Un Natale virtuale al Museo Napoleonico

Copertina del "Natale in gioco" al Museo Napoleonico, Palazzo Primoli
Copertina del "Natale in gioco" al Museo Napoleonico. Palazzo Primoli.

Sito del Museo Napoleonico di Roma

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Si apre con il Natale in gioco la sezione didattica del sito del Museo Napoleonico del Comune di Roma, che per questa Christmas edition del 2020 ha proposto un calendario davvero eccezionale, per far conoscere i segreti del museo ai visitatori non soltanto più piccoli, ma anche alle famiglie, sfruttando i momenti di intima aggregazione di questo Natale così diverso.

Non potendo visitare fisicamente il bellissimo Palazzo Primoli, gli operatori del museo, tra cui spiccano anche i volontari del Servizio Civile, impiegati proprio nel settore didattico, invitano i ragazzi e gli adulti a restare in compagnia della collezione attraverso alcuni divertenti quiz e giochi che permettono di conoscere meglio alcuni dettagli della vita di Napoleone, della sua famiglia e delle opere in collezione.

Una breve storia del Museo Napoleonico

Il conte Giuseppe Primoli, figlio del conte Pietro Primoli e della principessa Carlotta Bonaparte, nel 1927, decise di donare a Roma la sua collezione di opere, oggetti, memorabilia e cimeli della famiglia napoleonica, per testimoniare quanto sia stata legata profondamente alla città.

Nel 1808, infatti, Roma fu occupata dall’esercito napoleonico e poi, a partire dal 1811 e fino alla Restaurazione, fu governata dal figlio Napoleone, che assunse il significativo e celebrativo titolo di “Re di Roma”, in memoria dei fasti della città al tempo dell’antica monarchia.

Con la caduta di Napoleone, i membri della famiglia chiesero aiuto al papa Pio VII e riuscirono a trovare rifugio a Roma. Ma il conte Primoli discende da un altro ramo della famiglia, quello del fratello ribelle di Napoleone, Luciano che, già dal 1804, si era trasferito a Roma.

Il conte Giuseppe è figlio di Carlotta Bonaparte, nipote di Luciano, e del conte Pietro Primoli. Cresciuto durante il Secondo Impero tra la corte di Napoleone III a Parigi e Roma, a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento, vive in un clima culturale stimolante che lo spinge ad interessarsi della collezione d’arte e d’antiquariato di famiglia, ampliandola sapientemente e lasciandola poi in eredità a Roma.

Giochi napoleonici

Per ora sono due i giochi proposti sul sito del museo e sulla pagina Facebook: il quiz “Napoleon Pursuit” e il gioco “Occhio al dettaglio”, concentrato su un dipinto di François Gérard (1770-1837) in collezione.

Il primo è ispirato al Trivial Pursuit ma si condensa su domande esclusivamente dedicate a Napoleone, alla famiglia Bonaparte e a tutti gli eventi artistici, storici e culturali avvenuti durante l’impero napoleonico, come la scoperta della Stele di Rosetta.

Vi sono anche stimolanti riferimenti letterari, ad esempio nella domanda in cui si chiede il giorno della morte di Napoleone, il 5 maggio 1821. Naturalmente vengono proposti i primi versi del Cinque maggio di Manzoni e, con l’occasione, si ricorda il bicentenario della morte del condottiero, che si celebrerà proprio l’anno venturo.

Il secondo gioco, come accennato, ci fa entrare virtualmente e ludicamente nel dipinto di Gérard, Elisa Bonaparte Baciocchi con la figlia Napoleona Elisa, spingendoci a concentrarci su alcuni dettagli del bel ritratto di famiglia e ricordandoci anche che il dipinto è riprodotto, in alta risoluzione, sulla piattaforma Google Arts & Culture.

Il prossimo gioco sarà on line a partire dal 6 gennaio, come recita l’avviso sulla pagina del Museo: Trova l’intruso con il Museo Napoleonico”: buffe e inaspettate presenze popolano i dipinti e gli spazi del museo, approfittando sfacciatamente delle porte chiuse. Trovateli e… cacciateli!.

Attraverso la formula ludica, del “participatory museum” e del gaming legato al patrimonio culturale, gli operatori museali sono riusciti a coinvolgere diverse generazioni, sfruttando la formula del digitale e del virtuale, senza necessariamente servirsi del Museo aperto.

In attesa che l’emergenza finisca, il Natale in gioco del Napoleonico, così come molti altri esperimenti di edutainment, nati in questo sofferto 2020, permetteranno una maggiore digitalizzazione del patrimonio culturale che potrà accompagnarsi certamente alla vita fisica dei musei e dei siti, in un percorso a doppio senso si svolgerà in contemporanea, per rendere maggiormente partecipativa ed inclusiva la didattica museale.

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