Dalla Terra alla luna. L’arte in viaggio verso l’astro d’argento

Dalla Terra alla Luna. Giuseppe Pietro Bagetti. Plenilunio sul Mare. Tecnica: Acquarello
Giuseppe Pietro Bagetti. Plenilunio sul Mare. Tecnica: Acquarello su Carta incollata su Cartoncino, 71 x 80 cm, Pinacoteca dell’Accademia Albertina, Torino

Torino, Palazzo Madama

Fino all’11 novembre 2019

«Sette giorni ed altrettante notti corremmo per l’aria: nell’ottavo vedemmo una gran terra nell’aere, a guisa d’un’isola, lucente, sferica, e di grande splendore». Così, Luciano di Samosata, nel II secolo d.C. descrive l’arrivo sulla Luna con i suoi compagni di viaggio, nelle fantastiche pagine di Una storia vera.

Ebbene, il viaggio sulla Luna è stato da sempre oggetto dell’immaginazione umana, sin dai tempi antichi. La Luna ha sempre occupato un posto d’onore, soprattutto perché grazie ad essa e alle sue fasi venivano formulate la scansione del tempo, le maree, la maternità e la gestione delle piantagioni.

Selene, Diana, Ecate, questi i tanti nomi che le sono stati attribuiti nel corso degli anni. Per molto tempo, e ancora oggi, è stata anche la protagonista di innumerevoli opere d’arte, sia in veste allegorica, sia nella sua essenza più pura, quella della luce opalina che illumina le notti dei viaggiatori solitari.

Nel 1609, il pittore tedesco Adam Elsheimer fa illuminare da una luna grande e argentata, che si riflette in uno specchio d’acqua, l’episodio biblico della Fuga in Egitto. Il Seicento, con la nascita del paesaggio classico e ideale ha veicolato il fascino lunare fino all’epoca del Romanticismo, in cui la Luna figura ripetutamente nelle opere degli artisti nordici ma anche italiani.

La mostra Dalla Terra alla Luna al Palazzo Madama di Torino, tutta incentrata sul desiderio di conoscenza e di viaggio verso la Luna, parte proprio dal secolo del Romanticismo, l’Ottocento, per arrivare all’anno cruciale, il 1969.

Dalla Terra alla Luna. L’arte in viaggio verso l’astro d’argento

Nel 1819, Caspar Davdi Friedrich (1774-1840) esegue il dipinto Due uomini davanti alla luna. Il loro è uno sguardo curioso verso l’ignoto, il misterioso, l’inesplorato. In questo dipinto si nota tutta la paura e allo stesso tempo il desiderio di capire la natura di quell’astro così lontano e luminoso.

L’Ottocento è un momento fondamentale per la rappresentazione della Luna, come emerge dalla mostra visitabile a Torino. I curatori, Luca Beatrice e Marco Bazzini, che si sono avvalsi della collaborazione tra il Museo Civico e la GAM, hanno voluto celebrare i cinquantanni dall’allunaggio con una mostra in cui le opere d’arte si mettono direttamente in relazione con questo affascinante e meraviglioso satellite.

Per il titolo della mostra è stato scelto il libro di Jules Verne, Dalla Terra alla Luna, per sottolineare il viaggio fantastico che molti autori hanno compiuto verso di lei. In mostra compaiono numerose opere di artisti italiani che interpretano in modo diverso il chiaro di luna.

Ci sono artisti piemontesi come Giovanni Battista De Gubernatis (1774-1837) e Giuseppe Pietro Bagetti (1764-1831) di cui è stata esposta la suggestiva opera Plenilunio sul mare. È presente poi il rappresentante della Scuola di Posillipo Salvatore Fergola (1796-1874) con Marina di Capri al chiaro di luna con battello, del 1842.

Si procede poi con il pittore tedesco Karl Wilhelm Diefenbach (1851-1913), trasferitosi nel 1900 a Capri, dove riesce a vivere a contatto con la natura e a dedicarsi alla sua pittura simbolista e misterica.

Si passa poi al nuovo secolo con le opere dedicate alla luna di Felice Casorati (1883-1963), di Paul Klee (1879-1940) e del surrealista Max Ernst (1891-1976). Seguono Lucio Fontana (1899-1968), Giulio Turcato (1912-1995) con le sue Superfici lunari, fino ad arrivare Robert Rauschenberg (1925-2008) con la serie Stoned moon, realizzata proprio nel 1969.

In seguito si inserisce Sulla luna i cieli sono da tappezzeria, giocosa opera di Enrico Baj (1924-2003) e poi le foto di Paola Pitagora sdraiata sulla Luna di Fabio Mauri (1926-2009).

In mostra è stata poi allestita una piccola Wunderkammer lunare, con i pezzi della collezione del conte cuneese Piero Gondolo della Riva, appassionato di letteratura fantascientifica e di teorie sul futuro.

Tra gli oggetti, compare un piatto di manifattura francese, risalente al 1900, decorato con un’immaginaria e utopica spedizione sulla luna a suon di musica da camera. Chiude questo affascinante percorso un’opera lunare ed effimera di Fausto Melotti (1901-1986).

ORARI:

Aperto tutti i giorni dalle 10.00 alle 18.00

CHIUSO IL MARTEDI’

La biglietteria chiude alle 17.00

BIGLIETTI:

Intero € 8

Ridotto € 6: 6-25 anni se studenti; 2 adulti e un minore di 15 anni; persona con disabilità; gruppi con prenotazione (minimo 20 persone); associazioni ed enti convenzionati; possessori di Biglietto Multimuseo.

Ridotto € 4 gruppi scuole e centri estivi

Gratuito minori di 6 anni

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