Sorolla Joaquín

Joaquin Sorolla. Lido di Valencia. Tecnica: Olio su tela
Lido di Valencia. Tecnica: Olio su tela

Biografia

Joaquín Sorolla (Valencia, 1863 – Cercedilla, 1923), nato in un villaggio di pescatori di Valencia, perde molto presto i genitori a causa di un’epidemia di colera, quindi va a vivere insieme alla sorella in casa della zia.

Sin dall’infanzia mostra una notevole attitudine verso il disegno, per cui gli zii decidono di iscriverlo alla Scuola serale di Disegno per artigiani di Valencia.

Nel frattempo, lavora nella bottega dello zio fabbro e poco dopo, nel 1878, riesce ad entrare nella Scuola Superiore di Belle Arti San Carlo, dove è allievo di Gonzalo Salvá (1845-1923).

Sono anni cruciali per la formazione di Joaquín Sorolla, non soltanto per il solido legame con l’ambiente accademico, ma anche e soprattutto per la scoperta di alcuni pittori di marine valenciani, particolarmente concentrati sugli effetti di luce.

Terminati gli studi nel 1881, il giovane artista entra in contatto con Ignacio Pinazo Camarlench (1849-1916) pittore valenciano come lui e fortemente influenzato dalla magica e brillante pittura di luce di Mariano Fortuny (1838-1874).

Dopo aver soggiornato in Italia tra il 1876 e il 1880, Pinazo si era dedicato ad una pittura incentrata sulla narrazione della quotidianità, con scene familiari, nudi di donna, ritratti di bambini e luminosi paesaggi che contenevano una sensibilità atmosferica e cromatica ereditata a pieno titolo da Joaquín Sorolla.

Il perfezionamento tra Madrid, Roma e Parigi

Nello stesso 1881, compie un viaggio di formazione a Madrid, luogo fondamentale dove può ammirare i capolavori del Prado e conoscere dal vivo le tele Velásquez, Ribera e altri maestri del passato.

Nel frattempo, la luce accecante del sole spagnolo diviene una delle caratteristiche principali della sua pittura, che già dalla metà degli anni Ottanta risulta caratterizzata da una pennellata vibrante e da uno spiccato verismo, espresso anche nei dipinti di storia.

È proprio con una tela di soggetto storico che Joaquin Sorolla, nel 1884, partecipa ad un concorso nazionale a Valencia che gli vale l’ottenimento della borsa di studio grazie alla quale può trasferirsi a Roma per un soggiorno di perfezionamento.

Qui, entra in contatto con la colonia di artisti spagnoli, in particolare con José Benlliure y Gil (1855-1937) e José Villegas y Cordero (1844-1921), e visita assiduamente i musei, dove studia l’arte antica e rinascimentale, che già lo aveva affascinato a Madrid. Dopo il soggiorno romano, passa qualche tempo a Parigi, per poi rientrare a Valencia nel 1888.

Il successo internazionale

Sposata la figlia del fotografo valenciano Antonio Garcìa, con cui aveva collaborato dopo gli studi, rientra con la moglie in Italia, dove per un anno vive ad Assisi. Tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio dei Novanta, Joaquin Sorolla raggiunge il successo internazionale, soprattutto dopo la partecipazione alla Biennale dei Venezia del 1895 e all’Esposizione Universale di Parigi del 1900, in cui vince il Gran Premio.

La sua pittura di realtà spazia dal costumbrismo borghese, a raggianti ritratti di nobildonne, fino ad arrivare alla narrazione della più umile quotidianità delle spiagge e della durissima vita dei pescatori.

Nei primi anni del Novecento, decide di compiere un viaggio nel cuore della Spagna per captare al meglio sensazioni, atmosfere, colori e luci della sua terra. La sua tavolozza si arricchisce notevolmente di toni chiari e luminosi dopo il soggiorno tra Granada e Siviglia.

L’Hispanic Society of America

Nel 1906 raggiunge il culmine del successo internazionale, grazie alla personale tenutasi alla Galleria Georges Petit di Parigi e alle diverse mostre che lo vedono protagonista tra l’Italia, la Francia, la Germania e l’Inghilterra, fino a toccare il trionfo presso l’Hispanic Society of America di New York nel 1909, grazie all’intercessione del fondatore della società Archer Milto Hautington, conosciuto a Londra nel 1908.

È Hauntington stesso che, nel 1911 gli commissiona la monumentale decorazione della sede della Società newyorkese, interamente dedicata alla Spagna e alle sue tradizioni folkloriche.

Tornato in Spagna dopo questa grande impresa decorativa, Joaquin Sorolla continua a dipingere fino all’inizio degli anni Venti, nella sua casa di Madrid che è oggi è stata trasformata nel Museo Sorolla. Muore di infarto nella sua dimora di villeggiatura a Cercedilla, nel 1923, a sessant’anni.

Joaquin Sorolla: la prima produzione storica

Tra i primi grandi successi dell’ancora giovane Joaquin Sorolla vi è il dipinto presentato alla Mostra Nazionale di Valencia del 1884, Dos de mayo, che rappresenta l’episodio storico del 2 maggio del 1808, la difesa del parco di artiglieria di Monteleón durante la guerra d’indipendenza della Spagna dalla Francia.

Pur essendo la narrazione sentita e appassionata di un soggetto storico, il dipinto già presenta una spiccata abilità tecnica, una perfezione nella composizione e nella stesura cromatica che si nota non solo dalla grande quantità di polvere riprodotta nel caos della battaglia, ma anche dai dettagli delle stoffe, dei materiali, dei corpi, che rivelano lo studio e l’osservazione dei grandi maestri del Seicento, ma anche di Fortuny.

Questa è l’opera che gli consente di ottenere la borsa di studio per l’Italia, dove approfondisce lo studio della luce, sua cifra caratteristica. Prima di partire, comunque, dà modo all’Accademia valenciana di riconoscere a pieno le sue doti con un altro soggetto di storia, El grito del Palleter, in cui ha modo di presentare la folla in diverse pose, caratterizzata da un’intensa qualità della luce, del colore e del chiaroscuro.

La pittura di luce, il realismo e la tradizione spagnola

Dopo il soggiorno romano e quello parigino, Joaquin Sorolla porta il suo linguaggio ad una ulteriore maturazione: il contatto con i maestri antichi, ma anche con personalità legate al verismo come Adolph Menzel (1815-1905) lo conduce ad abbandonare gradualmente la tematica storica per dedicarsi pienamente alla narrazione della realtà.

Il primo grande successo internazionale giunge nel 1894, quando presenta all’Esposizione Nazionale di Madrid il dipinto a tema sociale Dicono ancora che il pesce è costoso!. Ambientato all’interno di una barca da pesca, rappresenta l’agonia di un giovane marinaio ferito al petto e soccorso dagli anziani compagni.

L’equilibrio spaziale, la sapienza cromatica, ma anche la scelta del tema, trattato con attenzione e partecipazione rendono Joaquin Sorolla uno dei pittori più apprezzati del tempo. Nel 1895, infatti partecipa alla Biennale di Venezia con Costruttore di battelli e al Salon di Parigi con il meraviglioso Ritorno dalla pesca, conservato al Musée d’Orsay.

La materia pittorica è ormai inondata dalla luce naturale, come si nota da altri dipinti coevi come Cucendo la vela e Mangiando sulla barca, fino ad arrivare ad uno dei soggetti prediletti del pittore, quello del bagno in mare, libero e spensierato dei fanciulli nudi.

Pennellate libere ed energiche si ritrovano nel dipinto che lo ha portato al culmine del successo, Eredità triste, che gli vale il Grand Prix all’Universale di Parigi del 1900 e che rappresenta a pieno l’essenza della sua pittura di inizio Novecento, completamente dedicata alla sua Spagna, con le spiagge assolate, il lavoro dei pescatori, la quotidianità essenziale e pura.

Nel 1901 è di nuovo alla Biennale veneziana con Raccogliendo le reti, La calata di Alicante e Vecchio castigliano, nel 1903 con Effetto di sole sul mare, Capo di S. Antonio e Rappezzatrici di reti. Nel 1911 partecipa con una personale alla Mostra Internazionale di Roma.

Tra le ottantacinque opere esposte vi sono Vele ad asciugare, Fanciullo con la barca, Spiaggia di Valenza, Aranci, Vista di Segovia, Giardino dell’Alcazar, Maria convalescente ed una serie di ritratti, altra fetta importante della produzione sorolliana: Ritratto del signore Berueta, Elena, Ritratto della signora Sorolla, Marchese dell’Habana e Autoritratto.

Tra le ultime imprese di Joaquin Sorolla, vi è la decorazione dell’Hispanic Society a New York, da cui emerge tutta l’essenza di ogni regione spagnola, con le sue tradizioni antiche e il suo folklore. Ne sono esempi emblematici i due pannelli Castiglia, la festa del pane e Siviglia, penitenti della Settimana Santa.

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