Bagetti Giuseppe Pietro

Bagetti Giuseppe Pietro

Giuseppe Pietro Bagetti (Torino, 1764-1831) si forma in giovane età sia nell’arte pittorica che in quella musicale, ma poi diventa architetto. Nel 1792 diventa professore di disegno topografico all’Accademia Reale dei Nobili e maestro di disegno alla Regia Accademia militare.

Balla Giacomo

Balla Giacomo

Giacomo Balla (Torino, 1871 – Roma, 1958) studia musica fin da giovane e si avvicina anche al disegno. Inizia la sua formazione a Torino, frequentando per alcuni mesi l’Accademia Albertina nel 1891. Quattro anni dopo, si trasferisce a Roma con la madre e ha subito l’occasione di entrare in contatto con diversi artisti.

Ballero Antonio

Ballero Antonio

Antonio Ballero (Nuoro, 1864 – Sassari, 1932) nasce da un’agiata famiglia di Nuoro che lo manda a Cagliari per portare a termine gli studi classici. Esordisce a trent’anni come scrittore di racconti brevi, ma poco dopo, decide di iniziare a studiare pittura da autodidatta.

Banti Cristiano

Banti Cristiano

Cristiano Banti (Santa Croce sull’Arno, 1824 – Montemurlo, 1904)  nasce da una famiglia di contadini. Si trasferisce a Siena per studiare pittura all’Istituto d’Arte. Spostatosi a Firenze nel 1854 si avvicina subito al pittore Saverio Altamura e alla pittura di macchia che veniva sperimentata dai frequentatori del Caffè Michelangelo.

Barabino Nicolò

Barabino Nicolò

Nicolò Barabino (Genova-Sampierdarena, 1832 – Firenze, 1891), si forma a Genova e negli anni Cinquanta si stabilisce a Firenze. In questa città il suo linguaggio pittorico di matrice storica risente molto dell’influsso verista dei Macchiaioli con cui entra in contatto. Riceve diverse commissioni sia pubbliche che private.

Baratti Filippo

Baratti Filippo

Filippo Baratti (Trieste, 1845 ca. – Londra, dopo il 1904), nativo di Trieste, vi rimane fino agli anni Sessanta dell’Ottocento. Infatti, intorno ai vent’anni, si trasferisce prima a Torino, poi a Parigi ed infine a Londra, dove rimane per gran parte della sua vita. Continua ad inviare, però, numerose opere presso le rassegne italiane, oltre a partecipare alle mostre inglesi.

Barbella Costantino

Barbella Costantino

Costantino Barbella (Chieti, 1852 – Roma, 1925) si avvicina all’artigianato in tenera età, nella sua nativa Chieti. Inizialmente si dedica soltanto a piccole statuine in creta per il presepe. Nemmeno ventenne, conosce Francesco Paolo Michetti, con cui stringe una duratura amicizia. Il pittore abruzzese, notato il suo talento, gli consiglia di partecipare al concorso per il pensionato nel 1872.

Bargellini Giulio

Bargellini Giulio

Giulio Bargellini (Firenze, 1869 – Roma, 1936) dopo una prima formazione classica nella sua città, si trasferisce a Roma. In questa città si avvicina subito al Simbolismo di matrice tedesca e alla Secessione viennese.
Si occupa di diverse committenze pubbliche, come la decorazione della Sala del Consiglio dei Ministri al Viminale.

Barilli Cecrope

Barilli Cecrope

Cecrope Barilli (Parma, 1839-1911) si forma all’Accademia di Belle Arti di Parma con Francesco Scaramuzza. Nel 1859 partecipa alla guerra di indipendenza come volontario, combattendo a Palestro. Intorno alla metà degli anni Sessanta compie un viaggio di studio a Firenze, dove frequenta l’Accademia ed espone dal 1863 al 1865.

Barison Giuseppe

Barison Giuseppe

Giuseppe Barison (Trieste, 1853 – 1931), figlio di un macellaio istriano, viene considerato un bravo disegnatore da un cliente del negozio del padre e così decide di studiare arte. Studia e si forma tra Trieste, l’Austria e la Germania. Grande appassionato di pittura di storia, Giuseppe Barison si afferma però principalmente come ritrattista.

Bartolini Domenico

Bartolini Domenico

Domenico Bartolini (Roma, 1827-1884) è stato un autore molto prolifico, ma si sa poco del suo reale corpus di opere e della sua formazione. Sicuramente viene influenzato dal Purismo di Francesco Coghetti (1801-1875) e quindi indirizza la sua produzione verso committenze di origine religiosa.

Bartolini Lorenzo

Bartolini Lorenzo

Lorenzo Bartolini (Savignano di Prato, 1777 – Firenze, 1850) proviene da una modesta famiglia di un paesino vicino Prato. Il padre fa il fabbro, la madre è contadina. Ancora piccolo, si trasferisce a Firenze, dove trova lavoro come aiutante in una bottega di scultura. Deciso a continuare questa strada, entra all’Accademia di Belle Arti di Firenze,

Basaldella Afro

Basaldella Afro

Afro Basaldella (Udine, 1912 – Zurigo, 1976), fratello di Dino e Mirko, si avvia alla pratica artistica sin dagli anni Venti. Dal 1926, infatti, frequenta il Liceo Artistico di Venezia che termina nel 1931. Ancor prima di prendere il diploma, nel 1928 espone le prime nature morte e i primi paesaggi alla Mostra della Scuola Friulana d’Avanguardia, ad Udine.

Basiletti Luigi

Basiletti Luigi

Luigi Basiletti (Brescia, 1780-1859) si forma inizialmente nella sua città, poi si trasferisce a Bologna per frequentare l’Accademia. Pittore di storia, nel primo decennio dell’Ottocento viaggia tra Roma e Napoli dove acquisisce elementi che arricchiscono il suo linguaggio accademico, soprattutto a contatto con l’antico.

Batoni Pompeo

Batoni Pompeo

Pompeo Batoni (Lucca, 1708 – Roma, 1787) figlio di un artigiano orafo, inizia a studiare disegno e decorazione nella bottega del padre. A diciannove anni, spinto dal suo insegnante di pittura lucchese, si trasferisce a Roma per compiere la sua formazione artistica. Qui ha come maestri Sebastiano Conca, Agostino Masucci e l’Imperiali.

Bazzani Luigi

Bazzani Luigi

Luigi Bazzani (Bologna, 1836 – Roma, 1927), conosciuto anche come Bazzanetto, è figlio di un medico della Legione garibaldina. Si forma all’Accademia di Bologna, ma la sua vera fortuna è il trasferimento a Roma e la forte amicizia con Cesare Fracassini (1838-1868) fratello di sua moglie, con cui parteciperà alla decorazione di diversi edifici pubbli

Bazzaro Leonardo

Bazzaro Leonardo

Leonardo Bazzaro (Milano, 1853 – Miazzina, 1937) nasce da una famiglia borghese e ancora molto giovane viene avviato allo studio della pittura. Si forma all’Accademia di Brera, ma in un secondo momento si allontana dai precetti canonici per avvicinarsi ad una pittura legata al naturalismo intimo e sentimentale.

Beccaluva Alfonso

Beccaluva Alfonso

Alfonso Beccaluva (Reggio Emilia, 1839 – 1871) è impegnato nel 1859 nelle campagne garibaldine, ma contemporaneamente, rivela le sue doti pittoriche. Per cui, terminata la guerra, si iscrive alla Scuola di Belle Arti di Reggio Emilia, dove è allievo di Alessandro Prampolini.

Beccaria Angelo

Beccaria Angelo

Angelo Beccaria (Torino, 1820 – 1897), si forma all’Accademia Albertina. Ben presto abbandona il classicismo per farsi interprete di un linguaggio più legato alla pittura di paesaggio. Visita spesso le campagne piemontesi e valdostane per ritrarle dal vero, dando vita a paesaggi intimi e affascinanti.

Bechi Luigi

Bechi Luigi

Luigi Bechi (Firenze, 1830-1919) si forma all’Accademia della sua città dedicandosi inizialmente alla pittura di storia. Appoggia la causa risorgimentale e partecipa alla prima guerra di indipendenza nel 1859.
Tra il 1860 e il 1861 si avvicina al Caffè Michelangelo e aderisce agli stilemi della pittura di macchia.

Beda Francesco

Beda Francesco

Francesco Beda (Trieste, 1840 – 1900) si forma presso l’Accademia di Venezia dal 1858. Qui è allievo del pittore austriaco Karl von Blaas che aveva studiato tra Firenze e Roma ed era stato in contatto con i nazareni e i puristi. Inizialmente, il linguaggio di Francesco Beda è sostanzialmente legato a quello del maestro.

Bedini Giovanni Paolo

Bedini Giovanni Paolo

Giovanni Paolo Bedini (Bologna, 1844 – 1924) si forma all’Accademia di Bologna, dove segue i corsi di Antonio Puccinelli. Sin da subito, si mostra estremamente votato al lavoro, pittore instancabile e versatile. Dopo aver vinto diversi premi in ambito accademico, Giovanni Paolo Bedini esordisce all’Esposizione Triennale di Reggio Emilia del 1867

Bellei Gaetano

Bellei Gaetano

Gaetano Bellei (Modena, 1857-1922) si forma presso l’Accademia di Belle Arti di Modena, sotto la guida del pittore Adeodato Malatesta. Ottiene il Pensionato artistico e si trasferisce per quattro anni a Roma.
Qui frequenta l’Accademia di San Luca, l’Accademia di Francia e l’Accademia di Spagna.

Belloni Giorgio

Belloni Giorgio

Giorgio Belloni (Codogno, 1861 – Azzano di Mezzegra, 1944) studia presso l’Accademia di Brera, dove ha come insegnante Giuseppe Bertini. All’inizio degli anni Ottanta, si trasferisce a Verona per perfezionarsi. Qui, inizia a dedicarsi con particolare assiduità alla pittura di paesaggio en plein air, prediligendo le marine veneziane.

Benvenuti Pietro

Benvenuti Pietro

Pietro Benvenuti (Arezzo, 1769 – Firenze, 1844) inizia a studiare pittura nella sua città natale al seguito del pittore aretino Giovanni Cimica (1743-1788). Nel 1781, a dodici anni, si trasferisce a Firenze per frequentare l’Accademia di Belle Arti appena nata. Qui è allievo di Giuseppe Piattoli (1743-1823) che lo introduce al disegno classico.

Bertea Ernesto

Bertea Ernesto

Ernesto Bertea (Pinerolo, 1836-1904) nasce da una famiglia della borghesia. Si laurea in giurisprudenza a Torino nel 1857, ma contemporaneamente decide di iscriversi al Circolo degli Artisti della città. Viaggia molto tra Parigi, la Spagna e la Gran Bretagna. In Toscana negli anni Sessanta entra in contatto con i Macchiaioli.

Bezzi Bartolomeo

Bezzi Bartolomeo

Bartolomeo Bezzi (Fucine, 1851 – Cles, 1923) nasce in un piccolo centro della Val di Sole da un notaio e da una nobile. Perso il padre intorno ai dieci anni, viene affidato all’educazione di uno zio sacerdote, il primo a notare le doti artistiche di Bartolomeo Bezzi. Inizialmente queste vengono osteggiate.

Bezzuoli Giuseppe

Bezzuoli Giuseppe

Giuseppe Bezzuoli (Firenze, 1784-1855) si iscrive ben presto all’Accademia di Belle Arti per studiare pittura. La sua formazione non avviene soltanto in Accademia, ma si completa con i frequenti viaggi a Roma, Milano, Bologna e Napoli. Dopo la realizzazione dell’Entrata di Carlo VIII a Firenze riscuote grande successo.

Biagini Alfredo

Biagini Alfredo

Alfredo Biagini (Roma, 1886 – 1952) nasce da una famiglia di orafi e nel 1905 si iscrive presso l’Accademia di Belle Arti di Roma. Vi frequenta i corsi di architettura e scultura per quattro anni, fino al 1909, quando decide di compiere un viaggio a Parigi. Come gli altri artisti animalier, visita gli zoo europei per studiare l’anatomia degli animali.

Bianchi Mosè

Bianchi Mosè

Mosè Bianchi (Monza, 1840 – 1904) figlio del ritrattista Giosuè Bianchi, si forma prima a Monza sotto la guida del padre, poi passa a Milano, all’Accademia di Brera. Qui studia al seguito di Giuseppe Bisi, di Giuseppe Bertini e di Giuseppe Sogni. Nel 1859 si arruola come volontario nelle guerre di indipendenza, tra i Cacciatori delle Alpi.

Bianco Pieretto

Bianco Pieretto

Pieretto Bianco (pseudonimo di Pietro Bortoluzzi Bianco) (Trieste, 1875 – Bologna, 1937) in giovane età si trasferisce a Venezia per iscriversi all’Accademia di Belle Arti. La frequentazione dell’Istituto dura molto poco, Bianco decide di studiare da autodidatta sugli esempi dei grandi maestri veneti, Tintoretto e Tiepolo.

Biasi da Teulada Giuseppe

Biasi da Teulada Giuseppe

Giuseppe Biasi da Teulada (Sassari, 1885 – Andorno Micca, 1945) si appassiona al disegno sin da bambino e si dedica sin dall’età adolescente alla caricatura. Già a sedici anni riesce a far pubblicare una serie di sue caricature in giornali di Sassari come “Burchiello”. Nel 1905, a vent’anni, collabora con i giornali “L’Avanti della domenica” e “L’Italia”.

Biscarra Giovanni Battista

Biscarra Giovanni Battista

Giovanni Battista Biscarra (Nizza, 1790 – Torino, 1851) nasce da una famiglia nobile di funzionari della corte sabauda. A soli sei anni si trasferisce a Firenze con la sua famiglia e proprio qui avverrà la sua formazione pittorica accademica. Fa un viaggio di formazione a Roma, dove entra in contatto con i grandi rappresentanti del Neoclassicismo.

Biseo Cesare

Biseo Cesare

Cesare Biseo (Roma, 1843-1909) viene introdotto alla pittura dal padre Giovanni Battista. Quest’ultimo era un pittore prospettico, murale e decoratore: aveva lavorato all’interno del Teatro Apollo e del Teatro Argentina. Per questo, anche il figlio inizia come decoratore, ma verso la fine degli anni Sessanta si addentra nella pittura verista.

Bison Giuseppe Bernardino

Bison Giuseppe Bernardino

Giuseppe Bernardino Bison (Palmanova del Friuli, 1762 – Milano, 1844) si trasferisce ben presto con la famiglia dalla provincia di Udine a Brescia. Sin da piccolo rivela le sue attitudini artistiche, per cui i genitori lo mandano a studiare disegno presso artisti del luogo. Soltanto in un secondo momento lo spingono a trasferirsi a Venezia

Bistolfi Leonardo

Bistolfi Leonardo

Leonardo Bistolfi (Casale Monferrato, 1859 – La Loggia, 1933), figlio di un intagliatore, si avvicina all’arte in tenera età, disegnando, secondo i racconti, sulle pareti domestiche. Il suo destino era forse già scritto nel suo nome Leonardo, scelto dal padre per augurargli una vita dedicata all’arte, come quella di Leonardo Da Vinci.

Bocchi Amedeo

Bocchi Amedeo

Amedeo Bocchi (Parma, 1883 – Roma, 1976) figlio di un pittore, si forma inizialmente con il padre, ma successivamente si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Parma. Ha come maestro Cecrope Barilli (1839-1911) e come compagno di corso, cui si lega sin da subito, lo scultore Renato Brozzi (1885-1963).

Boccioni Umberto

Boccioni Umberto

Umberto Boccioni (Reggio Calabria, 1882 – Verona, 1916) nato in Calabria da genitori romagnoli, è costretto a trasferirsi frequentemente a causa del lavoro del padre. Si diploma presso l’Istituto Tecnico di Catania, dimostrando già una precoce attitudine verso il disegno e la letteratura.

Böcklin Arnold

Böcklin Arnold

Arnold Böcklin (Basilea, 1827 – Fiesole, 1901) nasce da una famiglia di commercianti. Si forma prima a Basilea, poi compie diversi viaggi in Europa. Durante questi viaggi raccoglie un importante bagaglio di influenze artistiche che lo porteranno a elaborare una poetica simbolista tutta sua.

Boetto Giulio

Boetto Giulio

Giulio Boetto (Torino, 1894 – 1967) si forma all’Accademia Albertina di Torino negli anni Dieci. Durante la prima guerra mondiale, lavora come caricaturista e disegnatore per una serie di giornali satirici. Alla fine del conflitto, esordisce alla Quadriennale di Torino del 1919, inaugurando una fiorente stagione espositiva.

Boggiani Guido

Boggiani Guido

Guido Boggiani (Omegna, 1861-Paraguay, 1902) nasce da una famiglia di proprietari terrieri di Novara. Il padre Giuseppe era un pittore dilettante. È proprio lui infatti che introduce il figlio allo studio della pittura. La madre, Adele Gené era figlia di Giuseppe Gené, professore di zoologia all’Università di Torino.

Bolaffio Vittorio

Bolaffio Vittorio

Vittorio Bolaffio (Gorizia, 1883 – Trieste, 1931) proveniente da una famiglia di agiate condizioni di religione ebraica, sviluppa ben presto l’attitudine per la pittura. Dopo il liceo, si trasferisce a Firenze per frequentare l’Accademia di Belle Arti, dove studia sotto la guida di Giovanni Fattori.

Boldini Giovanni

Boldini Giovanni

Giovanni Boldini (Ferrara, 1842 – Parigi, 1931) sin da bambino si dimostra incline allo studio della pittura. Nel 1856 realizza un Autoritratto che evidenzia la sua precoce abilità. Si trasferisce ben presto a Firenze dove entra in contatto con i Macchiaioli. Ben presto si fa interprete di una pittura alla moda che rende personale soprattutto con il genere del ritratto.

Bompiani Augusto

Bompiani Augusto

Augusto Bompiani (Roma, 1852 – 1930) è inizialmente allievo del padre Roberto (1821-1908). In seguito si iscrive all’Accademia di San Luca che frequenta fino agli anni Settanta. Nei primi anni di carriera viene influenzato dal padre nella realizzazione di dipinti di matrice pompeiana. Questo genere gli garantisce un notevole successo di mercato.

Bompiani Roberto

Bompiani Roberto

Roberto Bompiani (Roma, 1821-1908) nato da una famiglia agiata, viene iscritto in giovane età all’Accademia di San Luca. Sin dalla fine degli anni Trenta, come studente, ottiene i primi riconoscimenti nei concorsi accademici di disegno, di nudo e di pittura. Emergendo dunque per il suo talento, appena ventenne, comincia ad esporre pubblicamente.

Bonifanti Decoroso

Bonifanti Decoroso

Decoroso Bonifanti (Chiavari, 1860 – 1941) si trasferisce da Chiavari a Torino per frequentare l’Accademia Albertina. Qui studia sotto la guida di Andrea Gastaldi e Pier Celestino Gilardi. Esordisce alla Promotrice torinese del 1883, per poi partire per l’Argentina. Vi rimane per più di vent’anni, divenendo segretario dell’Associazione Artistica Italiana, senza mai smettere di dipingere.

Bonivento Eugenio

Bonivento Eugenio

Eugenio Bonivento (Chioggia, 1880 – Milano, 1956) si forma inizialmente presso l’Accademia di Venezia. La sua vera ispirazione, però, proviene dallo studio dei maestri del Settecento veneziano, dai quali apprende la resa ampia e luminosa dei paesaggi lagunari. Inoltre, frequenta lo studio di Guglielmo Ciardi, di cui diventa uno degli allievi prediletti.

Bonomelli Romeo

Bonomelli Romeo

Romeo Bonomelli (Bergamo, 1871 – 1943) studia presso l’Accademia Carrara di Bergamo, dove è allievo di Cesare Tallone. Il maestro lo introduce allo studio del vero e soprattutto lo influenza dal punto di vista disegnativo, trasmettendogli un segno forte e una composizione salda. Esordisce a Bergamo nel 1894, nel solco di queste prime esperienze veriste.

Bonzagni Aroldo

Bonzagni Aroldo

Aroldo Bonzagni (Cento, 1887 – Milano, 1918) in giovane età inizia a studiare presso la Scuola di Disegno e Ornato di Cento. Nel 1903, viste le sue ottime doti disegnative, si trasferisce e Milano dove si iscrive all’Accademia di Brera. Qui conosce Carlo Carrà e Umberto Boccioni, con cui crea un forte sodalizio artistico.

Borbottoni Fabio

Borbottoni Fabio

Fabio Borbottoni (Firenze, 1820 – 1901) all’età di vent’anni si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Firenze, per frequentare il corso di scultura. In realtà poi si indirizza verso la pittura ed in particolare verso la veduta. Si specializza in paesaggi e vedute urbane di Firenze, quasi tutte realizzate ad olio su carta, con una filologica attenzione alla realtà.

Bordignon Noè

Bordignon Noè

Noè Bordignon (Castelfranco, 1842- San Zenone, 1920) si forma presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia, dove segue i corsi di Eugenio De Blaas e Michelangelo Grigoletti. Durante gli anni di studio, stringe amicizia con Guglielmo Ciardi, Giacomo Favretto e con Luigi Nono. Nel 1865 riesce a trasferirsi a Roma dopo aver vinto il pensionato.

Borgognoni Romeo

Borgognoni Romeo

Romeo Borgognoni (Ravenna, 1875 – Pavia, 1944) all’età di quattordici anni si trasferisce da Ravenna a Pavia. Nel 1891 si iscrive alla Civica Scuola di Pittura della città, dove segue i corsi di Pietro Michis. Esordisce ufficialmente nel 1907, ma già durante gli anni Novanta, appena terminata la formazione ottiene numerosi premi e riconoscimenti.

Borgoni Mario

Borgoni Mario

Mario Borgoni (Pesaro, 1869 – Napoli, 1950) si forma presso l’Istituto di Belle Arti di Napoli, seguendo le lezioni del decoratore Ignazio Perricci. Si inserisce subito nell’ambiente della decorazione di palazzi partenopei, proprio accanto alla figura del maestro. Amico di Domenico Morelli, emerge subito come vivace disegnatore, cartellonista e decoratore d’interni.

Borrani Odoardo

Borrani Odoardo

Odoardo Borrani (Pisa, 1833-Firenze, 1905) a sei anni si trasferisce a Firenze a seguito del padre Davide, pittore di paesaggio. A Firenze entra in contatto con i frequentatori del Caffè Michelangelo e ben presto si fa interprete della pittura Macchiaiola. Nel 1859 si arruola come volontario nell’artiglieria toscana e partecipa alla seconda guerra d’indipendenza.

Borsa Emilio

Borsa Emilio

Emilio Borsa (Milano, 1857 – Monza, 1931) studia inizialmente sotto la guida del padre Paolo, insegnante di disegno. In seguito si iscrive all’Accademia di Brera dove segue i corsi di Francesco Hayez. Quest’ultimo, ormai anziano, rappresenta un esempio importante per Borsa, ma non tanto quanto Filippo Carcano.

Borsa Roberto

Borsa Roberto

Roberto Borsa (Milano, 1880 – 1965) dopo gli studi tecnici, si iscrive all’Accademia di Brera dove segue i corsi di Giuseppe Mentessi e di Cesare Tallone. Ben presto, si specializza nella pittura di paesaggio, divenendo uno degli esponenti dell’impressionismo lombardo. Esordisce a Milano nel 1906 e nel 1912 viene nominato Socio onorario dell’Accademia di Brera.

Bortoluzzi Millo

Bortoluzzi Millo

Millo Bortoluzzi (Treviso, 1868 – Dolo, 1933) si forma all’Accademia di Belle Arti di Venezia, frequentandola per un breve periodo. Si specializza nel genere del paesaggio studiando poi prevalentemente da autodidatta. Precocissimo, a diciannove anni ottiene la cattedra di paesaggio in Accademia, dopo aver vinto il concorso.

Bosia Agostino

Bosia Agostino

Agostino Bosia (Torino, 1886 – 1962) si forma a Torino prima nello studio di Giovanni Giani, che frequenta per poco tempo. In seguito, si iscrive all’Accademia Albertina, ma soprattutto entra in contatto con lo scultore Leonardo Bistolfi che lo introduce alla poetica simbolista.

Bossoli Carlo

Bossoli Carlo

Carlo Bossoli (Lugano, 1815 – Torino, 1884) nasce in Italia, ma compiuti i cinque anni, la sua famiglia si trasferisce ad Odessa. Cresce e si forma in questa città, che negli anni Venti dell’Ottocento è un porto franco e un fecondo centro di scambi culturali e commerciali.

Bouvier Pietro

Bouvier Pietro

Pietro Bouvier (Milano, 1839-1927), figlio di un intagliatore, viene attratto dall’arte sin dalla giovane età. Iscrittosi all’Accademia di Brera, vi segue i corsi Francesco Hayez e di Raffaele Casnedi. Ereditando da loro il forte impianto disegnativo e cromatico, ma anche la predilezione per i temi storici.

Bozzalla Giuseppe

Bozzalla Giuseppe

Giuseppe Bozzalla (Biella, 1874 – Pollone, 1958), nipote di Quintino Sella, studia presso l’Accademia Albertina di Torino, seguendo i corsi di Giacomo Grosso. Contemporaneamente frequenta lo studio di Lorenzo Delleani che lo introduce alla tradizione della pittura di paesaggio piemontese.

Bozzetti Cino

Bozzetti Cino

Cino Bozzetti (Francesco) (Lecce, 1876 – Borgoratto, 1949) figlio di un generale dell’esercito reale, nasce a Lecce nel 1876. Dopo il trasferimento della famiglia in Piemonte, inizia i suoi studi ginnasiali ad Alessandria, per poi iscriversi all’Accademia Albertina di Torino.

Brancaccio Carlo

Brancaccio Carlo

Carlo Brancaccio (Napoli, 1861 – 1920) comincia a praticare la pittura dagli anni Ottanta, attorno ai vent’anni, nonostante la famiglia lo avesse avviato agli studi matematici. Si forma al seguito dell’amico Edoardo Dalbono, interessandosi sin da subito ad una pittura di paesaggio luminosa e dalla tavolozza accesa.

Brandeis Antonietta

Brandeis Antonietta

Antonietta Brandeis (Miskowitz, 1849 – Venezia, 1910) perso il padre in giovane età, si trasferisce con la madre dalla piccola città boema a Praga. Qui, dimostrata la sua attitudine per la pittura, studia al seguito di Karel Javurek e le fonti la citano come una delle sue allieve predilette. Nel 1869 la madre sposa un nobile veneziano, per cui termina il suo apprendistato a Praga e si trasferisce a Venezia.

Brass Italico

Brass Italico

Italico Brass (Gorizia, 1870-Venezia, 1943) nasce da una famiglia di origini tedesche. Dimostra ben presto doti artistiche e così a soli diciassette anni si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Monaco. Dopo poco tempo si stabilisce a Parigi dove completa la sua formazione. Nel 1895 si trasferisce a Venezia dove impernia la sua attività artistica nel ritrarre all’aria aperta le calli, la laguna, i ponti, le festività, la vita quotidiana.

Bresolin Domenico

Bresolin Domenico

Domenico Bresolin (Padova, 1813-Venezia, 1890) inizia come decoratore di interni, ma poi si orienta verso la pittura di paesaggio. Si forma a Venezia e poi a Firenze e divide la sua attività di paesaggista tra queste città e Roma. Il suo modo di insegnare rappresenta una svolta per l’accademia, perché è uno dei primi a far uscire gli allievi dalla classe per portarli a osservare e copiare la natura all’aria aperta.

Bressanin Vittorio Emanuele

Bressanin Vittorio Emanuele

Vittorio Emanuele Bressanin (Musile di Piave, 1860 – Venezia, 1941) si forma presso l’Accademia di Venezia, sotto la guida di Pompeo Marino Molmenti. Durante gli anni di studio, stringe amicizia con Giacomo Favretto. Autore di affreschi di carattere sacro, ma anche di composizioni allegoriche.

Broglio Edita

Broglio Edita

Edita Broglio (Smiltene, 1886 – Roma 1977) nasce da un’agiata famiglia russa (nell’attuale Lettonia) con il nome di Edita Walterovna zur Muhlen, cognome proveniente dalla nobiltà baltica. Fin da piccola, viene affidata all’educazione dello zio, il barone Raimond zur Muhlen, cantante alla corte degli zar e appassionato d’arte.

Brozzi Renato

Brozzi Renato

Renato Brozzi (Traversetolo, 1885 – 1963) sin da bambino presenta un notevole interesse per il mondo naturale e per l’arte. A quindici anni, finite le scuole, entra nella Fonderia Artistica di Giuseppe Baldi come apprendista, dove inizia a praticare il disegno e la cesellatura.

Brugnoli Emanuele

Brugnoli Emanuele

Emanuele Brugnoli (Bologna, 1859 – Venezia, 1944) si forma all’Accademia di Belle Arti di Bologna, in cui è allievo di Valentino Solmi. Si specializza nella veduta ad acquarello e nell’incisione. Risale alla fine degli anni Settanta il suo primo viaggio a Venezia, città che lo conquista immediatamente.

Bruzzi Stefano

Bruzzi Stefano

Stefano Bruzzi (Piacenza, 1835 – 1911) presso l’Istituto Gazzola di Piacenza ha come primi maestri di disegno Bernardino Massari e Lorenzo Toncini. In questi primi anni, abile disegnatore, si dedica soprattutto a ritratti e caricature, ma nel 1854 decide di recarsi a Roma per perfezionarsi. Vi rimane per quattro anni.

Bucci Anselmo

Bucci Anselmo

Anselmo Bucci (Fossombrone, 1887 – Monza, 1955) si trasferisce, da piccolo e insieme alla famiglia, dalle Marche al Veneto. A Venezia viene avviato agli studi classici, ma vista la forte propensione artistica di Anselmo Bucci, il padre acconsente a farlo trasferire a Monza per avvicinarlo all’Accademia di Brera.

Bugatti Rembrandt

Bugatti Rembrandt

Rembrandt Bugatti (Milano, 1884 – Parigi, 1916) nasce da Carlo, progettista di automobili. Il suo padrino di battesimo è lo scultore Ercole Rosa che suggerisce per il bambino il nome Rembrandt. Il padre desidera che il figlio diventi un ingegnere ferroviario, ma Bugatti sin da subito dimostra una propensione per la scultura.

Buonamici Ferdinando

Buonamici Ferdinando

Ferdinando Buonamici (Firenze, 1820 – 1892) durante la guerra d’indipendenza nel 1848, cui partecipa come volontario nella Prima compagnia della Guardia Accademica, conosce Telemaco Signorini. Si crea tra di loro una forte e duratura amicizia, che ha portato Signorini a ricordare Buonamici con affetto e come uno dei più ferventi sostenitori dell’Unità.

Buscaglione Giuseppe

Buscaglione Giuseppe

Giuseppe Buscaglione (Ariano, 1868 – Rivoli, 1928) nato vicino ad Avellino da una famiglia di origini biellesi, studia a Torino con Lorenzo Delleani. Uno dei suoi allievi migliori, ne eredita ben presto la predilezione per la pittura di paesaggio. Autore di paesaggi e marine, trae dal maestro la straordinaria attenzione alle variazioni atmosferiche e temporali della natura.

Busi Luigi

Busi Luigi

Luigi Busi (Bologna, 1838 – 1884) nasce in una famiglia già legata al mondo dell’arte. Il padre Giuseppe è musicista e permette al figlio dodicenne di entrare al Collegio Artistico Venturoli di Bologna, dove si forma sotto l’ala di Gaetano Serra Zanetti. Contemporaneamente frequenta presso l’Accademia di Belle Arti i corsi di Clemente Alberi e di Napoleone Angiolini.

Bussolino Vittorio

Bussolino Vittorio

Vittorio Bussolino (Torino, 1853-1922) pratica la pittura di paesaggio esclusivamente da dilettante. Si forma comunque all’Accademia Albertina di Torino, dove riceve i fondamentali insegnamenti di Antonio Fontanesi. Con il passare degli anni, Bussolino diventerà amico del maestro, suo collezionista e suo più longevo seguace.

Butti Enrico

Butti Enrico

Enrico Butti (Viggiù, 1847 – 1932), proveniente da una famiglia di artigiani del marmo, manifesta anche lui sin da subito una forte attitudine per la scultura. A soli quattordici anni, si trasferisce dal piccolo paese in provincia di Varese, a Milano per frequentare l’Accademia di Brera. Qui si forma al seguito dello scultore Pietro Magni, ma frequenta anche gli studi di Francesco Barzaghi e di Ugo Zannoni.

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