Luigi Galli

Luigi Galli. Ritratto della Contessa Fini - Tecnica: Olio su Tela, 49 x 43 cm
Ritratto della Contessa Fini (dettaglio). Tecnica: Olio su Tela

Biografia

Luigi Galli (Milano, 1822 – Roma, 1900) nel 1845 si stabilisce a Roma e nel 1849 si unisce agli altri volontari della Repubblica romana. Tra questi c’è Nino Costa (Roma, 1826-Marina di Pisa, 1903) con il quale appoggia i moti rivoluzionari e partecipa all’attacco del palazzo del Papa Pio IX.

Nel 1850 si trasferisce a Napoli e alla fine degli anni Cinquanta a Venezia. Per i dieci anni successivi si stabilirà a Londra. Nel 1870 torna a Roma dove entra in contatto con l’ambiente simbolista. Uomo dalla fragile personalità ed artista eclettico, Luigi Galli muore a Roma nel 1900.

Formazione

Per dieci anni, dal 1835 al 1845 studia all’Accademia di Brera, sotto la guida di Luigi Sabatelli (Firenze, 1772-Milano. 1850) e segue gli esempi di Andrea Appiani (Milano, 1754-1817). Degli anni giovanili rimangono solo alcuni studi di nudi, di nudi a cavallo e di Venere, che testimoniano la classicità della prima formazione e l’importanza per Luigi Galli dell’antico. Proprio per approfondire questo argomento di trasferisce a Roma nel 1845.

Influenze artistiche

Nel 1850 si trasferisce a Napoli dove si avvicina alla poetica di Domenico Morelli (Napoli, 1826-1901). Qui si definisce il suo interesse nei confronti di soggetti pittorici sacri.

È proprio a Napoli inoltre che inizia ad utilizzare una tecnica che non ha permesso una lunga conservazione dei suoi dipinti, ovvero quella di bagnare la tela prima di stendere il colore affinché questo risultasse più trasparente ed elastico.

I viaggi tra Venezia, Parigi e Londra

Tra gli anni Cinquanta e Sessanta Luigi Galli si trasferisce a Venezia dove studia il Rinascimento veneto, ma anche il Settecento di Tiepolo e il vedutismo di Canaletto e Guardi.
Da Venezia si sposta a Parigi dove molto probabilmente, entra in contatto con Mariano Fortuny (Reus, 1838-Roma, 1874) che in quel momento era in uno dei suoi soggiorni parigini.

Per tutti gli anni Sessanta è nella Londra vittoriana, dove conosce la poetica preraffaellita e si avvicina a George Watts (Marylebone, 1817- Compton 1904).
Ne è testimonianza uno studio di Amorino che suona il liuto, conservato a Firenze alla Galleria d’Arte Moderna, con richiamo ai modelli rinascimentali e alle figure allegoriche di George Watts.

A Londra, sembra che Luigi Galli abbia avuto l’incarico di realizzare un ritratto della regina Vittoria.
Pare anche che le sue intenzioni amorose nei confronti della donna lo abbiano portato ad essere cacciato dall’Inghilterra.

Luigi Galli. Le Opere

Dopo questi movimentati eventi è nuovamente a Parigi per un breve periodo. Nel 1870 si stabilisce definitivamente a Roma fino alla morte.
Qui rientra in contatto con Fortuny, frequentando il suo studio in villa Giulia, e ritrova Nino Costa che era a Roma per la breccia di Porta Pia. Poco dopo darà vita al Golden Club.

Vicino alle idee neorinascimentali di Costa e all’orientalismo di Fortuny, dà vita ad alcune tele che risentono di questi influssi. Si tratta di Cristo e Maometto che si contendono un mantello rosso simbolo dell’umanità.
Nello stesso periodo affresca la scala dell’edificio che ospitava l’Associazione Artistica Internazionale, in via Margutta.

Nel 1883 Luigi Galli prende parte all’Esposizione Internazionale di Belle Arti di Roma con la Galatea. È un dipinto di soggetto mitologico che denuncia l’influenza di Costa nel seguire modelli rinascimentali, in questo caso il Raffaello della Villa Farnesina.
Il 1885 lo vede protagonista di una bizzarra conferenza filosofica ed astronomica al Teatro Rossini a Roma, che gli fa ottenere un grande successo.

Gli anni del Caffè Greco

Nel frattempoLuigi Galli frequenta assiduamente il Caffè Greco facendosi conoscere come un uomo del tutto singolare e stravagante nel modo di parlare e di atteggiarsi.

È proprio da questi episodi e dalle testimonianze di chi lo ha conosciuto, che veniamo a conoscenza della sua personalità eclettica, confermata anche dall’impostazione del suo studio, una “tana” colma di oggetti da lui collezionati e un luogo in cui sperimentare le più disparate tecniche artistiche.

Tra gli anni Ottanta e Novanta Luigi Galli partecipa a diverse esposizioni romane, presentando quasi sempre soggetti sacri, come La Sacra Famiglia, conservato a Roma alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna.

È un dipinto dalle chiare ascendenze manieriste, in cui il colore appare quasi traslucido e la Sacra Famiglia viene ritratta con un’inquadratura ravvicinata in una tensione spirituale molto accentuata.
Questi dettagli si possono notare dallo sguardo estatico della Vergine mentre sostiene il bambino in piedi che sta per baciare amorevolmente sulla guancia.

Gli anni di difficoltà

Alla fine degli anni Novanta le sue particolari stranezze si accentuano ancora di più e si trasformano in problemi psichici. Questo gli crea difficoltà economiche, ma grazie alla sua personalità gentile riesce ad ottenere aiuti da diversi amici.

Luigi Galli continua comunque a dipingere assiduamente provando sempre nuovi impasti di colore come se fosse la sua missione. Nel marzo del 1900 il suo amico Edoardo Gioja (Roma, 1862-Londra, 1937) lo trova morto davanti alla tela, con il pennello ancora in mano.

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