De Nittis Giuseppe

Giuseppe De Nittis. Avenue du Bois de Boulogne - Olio su tela 32,2 x 42,2 cm. Firma in basso a sinistra
Avenue du Bois de Boulogne. Tecnica: Olio su tela

Biografia

Giuseppe De Nittis (Barletta 1846 – Saint Germain-en-Laye 1884) dal 1861 è a Napoli con il fratello. Qui si iscrive all’Accademia da cui quasi subito viene cacciato.
È uno dei principali rappresentanti della Scuola di Resina, ma in un secondo momento, dopo aver viaggiato molto tra Londra e Parigi – che sarà la sua città d’adozione – passerà ad una pittura più indirizzata ai gusti mondani.

Nel pieno della popolarità e del successo Giuseppe De Nittis muore di colpo a 38 anni a Saint-Gérmain-en-Laye nel 1884. La sua vita è stata cadenzata da partecipazioni ai Salon e alle Esposizioni Nazionali e dai diversi interessi, che vanno dal realismo alla pittura giapponese.

I primi anni a Napoli

Morti prematuramente i genitori, vive con i fratelli in Puglia e si interessa subito di pittura studiando inizialmente con G.B. Calò.
Quando nel 1861 il fratello maggiore e suo tutore Vincenzo si trasferisce a Napoli, Giuseppe lo segue e si iscrive all’Istituto di Belle Arti. Tra i suoi insegnanti Gabriele Smargiassi (1798-1882).

Dopo soli due anni, viene espulso dall’Istituto per comportamento non idoneo. Subito dopo diventa membro della Scuola di resina, insieme a Marco De Gregorio (1829-1876), Federico Rossano (1835-1912) e Adriano Cecioni (1836-1886).

La Scuola di Resina

La netta aderenza al vero da parte di Giuseppe De Nittis si dimostra nello studio dei paesaggi all’aperto e nella realizzazione di diverse opere presentate alla Società Promotrice di Napoli nel 1864.
Alcune di queste tele, come L’avanzare della tempesta, sono state acquistate dal Re Vittorio Emanuele II per la reggia di Capodimonte.

Inizialmente, le sue opere non si allontanano molto dal linguaggio di Marco De Gregorio, basta far riferimento a Il cacciatore, un’opera molto vicina al Contadino di Somma.
La similitudine si evidenzia nell’uso della verità nella resa di un soggetto del popolo che svolge la sua attività quotidiana, immerso nell’erba alta e con una luce attentamente studiata.

Nel 1867 insieme a Cecioni soggiorna a Firenze, dove entra in contatto con i pittori del Caffè Michelangelo e dove il suo realismo ottiene diverse lodi.

Parigi e la pittura alla moda

Sempre nel 1867 approda per la prima volta a Parigi, dove rimane per lungo tempo. Sposa Léontine Gruvelle e lavora assiduamente per il mercante Adolphe Goupil.
Il ruolo della moglie diviene estremamente importante poiché trasforma la loro casa in luogo di incontri culturali. Presenti a queste riunioni le più grandi personalità artistiche e politiche del tempo tra cui Zola, Degas e Manet.

Influenzato dalla pittura mondana e di costume di Jean Louis Ernest Meissonier (1815-1891), ma anche da quella di Mariano Fortuny (1838-1874) comincia ad allontanarsi dal verismo che aveva caratterizzato la sua prima fase e ad avvicinarsi a un genere più piacevole e leggero.

Nel 1870 Giuseppe De Nittis ritorna a Napoli fino al 1873 e scosso dalle severe critiche di Adriano Cecioni a proposito del suo cambio di rotta verso un genere più “frivolo”, si dedica di nuovo ai paesaggi dal vero, contornati però da un’atmosfera nuova.

Esempio di questo cambiamento è Eruzione del Vesuvio del 1872 dove viene messa da parte la resa verista della paura degli uomini sommersi dalla cenere e si dà molto più spazio alla realizzazione virtuosa della nuvola di fumo che li sovrasta.

Tornato a Parigi nel 1873 Giuseppe De Nittis espone al Salon del 1874 Che freddo! (Milano, Collezione privata), una elegante scena di genere in cui tre signore e una graziosa bambina vengono colte dal vento gelido in un paesaggio plumbeo.
Nello stesso anno, su incoraggiamento di Edgar Degas, partecipa alla prima Esposizione impressionista.

 Giuseppe De Nittis. Il viaggio a Londra

Poco dopo fa un viaggio a Londra per farvi poi ritorno ogni anno fino al 1882. Lì crea una rete di rapporti e conoscenze che gli permettono di avere un certo successo di mercato, infatti realizza una serie di vedute londinesi per il banchiere Knowles.

Una di queste è Westminster, un paesaggio brumoso dal taglio nettamente impressionista e fotografico. Un gruppo di uomini si affaccia dal ponte e osserva la cattedrale di Westminster fumando e chiacchierando. È una scena di vita quotidiana in cui una luce rossastra piena di nebbia londinese avvolge persone e cose, in un’atmosfera crepuscolare.

Giornata invernale a Londra (Piccadilly) presenta di nuovo un veritiero assaggio della metropoli, proprio in una delle sue zone più frequentate già allora.
Carrozze solcano la strada passando sul fango creato da una recente pioggia. Mendicanti o donne con gli ombrellini chiusi attraversano un paesaggio reso con una pennellata dinamica.

La serie viene esposta all’Esposizione Universale di Parigi del 1878 e ha un esito talmente positivo che Giuseppe De Nittis viene insignito della Legion d’Onore.
Nel frattempo comincia a sperimentare anche il pastello, come avviene per Le corse al Bois de Boulogne del 1881, conservato oggi alla Galleria Nazionale di Roma.

È un trittico che ritrae tre scorci di vita moderna all’ippodromo di Auteuil e narra con sguardo curioso gli atteggiamenti e i rapporti tra i personaggi.
Questi si riuniscono per vedere le corse dei cavalli, ma anche per chiacchierare amabilmente in un incontro di vita mondana.

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