Valutazione dipinti antichi

Valutazione dipinti. Jusepe de Ribera. Gesù tra i dottori. Tecnica: olio su tela cm. 210 x 288. Musée d’Art et d’Histoire de Langres, Francia
Jusepe de Ribera. Gesù tra i dottori. Tecnica: olio su tela cm. 210 x 288. Musée d’Art et d’Histoire de Langres, Francia

Come valutare un quadro antico

Come valutare un quadro antico è un’attività molto delicata ed è quindi difficile orientarsi nel mondo delle valutazioni dei dipinti poiché spesso c’è incertezza nel momento in cui si deve ricercare un esperto. É indispensabile affidarsi a storici dell’arte professionisti e non a psèudo-esperti improvvisati che non hanno una preparazione scientifica specifica.

Infatti l’opera d’arte può presentare numerose problematiche nel momento della sua stima di valore. Spesso la storia del quadro, del suo autore o della sua iconografia non è rintracciabile o è stata smarrita in seno alla propria famiglia o discendenti. Oppure, ancora più frequente, la tradizione orale ha creato degli errori tramandati di generazione in generazione.

Valore del quadro antico

Il cattivo stato di conservazione del quadro può contribuire a nascondere all’occhio non esperto il reale valore del quadro antico: la vernice protettiva presente sui dipinti si ingiallisce con il tempo e rende poco o per nulla decifrabili le caratteristiche stilistiche del dipinto.

Valutazione dipinti. Quadro antico
Quadro antico

L’esperienza sul campo antiquario e una preparazione storico artistica derivata da un percorso universitario, sono elementi che devono andare di pari passo nel conoscitore di opere d’arte. In sostanza sono numerosi i fattori e le variabili che contribuiscono alla corretta valutazione di un dipinto antico e nessun dettaglio può essere tralasciato nella disamina dell’opera d’arte.

Fattori importanti per la stima di un quadro sono: Epoca, Autore, Soggetto, Tecnica, Condizioni di conservazione, Moda.

Epoca

Il primo fattore da accertare è l’epoca di un quadro. In particolare per i dipinti antichi è determinante conoscere i materiali utilizzati nelle diverse epoche. Il dipinto antico spesso è realizzato a olio su tela o a olio su tavola. Più rari gli altri supporti.

I materiali dei supporti sono diversi a seconda del secolo: le tele utilizzate dai pittori del Seicento – caratterizzate da una maglia più larga e grossolana – sono diverse da quelle utilizzate nel Settecento, notevolmente più fini.

Nell’Ottocento si passa invece alle tele di produzione industriale. Anche le tavole cambiano: quelle del Cinquecento sono facilmente distinguibili da quelle ottocentesche. Spesso nell’antichità venivano usati anche dei supporti preziosi quali rame o supporti di pietra.

Quadri ad olio

I quadri dipinti ad olio su rame o per esempio su lavagna o pietra paesina o persino lapislazzuli risultavano più preziosi sia per l’effetto traslucido e di particolare lucore sia per i giochi virtuosistici che si potevano ottenere con gli effetti delle pietre. Un classico era realizzare effetti notturni dipinti su lavagna.

Questi ultimi supporti, dunque, sono i più ricercati e costosi rispetto alle tele e alle tavole. Ma il fattore dell’antichità di un dipinto non viene affatto ad influenzare il valore dell’opera d’arte: non è detto che un dipinto del Cinquecento sa più costoso di un dipinto dell’Ottocento. Fondamentale è anche l’autore, ovvero le quotazioni e il prestigio del pittore che lo ha realizzato.

Crettatura quadri antichi

Valutazione dipinti. Crettatura quadro antico.
Crettatura quadro antico.

Con il passare degli anni il pigmento pittorico tende a “spaccarsi” in una tipica forma a ragnatela il cui nome è Crettatura o Craquelure (screpolatura). La crettatura contraddistingue l’età dei quadri antichi.

Ovviamente oltre gli anni anche le condizioni di conservazione dell’opera d’arte possono influenzare il tipo di crettatura. Inoltre esistono anche dei metodi fraudolenti per resettare il colore dandogli un’impressione di antichità fasulla. Solo l’occhi esperto può giudicare la vera epoca di un quadro antico.

Crettatura ‘900

La crettatura può essere riscontrata anche sui dipinti più “moderni“, ovvero della fine dell’Ottocento e del Novecento. Questa spaccatura del colore si rivela però molto più sottile e a volte serve una lente di ingrandimento per individuarla. I dipinti ad olio su tavola spesso rivelano una crettatura più evidente.

Valutazione dipinti. Crettatura nel Novecento
Crettatura nel Novecento

Valutazioni dipinti. Autore

La fama dell’autore che ha creato l’opera d’arte è alla base delle valutazioni dei suoi dipinti. Quindi non è solo l’estetica che caratterizza il valore di un’opera d’arte.

Non è detto che un’opera apparentemente più bella e accattivante sia di maggior valore di un quadro meno appariscente e piacevole ma dipinto da un maestro più famoso.

Individuare l’autore di un quadro è quindi la prima necessità da espletare nell’ambito di una valutazione di un quadro antico. Una disamina attenta dell’opera d’arte porterà facilmente all’individuazione di chi lo ha dipinto. Per i quadri dall’Ottocento e fino ai giorni nostri è facile trovare la firma del pittore.

Spesso è riportata nella parte bassa dell’opera, a destra o a sinistra, più raramente al retro. E’ comunque abitudine dei pittori moderni firmare le proprie opere.

Al contrario i dipinti più antichi non hanno firma: solo a partire dal 1850 circa si inizia a firmare con una certa regolarità le opere d’arte.

Valutazione dipinti. Retro quadro antico.
Retro quadro antico

Ottocento e primo Novecento

Per i dipinti dell’Ottocento e del primo Novecento si deve avere una buona pratica nella lettura delle firme: a volte è difficile decifrarle ed è necessaria una certa esperienza per individuare l’autore corretto.

Per i quadri più antichi, che come abbiamo detto solo molto raramente riportano il nome dell’autore, dobbiamo affidarci a qualche iscrizione sul retro – se c’è naturalmente – o alla pratica della connoisseurship, ovvero la capacità di riconoscere lo stile di un pittore o di una scuola solo dall’analisi visiva dell’opera d’arte.

Mercato antiquario

Questo processo va affidato a un conoscitore esperto, uno storico dell’arte che abbia una lunga esperienza sul mercato antiquario. Solamente dopo aver individuato l’autore di una determinata opera d’arte si può avere una precisa valutazione.

Esistono infatti dei programmi, ad uso degli addetti ai lavori ma non solo, che offrono le quotazioni aggiornate per ogni pittore. A volte oltre l’autore anche la nazionalità influisce sulla valutazione: autori appartenenti a nazioni in decisa crescita economica sono di conseguenza più ricercati e dunque valutati di altri: ad esempio i pittori cinesi o russi. Ovviamente ad influenzare la quotazione di un dipinto è anche il soggetto.

Soggetto

L’iconografia di un dipinto è determinante per comprenderne a pieno le sue valenze economiche. Infatti il soggetto raffigurato può influenzare in maniera radicale il valore del quadro. Ci sono autori che sono molto ricercati quando raffigurano, ad esempio, scene ambientate in oriente, e vengono pagati prezzi vertiginosi.

Se però raffigurano scene ambientate in Italia gli autori non sono ricercati affatto. Questo avviene perché la scena orientalista è acquistata da collezionisti stranieri mentre la scena ambientata in Italia non ha lo stesso tipo di acquirenti. Questo esempio può essere riportato in numerose varianti che però ribadiscono l’importanza del soggetto raffigurato.

In altri casi il pittore è apprezzato solo se dipinge determinati soggetti (scene di Venezia, paesaggi con neve) e in altri casi non è apprezzato affatto. Inoltre indipendentemente dall’autore ci sono soggetti che sono spesso apprezzati dal mercato.

Per i dipinti antichi le scene profane o mitologiche spesso sono preferite a quelle religiose. In generale comunque si può affermare che per la pittura antica il dipinto di figura è preferito a quello di paesaggio o di genere. Per i dipinti dell’ottocento invece sono sempre molto valutate le vedute di città (Venezia o Istanbul per esempio) o le scene di genere molto dettagliate.

Tecnica

Anche la tecnica con la quale è realizzata un’opera d’arte è determinante. Più apprezzato è decisamente l’utilizzo dell’olio su tela o su tavola. Meno l’olio su compensato o comunque su materiali più fragili.

Valutazione dipinti. Tela del Seicento.
Tela del Seicento.

A parte il discorso dei dipinti su pietra, tipici del Cinquecento e del Seicento. Essendo molto rari ed avendo un effetto virtuosistico di sicura presa sull’osservatore, queste opere riescono raggiungere sempre quotazioni maggiori. Lo stesso discorso vale per i dipinti ad olio su rame, una tecnica molto usata nell’antichità.

Acquerelli

Meno quotati invece gli acquerelli, che hanno il problema di perdere di intensità con il tempo e con l’esposizione alla luce. I disegni in generale sono la tecnica meno costosa ma esiste anche un collezionismo di disegni molto specializzato.

Quindi un disegno antico di un autore raro potrebbe spuntare cifre molto alte. A patto che sia perfettamente conservato. La conservazione di un’opera d’arte è un altro elemento fondamentale.

Condizioni di conservazione

Ad influire in maniera decisiva sulla valutazione di un dipinto antico son anche le condizioni diconservazione. Il tempo, come pure qualche incidente, possono aver compromesso irrimediabilmente il valore di un’opera d’arte.

Per esempio nei dipinti su tela è sempre preferibile che siano in prima tela, ovvero che non abbiano subito un rintelo (sovrapposizione al retro della tela antica di una tela nuova), operazione che spesso nasconde vecchie lacerazioni e che comunque provoca un livellamento degli spessori del pigmento pittorico reputato negativo.

Valutazione dipinti. Mancanze pigmento antico.
Mancanze pigmento antico.

Pigmenti

E’ importante dunque esaminare preventivamente il dipinto con la lampada di Wood che mette in evidenza i pigmenti non originali, che risultano fluorescenti. Gli eventuali restauri devono essere rimossi per evidenziare lo stato effettivo della pittura originale. A volte nei dipinti antichi si manifestano proprio le mancanze di pigmento antico che difficilmente si possono ricostruire.

Anche la pittura su tavola è delicata: il legno subisce gli sbalzi termici e può arrivare a spaccarsi compromettendo la pittura. Stesso discorso vale per le opere su carta, acquerelli, pastelli e disegni. L’esposizione alla luce può sbiadire l’acquerello, ingiallire la carta mentre il pastello, se non accuratamente conservato, può perdere il colore.

Restauro lampada Wood.

Moda

I dipinti hanno lo stesso valore economico in anni diversi? Assolutamente no. Le opere d’arte sono vincolate anche agli umori dei tempi e alla moda. Ad esempio: una grande mostra in un museo può esaltare un pittore e di conseguenza le quotazioni tendono a salire.

Ma se l’attenzione al pittore con gli anni a venire scema, avremo una conseguente discesa dei prezzi. Ecco perché si possono trovare dipinti acquistati a una cifra esorbitante nel passato e non più rispondente ad una effettiva quotazione nel presente.

Pittura naif

Anche la moda del momento può influire: l’attenzione per la pittura naif che c’era stata negli anni ottanta non è più tale e di conseguenza molti maestri hanno visto crollare le prpprie quotazioni. Un altro esempio: le mostre dedicate a Frida Kahlo o ad Artemisia Gentileschi degli ultimi anni hanno portato all‘ascesa vertiginosa dei valori di queste due pittrici.

Un’altra prova di come le grandi retrospettive o più semplicemente le mode possono determinare i prezzi di un quadro antico. Valutazioni che dovranno comunque porre attenzione ad alcune problematiche connesse con il valore dei quadri: quali la presenza dei falsi, la possibilità di accedere ad archivi o perizie valide negli anni.

I falsi, l’autentica, gli archivi

Il mondo dell’arte da sempre è caratterizzato dalla presenza di dipinti falsi e dei loro autori, i falsari. Questi tentano di trarre forti guadagni in maniera fraudolenta dalla contraffazione delle opere d’arte e dalla loro autentica.

Il problema delle frodi per quanto riguarda i dipinti antichi, contempla diversi tipi di falsi. Vi sono vere e proprie imitazioni di quadri antichi, fatti con stile e materiali che possono trarre in inganno.

Tuttavia in generale un dipinto antico ha delle caratteristiche che lo rendono inconfondibile e dunque il falso difficilmente trae in inganno l’occhio esperto. Più problematico è il caso delle firme false: spesso il falsario firma un quadro antico con una firma di un pittore più prestigioso.

Firma falsa e perizia

I dubbi relativi alla firma falsa sui dipinti sollevano interrogativi sugli stessi elementi che li costituiscono “originalità” e “autenticità” analizzati da una prospettiva artistica. Mancando questi elementi può risultare autentico anche un quadro con una firma falsa: solo il riconoscimento stilistico può evitare questo tipo di falsificazione, a seguito di una attenta e qualificata perizia coadiuvata anche da una analisi scientifica.

Più complesso il caso dell’arte moderna: spesso gli artisti hanno avuto collaboratori che partecipavano alla realizzazione delle opere e può accadere che abbiano realizzato dei quadri con lo stesso stile ma senza l’autorizzazione del maestro

In questo caso neppure l’analisi stilistica è sufficiente poiché a volte le opere autentiche non sono distinguibili da quelle false. Per questo sono stati fondati degli Archivi che proteggono determinati autori dalle riproduzioni non autorizzate.

 Archivi: autentica

Nel caso in cui l’autentica sia documentata dall’Archivio di turno, questa diventa parte stessa del valore di un’opera d’arte: senza autentica non è possibile vendere il dipinto a cifre adeguate. Se questo procedimento è comune per i quadri moderni non lo è per i quadri antichi in quanto, non esistono Archivi dei pittori antichi.

Esistono però degli studiosi di riferimento, autori di monografie specifiche: il loro parere scritto diviene dirimente nelle questioni di attribuzione. E’ bene dunque rivolgersi allo studio di riferimento per ottenere la giusta attribuzione e il giusto valore del proprio dipinto antico.

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