Icone russe

Tra l’ XI e il XII secolo c’è una fase storica caratterizzata da un’ampia produzione di icone nelle cattedrali russe. A quel tempo i pittori di queste pregevoli tavole dipinte venivano generalmente in Russia da Costantinopoli. 

La caratteristica più importante dell’icona dal punto di vista della storia dell’arte è senza dubbio l’altissima qualità della sua pittura. L’iconografia nel territorio russo è stata ed è una tradizione vivente e le icone oggi sono dipinte nello stesso modo in cui lo sono state per secoli. 

Queste opere d’arte russe sono il simbolo di una tradizione millenaria che fa discendere le proprie origini dall’antica arte bizantina che si è sviluppata nei secoli ma mantenendone nel tempo i canoni classici. Conosciamole meglio.

Icone russe. Icona Russa con Madre di Dio - Pittura su Tavola
Icona russa con Madre di Dio, qui rappresentata in un’icona quasi interamente rivestita di argento dorato.

Storia delle Icone russe

La fine del primo millennio, con la conversione al cristianesimo di Vladimir I di Kiev (il Principe di Kiev, detto il Santo o il Grande), segnò l’inizio dell’arte russa, un avvenimento miracoloso nella vita artistica e spirituale della nazione.

Questo evento straordinario ebbe come effetto una grande necessità di oggetti religiosi per la pratica della nuova fede e del rituale religioso. La nuova esigenza fu risolta con continue importazioni di questi articoli sacri da Costantinopoli.

Secondo i canoni della tradizione bizantina, lo scopo fondamentale dell’artista nel creare un’icona, era di infondere un senso di armonia dei colori inerente alla natura del soggetto riprodotto che era sempre un santo.

L’icona è parte integrante non solo della cultura russa, ma anche dell’Europa durante il Medioevo. Il primo pezzo di arte antica russa che è interamente sopravvissuto è un complesso di mosaici e dipinti di icone dell’ 11° secolo nella Cattedrale di Santa Sofia a Kiev . 

 

Icone russe. Icona russa con Deesis - L'arte delle icone Russe
Icona russa con Deesis. In questa “Deesis”, o supplica, Cristo siede in trono con un in vangelo aperto in mano.

Le icone possono anche essere realizzate in altri supporti, tra cui mosaico, affresco, ricamo e metallo. I fedeli ortodossi pregano o venerano le icone che sono viste come un “ingresso” per il regno dei cieli

Vladimirskaya: la più famosa icona russa

L’icona di Vladimir venne in Russia da Bisanzio nel XII secolo in dono al principe di Kiev Mstislav Vladimirovich. Secondo la leggenda, l’icona della Madre di Dio di Vladimir fu dipinta dall’apostolo Luca nel I secolo a.C. e la Chiesa non conferma questa tradizione, ma non la smentisce.

La maggior parte dei ricercatori ritiene che sia stata creata da maestri bizantini, ma altri critici reputano che sia di origine russa realizzata dal monaco Alipiy Pechersky, un famoso pittore di icone di Kiev del XII secolo. L’icona di Maria da allora divenne l’immagine più venerata della Russia.

Oggi è conservata nella chiesa di San Nicola vicino alla Galleria Statale Tretjakov, a Mosca; l’icona nota come Madre di Dio di Vladimir (Theotokos di Vladimir) è uno dei più alti esempi di arte russa.

Le vite dei santi

Secondo il decreto del VII Concilio Ecumenico (il secondo concilio di Nicea, nel 787) per deliberare sul culto delle immagini, si promulgò il dogma sul culto dell’immagine. Un elemento essenziale dell’icona è l’iscrizione del nome del santo, che stabilisce l’identità tra l’immagine e il suo archetipo. 

Le icone si concentrarono sulla vita del santo dalla nascita alla canonizzazione e glorificazione. Intorno alla parte centrale, che mostra il santo, ci sono scene raffiguranti i momenti più importanti della sua vita.

Icona Russa con Cristo Pantocratore - Pittura su tavola
Icona russa con Cristo Pantocratore, interamente coperta dalla “riza” argentea che lascia liberi solo il volto e la mano di Cristo benedicente.

L’iconografia e le storie di alcune icone russe sono uniche e non hanno prototipi bizantini, poiché sono legate ai santi celebrati solo dalla Chiesa ortodossa russa. L’iconografo dovrà adempiere agli intransigenti criteri della Chiesa ortodossa bizantina.

Non si effigia solo l’aspetto estetico dell’uomo, ma anche la sua profonda interiorità che si manifesta attraverso la luce, l’illuminazione del corpo e la trasfigurazione. La maggior parte delle opere sono create con tempera o vernice e leganti su tavola di legno seguendo la tecnica antica.

Sfondo dorato

Lo sfondo dorato delle icone è un simbolo principe del mondo spirituale e dello splendore divino e annuncia la magnificenza del Regno celeste dove non c’è il buio della notte.

Ecco perché le pieghe e le parti delle vesti di Cristo, della Vergine Maria e dei santi sono state dipinte in oro. A volte il colore dell’oro veniva sostituito con vernice gialla, ma il significato rimaneva lo stesso.

L’icona russa come fenomeno è stata scoperta solo all’inizio del XX secolo quando i restauratori hanno imparato a rimuovere la sporcizia accumulata nei secoli e la fuliggine di candela dalla superficie.

Prima di allora l’icona era stata considerata un’antica arte tenebrosa, ma tutto cambiò quando i dipinti apparvero luminosi e brillanti nella loro intatta bellezza.

I Pittori delle icone russe

La maggior parte delle icone russe sono state dipinte da maestri anonimi che non hanno firmato le loro opere. Pochi sono i nomi di grandi pittori di icone conosciuti in tutto il mondo. Eccone alcuni.

Andrei Rublev (1360s-1430)
Andrei Rublev, uno dei più importanti artisti russi di tutti i tempi è il più famoso e venerato pittore di icone russe del XV secolo, canonizzato dalla Chiesa ortodossa russa nel 1988. La sua icona più famosa è la Santissima Trinità, oggi custodita alla Galleria Statale Tretjakov, a Mosca.

Teofane il greco (1340-1410)
Teofane il greco era un artista bizantino che si trasferì a Novgorod nel 1370. È noto per le sue numerose opere di chiesa e anche una serie di antiche icone russe.
La sua icona russa più famosa è Nostra Signora del Don che rappresenta la Vergine del Don, una delle icone più amate della tradizione russa. L’abbraccio testimonia l’affetto di cui sono circondati la vergine Santa e Gesù Salvatore. É custodita alla Galleria Statale Tretjakov, a Mosca.

Dionisio (1440-1502 ca.)
Dionisio è il più importante iconografo della scuola di pittura di icone di Mosca tra la fine del XV e l’inizio del XVI secolo. È noto per il suo insolito stile pittorico, chiamato “manierismo moscovita”. La sua icona russa più famosa è The Descent into Hell (Discesa all’Inferno), una tempera su legno. Oggi è custodita al Museo di Stato russo a San Pietroburgo

Porta di Iconostasi con Scene Cristologiche - Icone Russe
Porta di iconostasi con Scene cristologiche. È la porta di un’iconostasi che divide il presbiterio dalla navata, chiamata Porta Regale.

Daniil Chyorny (1350-1428 ca.)
Daniil Chyorny era un grande iconografo noto non solo per il suo talento per la pittura, ma anche per la sua capacità di lavorare con la composizione, i colori e i personaggi.
La sua opera più famosa è Bosom of Abraham (Affresco del Petto di Abramo), visibile alla Galleria Statale Tretjakov, a Mosca.

Simon Ushakov (1626–1686)
Simon Ushakov era un importante iconografo russo della fine del XVII secolo, noto per le sue numerose opere che descrivevano i cosiddetti “santi carnali” con tratti dichiaratamente umani.

La sua icona russa più famosa è Salvatore fatto senza mani. Questa icona si distingue per i tratti del viso e per l’ombreggiatura dove si alternano colori scuri e chiari. É custodita al Museo di Novgorod. 

La tecnica della icona russa

In epoca bizantina e per molti altri secoli, le icone venivano dipinte a tempera su tavola. Il fondo (lekvas) veniva preparato con polvere di gesso e colla animale, lo strato pittorico con rosso d’uovo e pigmenti e lo strato protettivo con lacca o con oli vegetali (olifa). Gli sfondi venivano sottoposti a doratura, con l’oro o l’argento in foglia.

Nell’Ottocento la tempera con rosso d’uovo viene sostituita dai colori ad olio. Inoltre, le icone cominciano ad essere coperte parzialmente da rivestimenti d’argento o di altri metalli pregiati, che le proteggevano dalle candele.

Questo rivestimento, detto riza, si può trovare solo sulla cornice (basma) decorata a cesello o a sbalzo con fregi vegetali. Ma può coprire anche tutto lo sfondo dell’icona, intramezzato da preziosi fregi a filigrana e smalti blu e verdi.

Spesso, le rize cesellate servivano a mettere in evidenza i nimbi e le aureole dei santi, lasciando libere le altre zone dipinte. Alcune riempivano tutta la tavola, ad esclusione del volto, delle mani e dei piedi, come si nota nell’icona Madre di Dio di Vladimir della metà del XII secolo.

Icona russa con Natività - L'arte delle Icone Russe
Icona russa con Natività. Lo sfondo è trattato con la foglia d’oro che impreziosisce l’oggetto. Al centro è rappresentato il Cristo appena nato.

Il colore

I bizantini credevano che l’espressione di qualsiasi arte fosse la bellezza. Per questo motivo gli artisti hanno dipinto icone brillanti con dorature e colori vivaci.

Ogni colore aveva il suo significato e per questo i colori non si mescolavano mai, erano chiari o scuri, ma sempre puri.
Imparando dai maestri bizantini, i pittori di icone russe adottarono e preservarono il simbolismo del colore. 

I colori delle icone russe sono diventati più intensi e accesi appropriati agli stati d’animo, ai gusti e agli ideali del popolo.

La bellezza dell’icona sta in un equilibrio estremamente rigoroso di colore, forme, luce e linee. Il simbolismo del colore nell’icona così come la sua elaborazione riverberano lo splendore divino.

L’analisi spettrale di recenti ricerche ha mostrato che i colori dell’antica icona si sovrapponevano l’un l’altro. La patina superiore lasciava sempre un delicato riflesso su quella inferiore.

Pertanto, il pittore di icone ha avuto sempre la possibilità di ottenere il numero adeguato di sfumature di colore per la creazione più minuziosa delle immagini. 

Colore oro

Nella tradizione bizantina lo scintillio dorato delle icone e di mosaici ha permesso di diffondere lo splendore di Dio e del Regno dei Ciel. Il colore oro indicava Dio stesso e brilla in varie tonalità.

Viola

Il colore viola o cremisi era molto importante nella cultura bizantina perché era il colore del re,  l’imperatore sulla terra e solo lui poteva firmare decreti con inchiostro viola e sedersi sul trono viola.

Rosso

Il rosso è uno dei colori più evidenti nell’icona, esprime il calore dell’amore, dell’energia che dà la vita e per questo è diventato un simbolo della Resurrezione, la vittoria della vita sulla morte.

Ma al contempo è il colore del sacrificio di Cristo, il colore del sangue e del tormento. Spesso gli artisti hanno dipinto sfondi rossi come segno del trionfo della vita eterna.

Icona Russa con Theotokos - Pittura su Tavola
La “Theotokos”, madre di Dio, viene raffigurata in questa icona mentre tiene in braccio il Bambino. La “riza” d’oro riveste quasi l’intera icona.

Bianco

Il colore bianco è un simbolo della luce divina, il colore della purezza, della santità e della semplicità.
Le icone e gli affreschi dei santi e dei giusti di solito li raffigurano in bianco in quanto persone gentili e oneste, che vivono “nella verità”.

Le sfumature dei bambini, le anime dei morti e gli angeli brillavano dello stesso colore bianco. 

Blu e celeste

I colori blu e celeste rappresentavano l’infinito del cielo, simbolo della pace eterna.
Il blu è il colore della sfera celeste e rappresentava la più alta energia contemplativa, era considerato il colore della Madre di Dio, armonizzando in sé sia l’umano che il celeste.
I murales in molte chiese dedicate alla Madre di Dio sono pieni di blu celeste.

Verde

Il colore verde è naturale, vibrante, simbolo della terra. È il colore dei prati e delle foglie, della giovinezza, della fioritura, della speranza, dell’eterno rinnovamento.
I pittori hanno dipinto la terra con questo colore che era presente dove è iniziata la vita, nelle scene di Natale.

Colore nero

Nella pittura di una icona il nero è il colore della notte, un abisso infernale. In alcune opere, il nero potrebbe essere interpretato come il colore del mistero. Uno sfondo nero significava anche l’incomprensibile profondità dell’Universo, una sorta di morte nella vita.

Il grigio è l’unico colore mai usato in un’icona. Colore dell’incertezza e del vuoto, è stato tradizionalmente considerato inappropriato nell’arte delle icone.

Valutazione delle icone russe

Il fascino delle icone russe non è diminuito per decenni. Particolarmente popolari sono le opere antiche. L’acquisto di una vecchia icona non è solo l’interesse di un collezionista o un privilegio e uno status speciali, ma anche un investimento affidabile e redditizio.

La valutazione delle icone è una procedura importante che permette di stabilire con precisione il valore effettivo all’opera. La valutazione include l’età approssimativa della tua icona, la tecnica utilizzata, dove e come è stata fatta e per quale scopo.

Nel valutare un’icona russa, un gruppo di nostri esperti analizza la necessità di eventuali restauri o verifica la qualità di quelli già attuati. Scopri se la tua icona è un’icona dipinta per una Chiesa o per un privato.

Il nostro è uno staff di esperti altamente specializzati nell’arte antica e vanta un’ampia esperienza nel mondo della pittura di icone russe. La procedura per la valutazione dell’icona è gratuita e viene espletata in meno di 24 ore.

Dove si possono ammirare le più famose icone russe?

A Mosca

  • Galleria Tretyakov
  • I musei del Cremlino di Mosca
  • Museo Andrei Rublev di arte e cultura paleocristiana
  • Museo dell’icona russa

A San Pietroburgo

  • Museo di Stato russo
  • Museo Fabergé

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