Lovatti Augusto

Augusto Lovatti. Mare intorno allo Scoglio delle Sirene. Tecnica: Olio su tavola
Mare intorno allo Scoglio delle Sirene. Tecnica: Olio su tavola

Biografia

Augusto Lovatti (Roma, 1852 – Capri, 1921) si forma a Roma presso la scuola di Cesare Maccari (1840-1919), parte dunque da un’impronta pittorica decisamente romantica e purista. Trae spunto però anche dal Maccari più mondano, quello che si ispira al colore e alla luminosità delle scene di genere alla Mariano Fortuny (1838-1878).

In effetti, tutta la produzione del pittore è incentrata su scene e paesaggi luminosissimi e sciolti, ispirati dal paesaggio partenopeo. Ben presto, infatti, Lovatti, forse per cause politiche a noi estranee, si trasferisce a Napoli, dove entra in contatto con i rappresentanti più importanti della scuola paesaggistica campana.

Il trasferimento a Capri

Alla fine degli anni Ottanta, Augusto Lovatti si stabilisce definitivamente a Capri, dove può dedicare tutte le sue energie alla pittura. Stringe una duratura amicizia con Antonino Leto (1834-1913), trasferitosi anch’egli a Capri dal 1882, con il quale collabora a diversi progetti decorativi.

L’isola diventa un luogo di profonda ispirazione per Leto: in questa sorta di rifugio spirituale dal caos cittadino, riscopre la natura e il verismo della Scuola di Resina.

Allo stesso modo, il pittore romano si immerge negli scorci capresi, seguendo anche i modi di Bernardo Hay (1864-1931), figlio di Saverio Altamura (1822-1897) e paesaggista dalla tavolozza ricca e luminosa.

Dunque, il pittore entra a far parte di quella colonia di artisti riunitasi a Capri alla fine dell’Ottocento, per riscoprire il valore del naturalismo in relazione al carattere primitivo e comunitario dell’isola. Proprio come avviene anche per artisti come Karl Wilhelm Diefenbach (1851-1913), conosciuto da Lovatti.

La produzione del pittore, quindi, è soprattutto legata a luminosissimi scorci e a marine di Capri, ma anche a paesaggi napoletani, sorrentini e della Costiera amalfitana. Non sono da dimenticare però, anche le tele che il pittore dedica ai soggetti pompeiani, offrendo anche uno sguardo al gusto del mercato alla moda.

Dal punto di vista biografico, abbiamo pochissime informazioni sull’artista, è certo però che conduce tutta la sua esistenza dipingendo a Capri.

Si sposta frequentemente per visitare Venezia, ma anche la Costiera amalfitana e negli anni Dieci va a Napoli per partecipare alle esposizioni del 1911, 1912 e 1915. Muore poi a Capri nel 1921, a sessantanove anni.

Augusto Lovatti: i luminosissimi paesaggi capresi

Dopo la formazione romana, Augusto Lovatti si trasferisce a Napoli, dove entra in contatto con la scuola di paesaggio partenopea. La sua pennellata si fa subito vibrante e luminosa, interprete di scorci, marine e paesaggi campestri.

Trasferitosi a Capri, la sua pittura si riempie di sensazioni liriche, rispettando sempre le norme del vedutismo napoletano, fatte di piani paralleli che si susseguono con libertà ed equilibrio.

La luce è la principale protagonista delle tele di Augusto Lovatti, poiché il colore, steso con piccoli tocchi di pennello, è in grado di raccogliere in sé tutta la luce dei luoghi ritratti. Un cromatismo vivace e ricco di variegate sensazioni luministiche, accompagna tutte le tele del pittore, come Costiera sorrentina, Una terrazza a capri, L’acquaiola, Spiaggia di Capri.

Alla Promotrice di Napoli del 1911 presenta Antico Porto di Tragara (effetto di scirocco), a quella del 1912 Marina (Capri) e Verso il tramonto e a quella del 1915 Bouganville e Marina.

Per quanto riguarda i soggetti pompeiani, anch’essi luminosi e dalla tavolozza studiatissima, si ricordano Chi è più bello? e Il flauto. Nel corso della sua produzione, è impossibile ignorare l’influenza che esercita su di lui la pennellata vibrante, a piccoli tocchi equilibrati dell’ultimo Antonino Leto, suo fedele amico.

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