Alberto Vianelli

Alberto Vianelli. Figure e barche | Tecnica: olio su tela, 27 x 35 cm
Figure e barche. Tecnica: Olio su Tela

Biografia

Alberto Vianelli (Cava dei Tirreni, 1841 – Benevento, 1927) viene introdotto alla pittura da Giacinto Gigante (1806-1876) e dal padre Achille Vianelli (1803-1894), entrambi paesaggisti della Scuola di Posillipo.

Seguendo la strada dei due grandi maestri, comincia a dipingere i primi paesaggi. Nel 1875 esordisce a Napoli, ma nello stesso anno si sposta a Parigi dove perfeziona la sua formazione con Gustave Boulanger e con Jules Lefebvre.

Espone per la prima volta al Salon di Parigi nel 1877 due paesaggi, ottenendo un diffuso apprezzamento. Continuerà ad esporre ai Salon fino al 1911, inoltrandosi anche nella pittura di genere, nel ritratto signorile e nella ricostruzione storica. Allo stesso modo, prende parte anche alle esposizioni napoletane, torinesi, milanesi e veneziane.

Sempre molto apprezzato dal pubblico e dalle giurie delle moltissime mostre a cui partecipa nel corso della sua carriera, Alberto Vianelli ottiene un grande successo. A Londra nel 1888 e a Parigi nel 1889 viene premiato con la medaglia di bronzo, mentre riceve l’oro all’Esposizione di Amiens. Nominato anche Cavaliere della Corona d’Italia, muore a Benevento nel 1927.

Il paesaggio

Stimolato dal paesaggio di Gigante e del padre Achille, Alberto Vianelli inizia il suo percorso artistico proprio con la pittura di paesaggio. Il dato reale è l’elemento più importante trasmessogli dai due maestri, dall’attenzione alle variazioni di luce alla scelta di tagli moderni. Dal padre eredita anche l’attitudine verso la resa prospettica degli interni e l’uso dell’acquarello o del disegno acquarellato.

Un acquarello per la prima esposizione

Non è un caso dunque che Alberto Vianelli esponga per la prima volta a Napoli nel 1875 un paesaggio di natura archeologica. Il foro di Pompei è un acquarello memore sia della sintesi e del colore gigantiano che della minuzia descrittiva paterna.

Segue poi il trasferimento a Parigi e la serie di partecipazioni ai Salon  della città. Nel 1877 prende parte per la prima volta alla rassegna con due paesaggi: Rovine d’un teatro romano a Benevento e La Fundara (Isola d’Ischia). Nella città francese il pittore si avvicinerà e poi si convertirà definitivamente alla pittura di genere, ma non mancherà di fare ulteriori incursioni nel paesaggio.

Nel 1884 a Torino Alberto Vianelli espone Le alte spiagge a Dieppa Marina, nel 1889 a Parigi Il ponte e la porta del Paradiso a Venezia e nel 1902 Dopo la pioggia. Ancora, nel 1905 a Monaco presenta Resti di anfiteatro romano a Cimiez e nel 1906 Cava di pietre al Sonnenberg. Altri importanti vedute dell’autore sono Una terrazza sul bordo del lago Leman, presentato a Parigi nel 1907 e Isola dei pescatori del 1910.

Alberto Vianelli: la pittura di genere

L’arrivo a Parigi comporta una sostanziale maturazione di Alberto Vianelli, non tanto nello stile, quanto nell’ampliamento delle tematiche.
Il contatto con Lefebvre e con Boulanger lo avvicina alla pittura di ricostruzione storica, ai ritratti, ma anche e soprattutto ad una pittura di genere che ha come protagonisti i rappresentanti dell’alta società parigina.

Si fa dunque interprete di un linguaggio sciolto e leggero, molto apprezzato ai Salon da critici, collezionisti e appassionati. Complici il disegno e il colore di perfetta fattura e la scelta di temi piacevoli, la grande abilità nella resa luministica lo rende famoso nel 1878, quando al Salon espone Nelle quinte, un acquarello realizzato a lume di candela.

Ma il 1879 è l’anno che segna la conversione di Alberto Vianelli alla pittura di genere con la presentazione di Follia! Il dipinto rappresenta una donna in maschera distesa su un divano, che si è appena svegliata dopo una notte di follia e festa.

La tematica può tranquillamente riferirsi a una scena mattutina di una qualunque nobile parigina, quindi ottiene immediato successo. Al pari di Cinquecento del 1880, in cui due signore vengono raffigurate mentre sono impegnate in una partita a carte.

A questo filone appartiene L’està dipinto acquistato dal mercante d’arte parigino Adolphe Goupil, ma anche Triste novella, Ritratto della signora V., Amore materno, Intimità, La lettera e Dolce far niente.

Ad una ambientazione più rurale e umile, seppur sempre priva di turbamento, sono ascrivibili Vecchia pescatrice, Donne al pozzo, La zuppa, Trecciatrici di paglia, Donna che ricama e Donne che lavano sulle rive del Paillon.

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