, gli interni, o tutte le opere che hanno un valore simbolico e introspettivo.

Come riconoscere e valutare un quadro del ‘600 e del ‘700

Il primo fattore da accertare è l’epoca di un quadro. In particolare per i dipinti antichi è determinante conoscere i materiali utilizzati nelle diverse epoche. Il dipinto antico spesso è realizzato a olio su tela o a olio su tavola. Più rari gli altri supporti.

I materiali dei supporti sono diversi a seconda del secolo: le tele utilizzate dai pittori del Seicento – caratterizzate da una maglia più larga e grossolana – sono diverse da quelle utilizzate nel Settecento, notevolmente più fini. Nell’Ottocento si passa invece alle tele di produzione industriale.

Anche le tavole cambiano: quelle del Cinquecento sono facilmente distinguibili da quelle ottocentesche. Spesso nell’antichità venivano usati anche dei supporti preziosi quali rame o pietra.

Quadri ad olio

I quadri dipinti ad olio su rame o per esempio su lavagna o pietra o persino lapislazzuli risultavano più preziosi sia per l’effetto traslucido e di particolare lucore sia per i giochi virtuosistici che si potevano ottenere con gli effetti delle pietre. Un classico era realizzare effetti notturni dipinti su lavagna.     

Questi ultimi supporti, dunque, sono i più ricercati e costosi rispetto alle tele e alle tavole. Ma il fattore dell’antichità di un dipinto non viene affatto ad influenzare il valore dell’opera d’arte: non è detto che un dipinto del Cinquecento sia più costoso di un dipinto dell’Ottocento.

Crettatura dei dipinti antichi

Con il passare degli anni il pigmento pittorico tende a “spaccarsi” in una tipica forma a ragnatela il cui nome è Crettatura o Craquelure (screpolatura). La crettatura contraddistingue l’età dei quadri antichi.

Ovviamente oltre gli anni anche le condizioni di conservazione dell’opera d’arte possono influenzare il tipo di crettatura. Inoltre esistono anche dei metodi fraudolenti per resettare il colore dandogli un’impressione di antichità fasulla. Solo l’occhio esperto può giudicare la vera epoca di un quadro antico.          

 

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