Russolo Luigi

Luigi Russolo. Shrapnel e Granate, 1926. Tecnica: Olio su tela
Shrapnel e Granate, 1926. Tecnica: Olio su tela

Biografia

Luigi Russolo (Portogruaro, 1885 – Cerro di Laveno, 1947) studia musica sin da bambino, dato che anche i fratelli sono diplomati al conservatorio e il padre dirige la Schola Cantorum di Latisana. Ma quando nel 1901 si trasferisce a Milano, frequenta alcuni corsi all’Accademia di Brera e si interessa, così, anche alla pittura.

Inizialmente, il giovane Luigi Russolo pratica soprattutto l’incisione, dando vita a particolari immagini di grande potenza simbolista, che vengono esposte per la prima volta nel 1909 presso la Mostra del Bianco e Nero della Famiglia Artistica di Milano.

Il pittore si avvicina al Simbolismo soprattutto grazie alla frequentazione di Gaetano Previati (1852-1920) e di Romolo Romani (1884-1916). Proprio nel corso della mostra del 1909, l’autore conosce Umberto Boccioni (1882-1916) e così, gradualmente, la sua prima produzione di impianto simbolista e divisionista aderisce alla maniera futurista di Boccioni.

L’adesione al Futurismo a Milano

Per un certo periodo, Divisionismo e Futurismo coincidono, in sorprendenti rappresentazioni in cui Luigi Russolo mette al centro lo studio della luce e della sua propagazione nello spazio. Entrato pienamente in contatto con l’ambiente futurista, frequenta anche Marinetti e collabora alla rivista “Poesia” con diversi contributi grafici e testuali.

Nel 1910, aderisce ufficialmente al Futurismo firmando il Manifesto dei pittori futuristi in febbraio e il Manifesto tecnico della pittura futurista in aprile. L’artista parteciperà sempre con personalissima dedizione al Movimento, dando un forte apporto non solo dal punto di vista pittorico, ma anche critico e musicale.

La musica futurista

Nel 1911, tiene una conferenza a Mantova proprio sull’arte contemporanea e nel 1912 partecipa alla Mostra Futurista presso la Bernheim Jeune di Parigi. A partire dal 1913, comincia a coniugare la ricerca futurista alla musica, facendo convergere questi studi nel saggio L’arte dei rumori, dedicato al maestro Francesco Balilla Pratella (1880-1955).

Sempre nel 1913, mette a punto gli Intonarumori, particolari strumenti inventati proprio da Luigi Russolo, simili ad altoparlanti ma forniti di diversi ingranaggi e meccanismi in grado di controllare la continuità dinamica e la frequenza del suono o meglio, del rumore.

Nel 1915, si arruola con i Volontari Ciclisti lombardi e ritorna alla musica e alla pittura soltanto dopo la Prima guerra mondiale. Negli anni Venti, decide di non aderire al fascismo, quindi viene in parte escluso dalle successive iniziative del Futurismo.

Partecipa, infatti, soltanto di rado alle mostre del Movimento, anche perché ritorna ad un tipo di pittura tutta concentrata sulle rappresentazioni allegoriche e simboliche della realtà. Ne scaturiscono paesaggi e figure che incarnano le teorie esoteriche, assecondando un interesse che si sviluppa tra gli anni Venti e Trenta.

Nel 1929, Luigi Russolo compie un soggiorno a Parigi, dove si avvicina alle filosofie orientali e comincia a studiare con passione lo spiritualismo e l’esoterismo. Negli ultimi anni, in effetti, abbandona quasi definitivamente la pittura per dedicarsi alla scrittura filosofica, con la pubblicazione di Al di là della materia nel 1938.

Tra i dipinti della fase finale, rimangono paesaggi visionari e onirici, poi esposti tra Como e Milano in alcune personali degli anni Quaranta. Negli ultimi anni, si stabilisce a Laveno sul Lago Maggiore, dove muore nel 1947 a sessantadue anni.

Luigi Russolo: il Futurismo tra dipinti e Intonarumori

L’attività artistica di Luigi Russolo inizia all’interno del Simbolismo e del Divisionismo. Versato inizialmente soprattutto nell’arte incisoria, partecipa nel 1909 alla Mostra del Bianco e Nero a Milano con alcune incisioni di grande valore simbolico.

Appartengono a questa fase Il trionfo della morte, ma anche la Donna pipistrello, Chioma, Donna che cuce e soprattutto il suggestivo Autoritratto con teschi. In questo dipinto del 1909, il volto sorpreso e attonito del pittore, nel suo incontro con la morte futura, viene inserito in una corona di teschi evanescenti che lo avviluppano in un abbraccio mortale.

Approdato al Futurismo negli anni Dieci, Luigi Russolo, realizza i dipinti ancora divisionisti Profumo e Lampi nel 1910. Poi, Dinamismo di un’automobile, Studio per un treno in corsa e La rivolta nel 1911. Compenetrazione di case + luce + cielo risale al 1912, insieme a Solidità nella nebbia, trattando le tematiche care all’avanguardia futurista, come la luce elettrica, il movimento delle macchine, le linee che si irradiano in compenetrazioni cromatiche e luminose.

Nel 1913 a queste sperimentazioni si aggiungono quelle degli Intonarumori, per cui la musica e il suono, per un certo periodo e fino agli anni Venti, distolgono l’artista dalla pittura. Nel 1920, espone un Ritratto della moglie, mentre nel 1926, alla Biennale di Venezia presenta Sensazione di bombardamento – Shrapnels e granate.

Sono ormai le ultime apparizioni pubbliche di Luigi Russolo come pittore futurista: nel 1930, alla sua ultima Biennale espone dipinti ancora di grande impatto dinamico, Luci, Figura, Studio, Bolle di sapone e Autoritratto.

Tra i dipinti della fase finale della sua vita, esposti alla Galleria Salvetti di Milano, intrisi di nuovo di un Simbolismo visionario e poetico che sembra quasi richiamare il Surrealismo sospeso di Magritte, vi sono Tre pini del 1944 e Sera del 1945.

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