Enrico Gaeta

Gaeta Enrico

Enrico Gaeta (Castellammare di Stabia, 1840 – 1887), nato da una nobile famiglia di Castellamare di Stabia, si avvicina molto presto al disegno e alla pittura. Si forma presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli, dove segue i corsi di Domenico Morelli. Ciononostante, si accosta sin da subito al genere del paesaggio.

Bénigne Gagneraux

Gagneraux Bénigne

Bénigne Gagneraux (Digione, 1756 – Firenze, 1795), artista originario della Borgogna, nasce e si forma a Digione, presso l’École de dessin, dove è allievo del suo fondatore François Devosge (1732-1811). Quest’ultimo, ritrattista e pittore di storia di stampo classico, lo accompagna fino al raggiungimento del diploma nel 1774.

Guido Galletti

Galletti Guido

Guido Galletti (Londra, 1893 – Genova, 1977), nato da una famiglia italiana di gioiellieri a Londra, si trasferisce molto presto a Genova. Dopo la morte del padre, a soli quattordici anni, il ragazzo inizia a fare i lavori più disparati, compreso l’aiutante di bottega.

Luigi Galli

Galli Luigi

Luigi Galli (Milano, 1822 – Roma, 1900) nel 1845 si stabilisce a Roma e nel 1849 si unisce agli altri volontari della Repubblica romana. Tra questi c’è Nino Costa con il quale appoggia i moti rivoluzionari e partecipa all’attacco del palazzo del Papa Pio IX. Nel 1850 si trasferisce a Napoli e alla fine degli anni Cinquanta a Venezia.

Pinot Gallizio

Gallizio Pinot

Pinot Gallizio (Alba, 1902 – 1964) dopo gli studi tecnici, si laurea in chimica farmaceutica a Torino nel 1924. Tra la fine degli anni Venti e l’inizio degli anni Trenta, lavora in una farmacia di Torino, ma successivamente ne apre una sua ad Alba, che tiene fino al 1941.

Emilio Gallori

Gallori Emilio

Emilio Gallori (Firenze, 1846 – Siena, 1924) si forma presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze, dove studia disegno con Tito Lessi e scultura con Aristodemo Costoli. Vinto il concorso per il Pensionato, si trasferisce a Roma dal 1869 al 1872, per completare la sua formazione. Sin dagli esordi, il giovane dimostra una spiccata propensione verso il linguaggio verista.

Enrico Gamba

Gamba Enrico

Enrico Gamba (Torino 1831 – 1883) è il fratello minore di Francesco, pittore di paesaggio. Si iscrive da giovanissimo all’Accademia Albertina. Nel 1850 parte per Francoforte dove amplia la sua formazione e utilizza la città come base per visitare la Germania, l’Olanda e il Belgio. Compie viaggi di studio a Venezia e Roma, dove prende forma la sua carriera di pittore di storia.

Raffaello Gambogi

Gambogi Raffaello

Raffaello Gambogi (Livorno, 1874 – 1943) nel 1891 ottiene una borsa di studio che gli permette di trasferirsi a Firenze per studiare presso l’Accademia di Belle Arti. Vi frequenta i corsi di Giovanni Fattori, di cui diviene uno degli allievi prediletti. Si avvicina così alla poetica macchiaiola e la accoglie ben presto nel suo linguaggio pittorico.

Gaetano Gandolfi

Gandolfi Gaetano

Gaetano Gandolfi (San Matteo della Decima, 1732 – Bologna, 1802) fratello di Ubaldo, si forma anche lui presso l’Accademia Clementina di Bologna. Nei primi anni di approccio al disegno risulta comunque fondamentale per il giovane artista il modello del fratello Ubaldo, che lo indirizza verso la tradizione grafica dell’accademismo bolognese.

Mauro Gandolfi

Gandolfi Mauro

Mauro Gandolfi (Bologna, 1764 – 1834) figlio di Gaetano e nipote di Ubaldo, viene introdotto all’arte sin dalla tenera età.  Rispetto ai sui predecessori, il giovane risulta subito contraddistinto da un carattere insofferente ed inquieto. Dopo aver realizzato i primi disegni e le prime incisioni, appena compiuti i sedici anni, fugge dall’Italia.

Ubaldo Gandolfi

Gandolfi Ubaldo

Ubaldo Gandolfi (San Matteo della Decima, 1728 – Ravenna, 1781), verso la fine degli anni Trenta del Settecento, ancora bambino, viene fatto trasferire dal padre nella vicina Bologna per iniziare a studiare disegno. Qui, ha come maestro Felice Torelli (1667-1748), uno dei fondatori dell’Accademia Clementina a Bologna.

Tullio Garbari

Garbari Tullio

Tullio Garbari (Pergine Valsugana, 1892 – Parigi, 1931) si forma presso la Scuola Reale Elisabettiana di Rovereto tra il 1906 e il 1908. Dopodiché, si trasferisce a Venezia, dove frequenta l’Accademia di Belle Arti. Nella città lagunare, entra ben presto in contatto con i rappresentanti della Secessione di Ca’ Pesaro,

Andrea Gastaldi

Gastaldi Andrea 

Andrea Gastaldi (Torino 1826 -1889) nasce da una famiglia borghese. Aderisce al genere della pittura di storia e si sposta tra Torino, Roma e Parigi. Nel 1860 dopo l’elaborazione del famoso Pietro Micca, ottiene la cattedra di pittura all’Accademia Albertina, dove insegnerà per i successivi trent’anni.

Saverio Gatto

Gatto Saverio

Saverio Gatto (Reggio Calabria, 1877 – Napoli, 1959) iniziati gli studi classici, li interrompe per intraprendere la carriera di marinaio. Per qualche tempo, lavora come capitano di cabotaggio di una nave nel bacino del Mediterraneo, ma il suo carattere irrequieto e non adatto alla disciplina lo porta a lasciare questo lavoro.

Pietro Gaudenzi

Gaudenzi Pietro

Pietro Gaudenzi (Genova, 1880 – Anticoli Corrado, 1955) è figlio di un musicista di origini bergamasche. Si forma all’Accademia Linguistica di Belle Arti di Genova seguendo le lezioni di Cesare Viazzi (1857-1943). Nel 1903 vince il pensionato artistico Duchessa di Galliera, per cui si trasferisce a Roma nel 1904, rimanendovi per un lungo periodo.

Lorenzo Gelati

Gelati Lorenzo

Lorenzo Gelati (Firenze, 1824 – 1895) dagli anni Quaranta frequenta la scuola di pittura di paesaggio di Carlo Markò padre. Si forma quindi sul linguaggio del paesaggio nordico, ma comincia anche a ritrarre la natura dal vero, soprattutto battendo le campagne del Valdarno.

Edoardo Gelli

Gelli Edoardo

Edoardo Gelli (Savona, 1852 – Firenze, 1933) nasce a Savona da genitori di origine lucchese. È proprio a Lucca che si trasferisce ben presto con il resto della famiglia. Qui, intraprende gli studi artistici presso l’Accademia di Belle Arti, dove segue i corsi di Carlo Dal Poggetto.

Valmore Gemignani

Gemignani Valmore

Valmore Gemignani (Carrara, 1878 – Firenze, 1958), figlio di un marmista di Carrara, si avvicina alla scultura sin da bambino. Molto giovane, si trasferisce a Firenze per frequentarne l’Accademia di Belle Arti, dove ha come insegnanti gli scultori Antonio Bortone e Augusto Rivalta e il pittore Giovanni Fattori.

Vincenzo Gemito

Gemito Vincenzo

Vincenzo Gemito (Napoli, 1852 – 1929) inserito, da neonato, nella ruota dello Stabilimento dell’Annunziata, viene adottato da un’umile donna. Il secondo marito di questa è il muratore “Mastro Ciccio” che tante volte Vincenzo Gemito prenderà come oggetto delle sue sculture.

Artemisia Gentileschi

Gentileschi Artemisia

Artemisia Gentileschi (Roma, 1593 – Napoli, 1652), figlia di Orazio, cresce in un ambiente in cui la pittura è al centro della quotidianità familiare. Le case in cui vive l’infanzia e l’adolescenza sono frequentate dagli artisti più importanti dell’epoca, dal Cavalier d’Arpino ad Adam Elsheimer in una Roma di Sisto V fecondissima di opere architettoniche e pittoriche.

Orazio Gentileschi

Gentileschi Orazio

Orazio Gentileschi (Pisa, 1563 – Londra, 1639), il cui cognome originale è Lomi, è figlio di un orafo fiorentino trasferitosi a Pisa. Avviato alla pittura dal fratello Aurelio, ha come primissimi modelli di riferimento Pontormo e i manieristi toscani. Giovanissimo, verso la fine degli anni Settanta, si trasferisce a Roma, dove viene ospitato da uno zio.

Franco Gentilini

Gentilini Franco

Franco Gentilini (Faenza, 1909 – Roma, 1981) si forma inizialmente nella sua città natale, Faenza, al seguito del pittore Roberto Sella. Successivamente, si trasferisce a Bologna per frequentare lo studio di Giovanni Romagnoli che lo introduce ad una pittura vibrante e luminosa. In questi primi anni, Gentilini si dedica ad uno stile verista con cui realizza paesaggi,

Cornelio Geranzani

Geranzani Cornelio

Cornelio Geranzani (Genova, 1880 – 1955) viene avviato dalla famiglia agli studi giuridici. Ma abbandonata questa strada per assecondare la sua propensione artistica si iscrive, nel 1902 all’Accademia Linguistica di Genova. Cornelio Geranzani frequenta l’Accademia solo per un anno, che comunque sarà importantissimo per la sua formazione.

Alberto Gerardi

Gerardi Alberto

Alberto Gerardi (Roma, 1889 – 1965), sin da piccolo, viene avviato da suo padre alla lavorazione dei metalli, nella bottega di famiglia a Roccantica. Ben presto, inizia a studiare nei corsi serali della Scuola di San Giacomo, per poi passare al Museo Artistico Industriale di Roma, dove segue le lezioni di plastica e architettura.

Pier Leone Ghezzi

Ghezzi Pier Leone

Pier Leone Ghezzi (Roma, 1674 – 1755), tra i più eclettici e completi artisti della Roma di papa Clemente XI, non è solo pittore, ma anche collezionista, antiquario, archeologo e sceneggiatore. Si forma sotto l’ala di suo padre Giuseppe Ghezzi (1634-1721), grande erudito, pittore e notaio.

Oscar Ghiglia

Ghiglia Oscar

Oscar Ghiglia (Livorno, 1876 – Firenze, 1945) nasce da una famiglia di modeste condizioni economiche. Quindi, il piccolo Oscar deve, sin da subito, intraprendere diversi mestieri, soprattutto dopo la morte del padre. Si avvicina casualmente alla pittura e capisce immediatamente di voler intraprendere la strada dell’arte.

Gino Ghiringhelli

Ghiringhelli Gino

Gino Ghiringhelli (Virginio) (Milano, 1898 – San Vito di Bellagio, 1964) si forma presso l’Accademia di Brera, seguendo i corsi di Casare Tallone e di Ambrogio Alciati. La prima produzione dell’artista è dunque legata alla tradizione ritrattistica e paesaggistica lombarda di fine Ottocento. Nel corso degli anni Venti e Trenta, partecipa alle sue prime esposizioni

Francesco Ghittoni 

Ghittoni  Francesco

Francesco Ghittoni (Rizzolo, 1855 – Piacenza, 1928) rimane quasi sempre nella sua città natale, tanto che gran parte delle sue opere sono conservate alla Galleria Ricci Oddi di Piacenza. Aderisce fermamente al realismo, reinterpretando la lezione della pittura macchiaiola e dando quasi sempre una lettura “sociale” alle sue scene.

Felice Giani

Giani Felice

Felice Giani (San Sebastiano Curone, 1758 – Roma, 1823), nato in Piemonte, si forma prima a Pavia poi a Bologna nel corso degli anni Settanta. Giunto a Roma nel 1780, è allievo di Pompeo Batoni (1708-1787) e, nel frattempo, studia dettagliatamente gli ambienti della Domus Aurea e delle Terme di Tito.

Giovanni Giani

Giani Giovanni

Giovanni Giani (Torino, 1866 – 1937) è figlio del pittore Giuseppe che lo introduce sin da subito allo studio della pittura. Si forma inizialmente sulla pittura di storia, ma poi prende un indirizzo nettamente verista. Negli ultimi anni si avvicina a tematiche di matrice Liberty, ma rimane comunque tra i rappresentanti piemontesi della pittura verista.

Fiorentino Giannetti

Giannetti Fiorentino

Fiorentino Giannetti (Torino, 1877 – 1939) si forma all’Accademia Albertina di Torino, dove è allievo di Leonardo Bistolfi, di cui frequenta anche lo studio, acquisendo quella particolare sensibilità che appartiene al linearismo di matrice simbolista. Le sue prime opere compaiono alle Promotrici torinesi e suscitano subito approvazione nella critica,

Raffaele Giannetti

Giannetti Raffaele

Raffaele Giannetti (Porto Maurizio, 1837 – Genova, 1915) dimostrate le sue doti artistiche, segue prima gli insegnamenti di un pittore dilettante, poi si iscrive all’Accademia Linguistica di Belle Arti di Genova. Nel 1851 passa all’Accademia Albertina di Torino per perfezionarsi, studiando al seguito di Carlo Arienti.

Ercole Gigante

Gigante Ercole

Ercole Gigante (Napoli, 1815-1860) viene introdotto alla pittura dal fratello maggiore Giacinto, anche se quest’ultimo otterrà una fame di gran lunga maggiore. In realtà, Ercole Gigante non sarà mai un imitatore del fratello, anzi, svilupperà una sensibilità tutta particolare e personale.

Giacinto Gigante

Gigante Giacinto

Giacinto Gigante (Napoli, 1806 – 1876) viene inoltrato dal padre Gaetano, pittore classico, allo studio della pittura nel secondo decennio dell’Ottocento.
Prima lavora come incisore e topografo, poi come paesaggista. Completa la sua formazione nello studio di Antoon Sminck van Pitloo a Posillipo.

Eugenio Gignous

Gignous Eugenio

Eugenio Gignous (Milano, 1850 – Stresa, 1906), proveniente da un’agiata e antica famiglia lombarda, mostra sin da bambino una spiccata propensione verso il disegno, che si trasforma in un vero e proprio talento. I genitori, che non possono ignorare questa attitudine del figlio, gli permettono di iscriversi all’Accademia di Belle Arti di Brera.

Giambattista Gigola

Gigola Giambattista

Giambattista Gigola (Brescia, 1769 – Tremezzo, 1841) nato da una famiglia di modeste condizioni, viene avviato dal padre agli studi letterari, ma ben presto decide di entrare come apprendista nella bottega di un pittore. Dopo la morte del padre, avvenuta nel 1787, il giovane si ritrova in gravi difficoltà economiche.

Pier Celestino Gilardi

Gilardi Pier Celestino

Pier Celestino Gilardi (Campertogno, 1837 – Borgosesia, 1905) figlio di un intagliatore e proveniente da una famiglia di artigiani da molte generazioni, si forma inizialmente in questa disciplina nel laboratorio di Barolo da Varallo. Pier Celestino Gilardi, quindi, nasce come intagliatore di legno ed avorio.

Giacomo Ginotti

Ginotti Giacomo

Giacomo Ginotti (Brugaro di Cravagliana, 1845 – Torino, 1897), data la sua attitudine al disegno, si forma prima al Laboratorio Barolo di Varallo dal 1865 al 1869, per poi trasferirsi a Torino per frequentare l’Accademia Albertina, dove studia scultura al seguito di Vincenzo Vela e Odoardo Tabacchi.

Edoardo Gioja

Gioja Edoardo

Edoardo Gioja (Roma, 1862 – Londra, 1937) si inserisce sin da giovane nel clima simbolista romano. In un primo momento partecipa all’associazione di Nino Costa (Roma, 1826-Marina di Pisa, 1903) In Arte Libertas. Successivamente aderisce al gusto della pittura Liberty

Francesco Gioli

Gioli Francesco

Francesco Gioli (San Frediano a Settimo, 1846 – Firenze, 1922) nasce da un’agiata famiglia della provincia pisana. Dimostrate doti artistiche sin dalla tenera età, si trasferisce a Pisa dal San Frediano per studiare all’Accademia al seguito di Annibale Mariani. Successivamente, si trasferisce all’Accademia di Firenze, dove è allievo di Enrico Pollastrini.

Luigi Gioli

Gioli Luigi

Luigi Gioli (San Frediano a Settimo, 1854 – Firenze, 1947) si laurea in giurisprudenza, ma influenzato dal fratello maggiore Francesco (1846-1922), si avvicina alla pittura. Insieme a lui, frequenta gli ambienti della cultura post macchiaiola, ma a differenza del fratello, non passa prima per la pittura di storia, dedicandosi direttamente al paesaggio naturalistico.

Luca Giordano

Giordano Luca

Luca Giordano (Napoli, 1634 – 1705) è uno dei maggiori rappresentanti del cambiamento della pittura napoletana nella metà del Seicento. Incarna, insieme a Mattia Preti (1613-1699), il passaggio dalla pittura naturalistica di derivazione caravaggesca ad una tavolozza più chiara e ad un pittoricismo derivato dagli emiliani.

Vincenzo Giovannini

Giovannini Vincenzo

Vincenzo Giovannini (Todi, 1817 – Roma, 1903) si trasferisce da Todi a Roma molto giovane, per intraprendere la formazione pittorica. Inizialmente, entra nell’Ospizio di San Michele dove pratica il disegno e la pittura, incoraggiato dai genitori. Inviando le prime vedute di Roma al comune della sua città, ottiene una sorta di borsa di studio.

Bartolomeo Giuliano

Giuliano Bartolomeo

Bartolomeo Giuliano (Susa, 1825 – Milano, 1909) si forma presso l’Accademia Albertina di Torino al seguito di Giovanni Battista Biscarra e di Carlo Arienti. Successivamente, si trasferisce per un breve periodo a Firenze per completare la sua formazione. Tornato nella sua Torino, inizia ad esporre dipinti a soggetto storico e letterario.

Domenico Gnoli

Gnoli Domenico

Domenico Gnoli (Roma, 1933 – New York, 1970) è figlio di una ceramista e dello storico dell’arte Umberto Gnoli. È il padre ad indirizzare Domenico allo studio della pittura, sin da quando è bambino. Trascorre l’infanzia tra Roma e Spoleto, dove Umberto Gnoli lavorava come Sovrintendente alle Belle Arti dell’Umbria, negli anni Quaranta.

Emilio Gola

Gola Emilio

Emilio Gola (Milano, 1851-1923) viene avviato agli studi scientifici dal padre, il Conte Gola, uomo dai molteplici interessi e pittore dilettante. Emilio Gola si laurea quindi in ingegneria al Politecnico di Milano, ma viene sempre incoraggiato dal padre a praticare la pittura.

Francesco Gonin

Gonin Francesco

Francesco Gonin (Torino, 1808 – Giaveno, 1889) frequenta l’Accademia Albertina di Torino, studiando al seguito di Giovanni Battista Biscarra e di Luigi Vacca. Diviene ben presto un artista poliedrico: non solo pittore, ma anche scenografo, costumista e litografo. Con Vacca, che poi sarà suo suocero, si reca a Ginevra e ad Altacomba nel 1824.

Michele Gordigiani

Gordigiani Michele

Michele Gordigiani (Firenze, 1830 – 1909) figlio di un musicista, viene avviato ben presto allo studio dell’arte. Ha una formazione prettamente purista: studia con Lorenzo Bartolini e con Luigi Mussini all’Accademia di Belle Arti di Firenze. Ben presto, però, Gordigiani si separa dall’impostazione purista, quando inizia a frequentare il Caffè Michelangelo.

Marco Gozzi

Gozzi Marco

Marco Gozzi (San Giovanni Bianco, 1759 – Milano, 1839) nato da una famiglia di umili origini, inizia a dipingere studiando presso il pittore bergamasco Corneo. Non è del tutto certo il suo apprendistato con Francesco Fidanza, anche se le opere della prima fase, denunciano sicuramente lo studio da parte di Marco Gozzi del paesaggista romano.

Giuseppe Grandi

Grandi Giuseppe

Giuseppe Grandi (Ganna, 1843 – 1894) nato da un’umile famiglia della provincia di Varese, acquisisce dal padre falegname l’attitudine verso il lavoro artigianale. Intorno ai tredici anni, Giuseppe Grandi comincia a compiere l’apprendistato nella bottega di uno scultore minore. Ma è proprio qui che ha i primi approcci con la materia marmorea.

Vittorio Grassi

Grassi Vittorio

Vittorio Grassi (Roma, 1878 – 1958) non nasce subito come artista, poiché, inizialmente e seguendo la volontà paterna, lavora presso la Banca d’Italia nell’Officina Carte valori, dove si interessa alle diverse tecniche di stampa. È proprio con questa esperienza che nasce la passione di Vittorio Grassi per le arti applicate.

Giuseppe Graziosi

Graziosi Giuseppe

Giuseppe Graziosi (Savignano sul Panaro, 1879 – Firenze, 1942) dimostra sin da bambino una forte propensione verso il disegno. Dal 1893 frequenta l’Istituto di Belle Arti di Modena, ma dal 1898 si trasferisce all’Accademia di Belle Arti di Firenze. Qui studia sotto la guida dello scultore Augusto Rivalta e del pittore Giovanni Fattori.

Emilio Greco

Greco Emilio

Emilio Greco (Catania, 1913 – Roma, 1995) dimostra sin da bambino spiccate doti artistiche. Dopo la precoce morte del padre, inizia a lavorare in una bottega di sculture funerarie, dove può mettere in pratica la sua attitudine. A vent’anni, nel 1933, esordisce in una mostra del Circolo Artistico di Catania con alcuni disegni.

Romeo Gregori

Gregori Romeo

Romeo Gregori (Carrara, 1900 – Roma, 1940), a quindici anni, inizia a frequentare l’Accademia di Belle Arti di Carrara sotto la guida di Carlo Fontana (1865-1956). Interrotti gli studi a seguito dell’arruolamento durante la Prima guerra mondiale, ritorna in Accademia nel 1917. Questa volta segue le lezioni di Arturo Dazzi.

Michelangelo Grigoletti

Grigoletti Michelangelo

Michelangelo Grigoletti (Rorai Grande, 1808 – Venezia, 1870) nato da un’umile famiglia di contadini del territorio di Pordenone, dimostra sin da bambino doti artistiche. Uno zio sacerdote gli permette, grazie al suo appoggio economico, di frequentare l’Accademia di Venezia dal 1820.

Guido Grimani

Grimani Guido

Guido Grimani (Trieste, 1871-1933) inizia a studiare pittura di autodidatta, ma in un secondo momento, studia presso lo studio di Giambattista Crevatin che lo indirizza verso la pittura verista. Frequenta poi anche la Civica Scuola Reale di Trieste, dove è allievo di Tito Agujari.

Italo Griselli

Griselli Italo

Italo Griselli (Montescudaio, 1880 – Firenze, 1958) nasce da una famiglia di agricoltori della provincia pisana. Sin da piccolo, Italo Griselli, mostra una spiccata propensione verso il disegno e il modellato, che coltiva da autodidatta. Ma nel 1903, decide di trasferirsi a Firenze per frequentare l’Accademia di Belle Arti.

Giacomo Grosso

Grosso Giacomo

Giacomo Grosso (Cambiano, 1860 – Torino, 1938) entra prima nel Seminario di Giaveno nel 1873, poi una borsa di studio gli permette di raggiungere Torino per frequentare l’Accademia Albertina. Qui, è allievo di Andrea Gastaldi e, per mantenersi, lavora come ritrattista servendosi di fotografie.

Carlo Grubacs

Grubacs Carlo

Carlo Grubacs (Perasto, 1801 – Venezia, 1870) nasce in Dalmazia, ma giunge a Venezia molto giovane. Abbiamo poche notizie biografiche riguardanti questo artista, ma siamo certi che si stabilisce nella città lagunare, lavorandovi per gran parte della sua vita.

Giovanni Grubacs

Grubacs Giovanni

Giovanni Grubacs (Venezia, 1830 – Pola, 1919), figlio di Carlo Grubacs, viene avviato dal padre alla pittura. Si specializza immediatamente, proprio come Carlo, nella veduta prospettica di stampo settecentesco. Nella prima parte della sua carriera, Giovanni Grubacs si può sicuramente assimilare alla modalità pittorica paterna.

Vittore Grubicy de Dragon

Grubicy de Dragon Vittore

Vittore Grubicy de Dragon (Milano, 1851 – 1920) nasce in un ambiente culturale molto fertile. Nel 1870 a Londra comincia ad interessarsi al mercato dell’arte, lavorando da questo momento in poi in gran parte d’Europa. A Milano collabora inizialmente con la Galleria Pedro Nessi e C. di cui diventa direttore con il fratello Alberto nel 1876.

Alessandro Guardassoni

Guardassoni Alessandro

Alessandro Guardassoni (Bologna 1819 – 1888) vive a Firenze ma visita anche l’Inghilterra e la Francia per ampliare la sua formazione di pittore di storia. Si differenzia dai predecessori di ambito bolognese soprattutto per l’uso della fotografia come “aiutante” dell’artista che vuole aderire al vero, pur occupandosi di storia.

Giuseppe Guastalla

Guastalla Giuseppe

Giuseppe Guastalla (Firenze, 1867 – Roma, 1952), trasferitosi con la famiglia a Roma, mostra sin da piccolo una spiccata propensione verso il disegno e la scultura. Iniziato un apprendistato nello studio di Ettore Ferrari, ne apprende quel monumentalismo secco e deciso, veicolo di contenuti ideologici e politici.

Guercino

Guercino

Giovanni Francesco Barbieri detto il Guercino (Cento, 1591 – Bologna, 1666) per lo strabismo dovuto ad uno spavento preso in culla, manifesta una spiccata attitudine al disegno sin dalla tenera età. Dopo la prima formazione presso pittori locali, il padre decide di assecondare il suo talento facendolo trasferire a Bologna nel 1609.

Domenico Guerello

Guerello Domenico

Domenico Guerello (Portofino, 1891 -1933) dopo aver frequentato il ginnasio a Chiavari, continua con il Liceo Classico Andrea Doria di Genova. Dopodiché, si iscrive alla Scuola Superiore Navale di Genova. Ma la abbandona nel 1912, quando, dimostrate da tempo eccellenti doti artistiche, decide di frequentare l’Accademia Linguistica di Belle Arti.

Renato Guttuso

Guttuso Renato

Renato Guttuso (Bagheria, 1912 – Roma, 1987) è figlio di un agronomo che per passione si dedica all’acquarello. Ben presto, si avvicina alla pittura, recandosi nello studio di Domenico Quattrociocchi, pittore di Bagheria. Per gli studi liceali, si trasferisce a Palermo, negli anni Venti, periodo in cui già comincia a firmare i propri quadri.

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