Giuseppe Abbati (Napoli, 1836 – Firenze, 1868) nasce da Vincenzo Abbati (Napoli, 1803-1866), artista specializzato nella pittura di interni.
Si forma tra Firenze e Venezia, ma torna spesso anche a Napoli. Nel 1860 partecipa alle campagne risorgimentali e, durante una battaglia a Capua, perde la vista ad un occhio.

Vincenzo Abbati (Napoli, 1803-1866) è il padre del più famoso Giuseppe Abbati (1836-1868). Si forma al Regio Istituto di Belle Arti di Napoli, dove dal 1822 al 1826 frequenta la Scuola di Scenografia. I suoi maestri sono A. Niccolini e L.N. Lemasle, quest’ultimo scenografo del Teatro San Carlo. Il suo esordio risale alla Mostra Borbonica del 1826, quando si presenta come abile pittore di interni.

Ezechiele Acerbi (Pavia, 1850 – 1920) è originario di una famiglia molto umile e nipote del pittore pavese Pasquale Massacra. Dopo aver dimostrato l’attitudine per il disegno e la pittura, a sedici anni inizia a frequentare la Scuola Civica di Pittura di Pavia. Si forma sotto l’ala di Giacomo Trécourt, direttore dell’istituto, di cui diventa uno degli allievi prediletti.

Andreas Achenbach (Kassel, 1815 – Düsseldorf, 1916) pittore romantico tedesco, è uno dei maggiori rappresentanti della Scuola di Düsseldorf. Nel 1827, a soli dodici anni, viene ammesso nell’Accademia della città, dove studia sotto la guida di Heinrich Christoph Kolbe. Esordisce in ambito accademico a soli quattordici anni, dimostrando di essere un pittore precoce e abilissimo.

Oswald Achenbach (Düsseldorf, 1827 – 1905), fratello minore di Andreas), si forma presso di lui, accogliendone la visione romantica già precorritrice però di elementi veristi.
Andreas, autore di paesaggi burrascosi, di marine in tempesta o di paesaggi montani intrisi di sublimi suggestioni, è però più anziano di lui di dodici anni.

Angiolo Achini (Milano, 1850 – 1930) si forma all’Accademia di Brera sotto la guida di Giuseppe Bertini. Inizialmente, durante gli anni di studio e quelli immediatamente successivi, si dedica al paesaggio e alla pittura di storia, riportando i primi risultati.

Carlo Ademollo (Firenze, 1824-1911) diventa ben presto un pittore affermato di scene di genere. Negli anni Cinquanta comincia a frequentare il Caffè Michelangelo e dal 1854 entra a far parte della Scuola di Staggia, ritraendo dal vero le campagne senesi.

Luigi Ademollo (Milano, 1764 – Firenze, 1849) si iscrive all’Accademia di Brera, che abbandona repentinamente. Intraprende la carriera di scenografo, che lo vede nel 1772 a Roma e nel 1788 a Firenze. Da questo momento in poi, rimane in Toscana dove costruisce la sua carriera di scenografo e pittore molto fecondo.

Franz Theodor Aerni (Aarburg, 1853 – 1918), pittore tedesco, si sposta nel 1870 a Losanna per frequentare lo studio del paesaggista svizzero Johann Joseph Gaisser. Arriva in Italia nel 1872: si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Modena, dove si forma al seguito di Adeodato Malatesta.

Ermenegildo Agazzi (Mapello, 1866 – Bergamo, 1945) è il fratello minore di Rinaldo, da cui viene introdotto allo studio della pittura e da cui riceve i primi insegnamenti. Lo introduce al verismo della scuola napoletana e al linguaggio di Antonio Mancini, molto presente nelle sue opere della prima fase.