Valutazione quadri

Valutazione gratuita di quadri antichi e dipinti
dell 800 e del primo 900

 

Valutare un’opera d’arte, un privilegio per noi, un’occasione per te. 

Che sia un quadro o una scultura non esitare a far stimare la tua opera d’arte, contattaci. Galleria Berardi offre una valutazione gratuita e senza impegno di opere d’arte e lo fa tramite l’ausilio di esperti e storici dell’arte.

Grazie alle nuove tecnologie riusciamo a fornirti una prima idea di valutazione semplicemente con una foto inviata tramite email o whatsapp. Bastano poche informazioni aggiuntive, quali autore e dimensioni, e il nostro staff sarà in grado di fornire una prima stima approssimativa.

La lunga esperienza nel settore antiquario e la conoscenza del mercato attuale ci permette di fornire quotazioni normalmente in 24 ore. Dopo aver ricevuto una valutazione gratuita puoi decidere anche se vendere il quadro attraverso i nostri canali e la nostra ampia rete di collezionisti privati, italiani ed esteri.

L’arte italiana sul mercato internazionale

Nella valutazione di un’opera le variabili che entrano  in gioco sono molteplici.
Oltre gli elementi tecnici bisogna prendere in considerazione anche l’andamento del mercato, nazionale ed internazionale, e la stima che esso mostra nei confronti degli autori italiani. 

I pittori dell’Ottocento: il successo di Boldini, De NIttis e Zandomeneghi

Il successo che la pittura italiana dell’Ottocento ha all’estero ha diversi nomi: Giovanni Boldini, Giuseppe De Nittis e Federico Zandomeneghi. La valutazione delle loro opere ha riscosso un grande successo internazionale e i numeri parlano chiaro.

Il Ritratto di Cecilia Tobin Clark, eseguito da Boldini, e aggiudicato presso la Sotheby’s di New York il 18 maggio 2016 per la considerevole somma di 962.797 euro ne da un’icastica conferma. Cifre affatto insolite per Boldini visto che già nel 2011 il Ritratto di Madame Eugéne Doyen realizzava 1.011.600 euro sempre in una vendita a New York ma presso la casa d’aste Christie’s.

Giulio Aristide Sartorio. Elena e Cassandra. Olio su tela, 91x200 cm
Giulio Aristide Sartorio. Elena e Cassandra. Olio su tela, 91×200 cm

Cifre simili sono state realizzate dal pugliese De Nittis, e in misura minore dal veneziano Zandomeneghi.
Il 6 giugno 2017 viene battuta la piccola tela firmata De Nittis L’arco di Trionfo, Parigi presso la Sotheby’s di Londra a 628.702 euro mentre la considerevole cifra di 659.514 euro è raggiunta da Femme allongée di Zandomeneghi sempre presso la Sotheby’s ma nella sede di New York (7 maggio 2014).

Queste quotazioni così elevate confermano che laddove i pittori italiani abbiano avuto importanti esperienze all’estero (per esempio Parigi) queste si ripercuotono sul valore dei loro dipinti.
La comprensione del rapporto esistente fra i due poli del mercato, nazionale e internazionale, è dunque fondamentale.

Valutare un quadro richiede professionalità e competenza, ma non mancano influenze di diverse variabili, quali le condizioni del mercato in Italia e l’appetibilità che le opere d’arte hanno sul mercato internazionale.

Arte antica: rarità di grandi maestri

Il valore dell’arte antica, e intendiamo tutta la pittura che arriva fino alla fine del Settecento, ha subito un duplice cambiamento.
Se da un parte si è assistito ad un ridimensionamento del mercato, dall’altra si è potuto contare su una crescita vertiginosa dei prezzi. 
La rarità di capolavori di grandi o piccoli maestri e le condizioni di restauro spesso penalizzanti i quadri hanno scaturito il ridimensionamento del mercato della pittura antica. 

Domenico Morelli. Scena storica. Olio su tavola, 24x34 cm
Domenico Morelli. Scena storica. Olio su tavola, 24×34 cm. Esempio di cornice d’epoca coeva

La valutazione di un quadro antico è condizionata dalla paternità dell’opera, troppe volte incerta o supportata da una semplice attribuzione, che a volte non trova concordi gli studiosi.

Negli anni passati queste opere di incerta paternità riscuotevano egualmente successo sul mercato ma oggi le cose sono cambiate e solo le opere riferibili a grandi maestri trovano il giusto apprezzamento sul mercato.

Da qui il secondo cambiamento: i prezzi vertiginosi che alcuni pittori antichi hanno raggiunto sul mercato estero. Opera che può essere considerata paradigmatica di questa situazione sono i 30 milioni di dollari che il J. Paul Getty Museum di Los Angeles ha pagato per un capolavoro del barocco quale la Danae di Orazio Gentileschi, seguace secentesco di Caravaggio.
La cifra astronomica, che stralcia qualsiasi prezzo precedente, dimostra quanto sia complessa la valutazione di opere d’arte antica oggi.

Il ‘900 italiano

La valutazione dell’arte italiana del Novecento invece è molto più effervescente.
Per la pittura dei primi decenni del secolo possiamo apprezzare Antonio Donghi, uno dei protagonisti del realismo magico, particolarmente in sintonia con il gusto del collezionismo attuale.

Giorgio Morandi. Natura morta, 1943. Olio su tela, 28 x 42,5 cm
Giorgio Morandi. Natura morta, 1943. Olio su tela, 28 x 42,5 cm. Musei Vaticani

Una vendita romana del 23 marzo 2016 aggiudicava il Ritratto della signorina Luisa o Elisa a 64.000 euro.
Anche il veneto Cagnaccio di san Pietro, avvicinabile a Donghi per le atmosfere sospese e “magiche”, ha sensibilmente migliorato le sue quotazioni.

Anche Giorgio Morandi, che inizia ad avere un collezionismo internazionale sempre più esteso, mantiene le valutazioni alte degli anni precedenti. Importante in questo caso la proposizione dell’artista fatta da mercanti stranieri in sedi prestigiose che ne hanno sottolineato la notorietà internazionale.

Altri pittori, molto ricercati negli anni precedenti, come Filippo De Pisis, Mario Mafai o Ottone Rosai, registrano una maggior difficoltà di collocazione.

L’opera italiana più quotata: “Sacco e rosso” di Alberto Burri

Un momento davvero importante invece è quello che sta vivendo l’arte italiana della seconda metà del Novecento: maestri quali Michelangelo Pistoletto, Alberto Burri, Alighiero Boetti o Enrico Castellani stanno battendo tutti i record di quotazioni.

900 italiano. Alberto Burri, Sacco e Rosso, 1959
Alberto Burri, Sacco e Rosso, 1959

Nel 2017 un arazzo di Boetti ha realizzato 2.129.995 euro mentre il dipinto Rosso Gilera 60 1232/Rosso Guzzi 60 1305 del 1971 ha fatto 1.745.075 euro presso la casa d’aste Chritie’s di Londra, mentre nel 2016 un altro quadro, Mimetico ha superato il milione di euro.

Stesse valutazioni alte per Pistoletto: Uomo che guarda un negativo del 1967 ha raggiunto 3.448.997 euro, cifre che rendono bene la passione del collezionismo internazionale per i nostri artisti moderni.

Ma questi record sono stati polverizzati dai più di dieci milioni di euro che un sacco (Sacco e rosso) di Alberto Burri ha raggiunto nel febbraio del 2016 in un’asta londinese di Sotheby’s.
In questo momento Burri dunque è uno dei maestri più valutati dell’arte contemporanea italiana.

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