Donne. Corpo e immagine tra simbolo e rivoluzione

Giacomo Balla. Il Dubbio (dettaglio)
Giacomo Balla. Il Dubbio (dettaglio). Tecnica: Olio su su carta, 67 x 50 cm,

Roma, Galleria d’Arte Moderna di Roma Capitale

Dal 23 gennaio al 13 ottobre 2019

Dalla locandina della mostra si affaccia il viso raffinato e affascinante della moglie di Giacomo Balla (1871-1958), Elisa, protagonista del dipinto Il dubbio. L’opera, presentata all’Esposizione della Società Amatori e Cultori di Roma nel 1908, prima di entrare nella collezione della Galleria d’Arte Moderna di Roma Capitale, era nella stanza del Sindaco Prospero Colonna.

Dall’ombra emerge il bellissimo viso sorridente della donna che si è voltata rapidamente a guardare il pittore. La cornice scura di legno circoscrive uno dei capolavori dell’artista, ancora né divisionista né futurista.

La spontaneità del gesto di Elisa, del suo sorriso, dello sguardo stanco ma allo stesso tempo felice, sono i simboli di una mostra che inaugurerà il 23 gennaio presso la Galleria d’Arte Moderna di Roma Capitale.

La mostra

Nelle sale del prezioso museo romano, tra le opere della bellissima collezione permanente, avrà luogo l’esposizione Donne. Corpo e immagine tra simbolo e rivoluzione. Si tratta di una meditazione e di una ricerca per immagini sulla donna attraverso gli ultimi secoli. L’Ottocento, il Novecento e il Duemila, fino ai nostri giorni.

Il percorso si snoda attraverso opere che ripercorrono il ruolo della donna, soprattutto come soggetto artistico. Le opere, in tutto cento, tra dipinti, fotografie sculture e grafica, non provengono solo dalla collezione permanente della Galleria d’Arte Moderna, ma anche da collezioni di Musei contemporanei.

Uno su tutti, il MACRO, oggi MACRO Asilo, che ha fornito una serie di opere contemporanee, alcune mai esposte prima, che danno diverse accezioni del ruolo della donna nell’arte.

Il titolo recita “tra simbolo e rivoluzione”, proprio perché sin dalla sua nascita, l’arte e la letteratura hanno sempre preso la donna come simbolo di “altro da lei”. Della maternità, dell’amore, della genuinità, ma anche della tentazione, dell’errore, del peccato.

Dal simbolo alla rivoluzione

Dal ruolo che le è stato affibbiato nel corso dei secoli scorsi, si è giunti al Novecento, il secolo che l’ha resa protagonista dell’arte per proprio volere ed esigenza. Non più simbolo di qualcos’altro, ma finalmente rappresentazione di se stessa, la donna è diventata non solo oggetto dell’ispirazione dell’artista, ma artista essa stessa.

Dal simbolo è dunque passata alla rivoluzione. Quella dei ruoli e del ribaltamento delle concezioni precedenti. È per questo che la mostra parte dall’Ottocento, passa per il Secolo Breve e giunge ad oggi.

Si parte da dipinti, sculture, fotografie e si giunge ad installazioni ed opere di videoarte. Non mancano documenti video, tratti da archivi del Novecento, ormai nota caratteristica delle interessantissime mostre della GAM.