CORRADO FEROCI

Corrado Feroci. Rama I. Tecnica: Bronzo
Rama I. Tecnica: Bronzo

Biografia

Corrado Feroci (Firenze, 1892 – Bangkok, 1962) si forma all’Accademia di Belle Arti di Firenze, diplomandosi nel 1914. Ben presto, in Accademia passa dallo stato di studente a quello di insegnante di scultura, posto che mantiene fino al 1923. In realtà, la fortuna di Corrado Feroci non ha quasi nulla a che fare con l’Italia.

Nel 1923, ancora professore di scultura, partecipa ad un bando indetto dalla corte del Siam. Si cercava un artista italiano che potesse in qualche modo riformare e portare alla luce l’arte thailandese.

Vinto il concorso, lo scultore lascia tutto e parte immediatamente. Prima di questa avventura, Corrado Feroci in Italia aveva realizzato solo qualche opera celebrativa. In Siam, invece, sarebbe ben presto diventato un artista acclamato e quasi venerato.
Sarà infatti in grado di dare per la prima volta dignità ad un’arte fino a quel momento considerata esotica e provinciale.

Il trasferimento in Siam

L’arrivo di Corrado Feroci a Bangkok inizialmente non è facilissimo. Assunto nel Reale Dipartimento di Belle Arti, non trova subito l’appoggio dell’entourage del re Rama VI.
Richiede uno studio luminoso che di fatto non gli viene concesso e quando scolpisce il primo busto del Re, gli viene rifiutato.

Ma l’intervento dello zio del Re, il principe Naris appassionato di scultura e di arti applicate, lo salva da questo difficile impatto. Viene assunto ufficialmente per tre anni e ottiene lo studio che desidera.

Le lodi e l’ammirazione di Rama VI giungono rapidissime, come il successo di Corrado Feroci. In brevissimo tempo diventa scultore di corte e alla morte di Rama VI viene assunto a tempo indeterminato da Rama VII.
È da qui che inizia il suo rapporto d’amore con la Thailandia, paese da cui non si vorrà mai separare.

Corrado Feroci, artista ed eroe thailandese

Con il tempo Corrado Feroci riceve una lunga serie di committenze reali per l’esecuzione di statue monumentali a scopo commemorativo e celebrativo.
Ancora oggi, le sculture dell’artista, celebrato come un eroe dai thailandesi, rappresentano i punti focali di Bangkok.

Completamente assorbito dalla vita orientale, Corrado Feroci ritorna con passione all’insegnamento. Prima lo fa gratuitamente, dando vita ad una vera e propria generazione di artisti, come il Siam non ne aveva mai avuti.

Poi, riconosciuto l’alto livello del suo insegnamento, dopo il colpo di stato siamese del 1932 e la trasformazione del Siam in Thailandia, il Dipartimento di Belle Arti diventa pubblico.

La Scuola d’Arte Silpakorn

Corrado Feroci viene nominato direttore della Scuola d’Arte Silpakorn, istituita con il nuovo corso del governo thailandese. All’inizio degli anni Quaranta la scuola viene trasformata in Università di Silpakorn, aumentando ancor di più il prestigio di Corrado Feroci, come scultore e insegnante.

Dopo l’armistizio, nel 1843 l’artista viene arrestato dai Giapponesi e così decide di prendere la cittadinanza thailandese. Nel 1944 diventa Silpa Bhirasri e, ormai completamente thailandese, viene considerato una sorta di iniziatore dell’arte moderna del paese.

Pubblicata una serie di libri sull’arte siamese e sulla sua connessione con l’arte occidentale, ha cercato di diffonderla in Europa. Nel 1947 organizza una mostra thailandese a Londra e riesce poi a far partecipare alcuni scultori alla Biennale veneziana.

Muore a Bangkok nel 1962. Una statua eretta in suo onore si trova ancora nel cortile dell’Università di Silpakorn.

Corrado Feroci, uno scultore italiano in Siam

La carriera di Corrado Feroci prende veramente avvio solamente con il trasferimento a Bangkok. In Italia, oltre all’insegnamento si era solamente occupato di un Monumento ai caduti a Portoferraio, nel 1922.

Giunto in Siam, come primo incarico deve eseguire il Busto di Rama VI che non ottiene subito l’apprezzamento della corte. Ma con il ritratto del Principe Naris finalmente viene accettato.

Passa così immediatamente agli incarichi di portata monumentale: nel 1929 gli viene commissionata la statua di Rama I, re leggendario iniziatore della dinastia.

L’enorme statua dell’imponente e solido re seduto, si trova ancora all’entrata del ponte Phra Phutta Yodfa. Una serie di monumenti simili segue questo di Rama I, compresi bassorilievi, statue monumentali e celebrative.

Ne sono esempio quella dedicata alla Democrazia del 1939 o quella dedicata alla Vittoria dell’anno successivo. Si tratta di sculture salde ed equilibrate, caratterizzate sicuramente dall’influenza della scultura del Quattrocento fiorentino.

Da Corrado Feroci a Silpa Bhirasri

Prima di ottenere la cittadinanza thailandese, Corrado Feroci realizza nel 1942 la statua in onore di Re Rama VI, il primo re con cui viene a contatto al suo arrivo a Bangkok.

Divenuto Silpa Bhirasri nel 1944, la sua fama raggiunge livelli altissimi e viene celebrato quasi come una star dai thailandesi. Le opere statuarie più importanti della città appartengono a lui o ai suoi studenti.

Nel 1954 realizza il Monumento di re Taksin a cavallo, nel 1959 quella di Re Naresuan sul dorso di un elefante. Morto nel 1962, ancora viene venerato dagli artisti e dagli studenti universitari di Bangkok, considerato il padre delle arti thailandesi moderne. Il suo funerale è stato offerto dalla corte reale.

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