«Siete pronti per un nuovo faccia a faccia con l’arte?». La rappresentazione del sé e dell’altro ha sempre affascinato l’uomo e l’artista ed in questo caso siamo portati a confonderci e a perderci in questa moltitudine di personalità e anime, riconoscendoci in esse. La mostra “La moltitudine che è in ognuno di noi” al Musia di Roma fino al 14 luglio 2019.

Fontanesi a Reggio Emilia. L’obiettivo dei curatori non è soltanto quello di guidare il visitatore attraverso le opere del maestro, ma anche quello di fargli scoprire quanto Antonio Fontanesi abbia influenzato le successive generazioni di artisti, da Pellizza da Volpedo ad Alberto Burri. In mostra al Palazzo dei Musei, fino al 14 luglio 2019.

L’antico è la principale forma di ispirazione per lo scultore veneto. Segue i precetti di Johann Joachim Winckelmann che, nei “Pensieri sull’imitazione dell’arte greca” del 1755 scriveva: «l’unica via per divenire grandi e, se possibile, inimitabili, è l’imitazione degli antichi». Imitare, non copiare, cercare di ritrovare l’equilibrio delle proporzioni, quella “nobile semplicità” e quella “quieta grandezza” che risiedono nell’armonia dell’arte antica.

Giacomo Balla (1871-1958) si avvicina inizialmente al Divisionismo. Ne è un interprete profondo, poiché ne sviluppa gli esiti giungendo a composizioni formidabili. Non sono da dimenticare le sue immagini divisioniste di Villa Borghese, ma nemmeno tutti i dipinti dedicati alla questione sociale. In mostra a Palazzo Merulana a Roma fino al 17 giugno 2019.

Angelo Morbelli. È proprio attraverso il Divisionismo che il pittore alessandrino affronta uno dei temi più presenti nel corso della sua carriera artistica: quello della vecchiaia. Le opere in mostra non provengono solo dalla collezione della GAM, ma da importanti prestiti nazionali ed internazionali. Vi sono dipinti de La Galleria Nazionale di Roma, del Museo D’Orsay di Parigi e della Galleria Ca’ Pesaro di Venezia. Galleria d’Arte Moderna, Milano fino al 16 giugno 2019

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