Bellei Gaetano

Gaetano Bellei. I Nonni - Olio su tela, 26 x 38,5 cm
I Nonni. Olio su tela

Biografia

Gaetano Bellei (Modena, 1857-1922) si forma presso l’Accademia di Belle Arti di Modena, sotto la guida del pittore Adeodato Malatesta (186-1891). Ottiene il Pensionato artistico e si trasferisce per quattro anni a Roma.

Qui frequenta l’Accademia di San Luca, l’Accademia di Francia e l’Accademia di Spagna. Nel 1883 soggiorna per un anno a Firenze, dove porta a termine il Pensionato. Durante questi anni di viaggi di formazione non manca di inviare a Modena diversi saggi di sorprendente modernità.

A Firenze Gaetano Bellei, proprio grazie a questo suo iniziale eclettismo, entra in contatto con collezionisti esteri. Si tratta per lo più di mercanti e mecenati di origine inglese. Questi gli commissionano una serie di dipinti di genere, molto leggeri, che lo avvicinano al conterraneo Gaetano Chierici (1838-1920).

Così il primo sperimentalismo viene abbandonato in favore di scenette curiose e facete in interni. L’arguzia di alcune rappresentazioni è talmente apprezzata dai collezionisti che spesso, proprio come Chierici, Gaetano Bellei è portato a replicare le stesse scene arricchendole di varianti.
I temi frivoli e di carattere narrativo sono però accompagnati da una tecnica ammirevole, spesso aggiornata alle più moderne tendenze della pittura europea.

Nel corso degli anni, tornato a Modena, non si dedica soltanto alla pittura di genere, ma compie anche diverse incursioni nella pittura sacra e nella ritrattistica. Dal 1893 ottiene la cattedra di figura presso l’Accademia di Modena, ma non smette mai di partecipare alle esposizioni.
Si ricordano, tra le principali, quella di Torino del 1898, quella internazionale di Liegi e di Milano nel 1906 e di Roma nel 1911. Muore a Modena, nel 1922.

Un eclettico esordio

Nel 1876, ancora studente, Gaetano Bellei vince il Premio Poletti per la pittura con il dipinto Il Francia ammira la Santa Cecilia di Raffaello. È questa la tela altamente scenografica che fa ottenere a Bellei il Pensionato. Nel periodo romano invia a Modena l’Annunciazione nel 1880 e Resfa o Il martirio dei Maccabei nel 1881.

Si tratta di opere assolutamente innovative e aderenti ad un verismo così pregnante da destare una serie di polemiche in ambito accademico.
Soprattutto il secondo saggio, Resfa, presenta una raffigurazione dei corpi dei martiri estremamente cruda, in un’ambientazione cupa, con toni presi in prestito dal simbolismo tedesco.
In queste composizioni così moderne, Bellei sembra quasi aderire alle «cose immaginate e vere all’un tempo» di Domenico Morelli (1826-1901).

Gaetano Bellei, la pittura di genere

Dopo aver passato l’ultimo anno di pensionato a Firenze, l’artista si avvicina ad una serie di collezionisti britannici che lo introducono al mercato della pittura di genere. Così si addentra in temi frivoli, pittoreschi, di carattere piacevolmente aneddotico.

I suoi soggetti preferiti sono anziani e bambini, muniti delle espressioni facciali più disparate, in un elegante esercizio di stile del pittore.
La sua capacità nella resa degli “affetti” è evidente, anche nelle scene più frivole, come l’attesa di un pranzo in osteria. Partite a carte, umili pasti, giochi tra bimbi e animali, abbracci tra nonni e nipoti.

Questi sono i temi prediletti, o semplicemente richiesti a Gaetano Bellei. Nel 1885 espone Il micino fortunato alla mostra della Società Promotrice di Belle Arti di Genova.
La fortuna commerciale di questo genere di opere inducono Bellei a realizzare diverse versioni dello stesso soggetto.

Questo si verifica, ad esempio, per Che freddo! e per Ride bene chi ride ultimo. Bellei non rinuncia alla sua vena di sperimentatore tanto che assimila sapientemente le caratteristiche del Liberty in dipinti come Durante la pioggia.

In quest’opera si dimostra ancora una volta come un abile narratore della vita quotidiana e delle reazioni umane.
Allo stesso tempo, sfoggia una tecnica perfetta nella resa della pioggia e degli abiti delle fanciulle. In alcuni casi si inoltra anche nella tecnica divisionista, basta far riferimento a dipinti come Il porto di Livorno.

L’arte sacra e i ritratti

Durante gli anni modenesi si dedica anche ad alcuni dipinti di genere sacro, senza discostarsi troppo dalle convezioni accademiche. Per la parrocchia di Zocca realizza la pala con Redentore, per la cappella Rangoni di Bomporto esegue la pala del Beato Cottolengo. Viene richiesto inoltre per una serie di affreschi sacri in numerose chiese della provincia di Modena.

Come ritrattista Gaetano Bellei viene lodato dalla cronaca del tempo: alcuni ritratti si rifanno al linguaggio ufficiale, mentre altri risultano più delicati e sentiti. Sono esempi del filone ritrattistico di Bellei Ritratto dei coniugi Sigg. Palazzi, Ritratto dal vero, Signora Rovighi, Ferruccio Cambi, Autoritratto, che ritorna alla tecnica divisionista.

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